buonasera e auguri a tutti.
Avrei una piccola domanda in un ambiente classificato locale medico gruppo 2 (sala operatoria) come da CEI 64-8 sez. 710 i gruppi prese nella zona paziente devono essere protetti da un trasformatore di isolamento.
Le prese come da norma sono pari a 6 (per ogni gruppo) ed ognuna è protetta da int. magnetotermico ma l'interruttore del trasformatore di isolam. deve essere solamente un MT o si puo' inserire anche un differenziale da 0.03A.
grazie mille per la risposta
int differenziale e messa a terra
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Mike
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perché vuoi inserire questo differenziale?
conosci il principio di un IT-M?
conosci il principio di un IT-M?
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ma diciamo di si ...
mi assicura l'isolamento galvanico tra le linee di alimentazione e il dispositivo alimentato. inoltre in caso di
di primo guasto a terra mi garantisce la continuità di funzionamento dell'utilizzatore..
mi assicura l'isolamento galvanico tra le linee di alimentazione e il dispositivo alimentato. inoltre in caso di
di primo guasto a terra mi garantisce la continuità di funzionamento dell'utilizzatore..
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presumendo che tutte le masse siano ovviamente collegate allo stesso impianto di terra, in caso di secondo guasto il sistema si trasforma in un TN.
quindi in caso di secondo guasto a massa interviene il magnetotermico opportunamente coordinato.
su questo si potrebbero scrivere pagine e pagine di considerazioni:
l'installazione di un differenziale in un sistema IT-M da' al progettista/installatore la vana presunzione di avere maggior sicurezza, e, come direbbe il buon Carrescia, eviterebbe il calcolo dell'impedenza di guasto per il coordinamento del magnetotermico;
in realtà tale soluzione non fornisce alcun valore aggiunto, anzi, sappiamo tutti che se c'è un dispositivo che sovente interviene anche quando non dovrebbe è proprio il differenziale, vanificando la continuità di servizio richiesta in tali ambienti.
Il compito del progettista quindi è di coordinare in fase progettuale i dispositivi di protezione con la corrente presunta in caso di doppio guasto;
l'installatore dovrebbe, prima di emettere Di.Co., effettuare: verifica del dispositivo di controllo isolamento (DCI) e assicurarsi che vi sia allarme ottico/acustico, una volta scesi sotto i 50 kΩ; misurare la corrente di primo guasto; misurare l'impedenza di guasto (con una fase a terra), e quindi la corrente di secondo guasto per valutare il coordinamento delle protezioni magnetotermiche.
quindi in caso di secondo guasto a massa interviene il magnetotermico opportunamente coordinato.
su questo si potrebbero scrivere pagine e pagine di considerazioni:
l'installazione di un differenziale in un sistema IT-M da' al progettista/installatore la vana presunzione di avere maggior sicurezza, e, come direbbe il buon Carrescia, eviterebbe il calcolo dell'impedenza di guasto per il coordinamento del magnetotermico;
in realtà tale soluzione non fornisce alcun valore aggiunto, anzi, sappiamo tutti che se c'è un dispositivo che sovente interviene anche quando non dovrebbe è proprio il differenziale, vanificando la continuità di servizio richiesta in tali ambienti.
Il compito del progettista quindi è di coordinare in fase progettuale i dispositivi di protezione con la corrente presunta in caso di doppio guasto;
l'installatore dovrebbe, prima di emettere Di.Co., effettuare: verifica del dispositivo di controllo isolamento (DCI) e assicurarsi che vi sia allarme ottico/acustico, una volta scesi sotto i 50 kΩ; misurare la corrente di primo guasto; misurare l'impedenza di guasto (con una fase a terra), e quindi la corrente di secondo guasto per valutare il coordinamento delle protezioni magnetotermiche.
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hai ragione.
nella fretta non avevo letto bene.

nella fretta non avevo letto bene.

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esatto...... ho visto che ci sono due scuole di pensiero , ma ritengo che sia giusto inserire a monte del trasformatore solo un MT classe D .
Il mio dubbio era.... se un operatore nel caso di secondo guasto a terra interviene sul trasformatore per tutelarlo non sarebbe opportuno dotarlo anche di un diff da 0.03A?
grazie
Il mio dubbio era.... se un operatore nel caso di secondo guasto a terra interviene sul trasformatore per tutelarlo non sarebbe opportuno dotarlo anche di un diff da 0.03A?
grazie
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Direi che è molto meglio tutelare paziente e chirurgo dalle conseguenze di uno scatto intempestivo in sala operatoria, anziché tutelare un operatore che mette mani sul trasformatore, che dovrebbe essere addestrato e sapere cosa toccare e cosa no.
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perfetto ... quindi Mt in classe D a monte del trasformatore... e verifica tramite DCI della dispersione verso terra che deve attestarsi sotto i 0.5 ohm.
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scusate un'altra cosa .... per i gruppi prese sotto il trasformatore ho verificato anche qui 2 scuole ...chi le realizza con MT in classe C e chi in classe D.
38 messaggi
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