brabus ha scritto:Faccio un esempio: uso un MOSFET da 55A per commutare una corrente di 10A. Magari il MOSFET è danneggiato e il guasto si manifesta a 40A, ma io non me ne accorgerò mai.
Questo esempio mi ricorda qualcosa...
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brabus ha scritto:Faccio un esempio: uso un MOSFET da 55A per commutare una corrente di 10A. Magari il MOSFET è danneggiato e il guasto si manifesta a 40A, ma io non me ne accorgerò mai.


dimaios ha scritto:....Sinceramente pensavo che l'idea fosse chiara. Se il dispositivo è autoprotetto puoi evitare la protezione esterna mentre se non lo è, come nel tuo caso, devi aggiungere i componenti per proteggerlo...
EcoTan ha scritto:I primi usciti venivano confezionati su spugna conduttiva e veniva raccomandato di muoverli con delle cautele.
lelerelele ha scritto:Quei mosfet da me usati, tipo quelli indicati, non mi sono mai saltati, manipolandoli senza particolari accortezze.
brabus ha scritto:La considerevole capacità Gate-Source di un mosfet di potenza, unitamente alla induttanza e resistenza serie dei reofori, contribuiscono a ridurre notevolmente la potenza dell'impulso che investe il Gate.
Tieni poi conto che molti danni provocati da ESD non si manifestano immediatamente; magari i MOSFET hanno subito un danno che però non ha rilevanza nell'applicazione per la quale viene impiegato.
mrc ha scritto:i primi transistor MOSFET sono stati prodotti nei primi anni sessanta.
La prima volta che ho cominciato ad usarli è stato verso la fine degli anni ottanta e li avevo studiati a scuola una decina di anni prima.
Comunque sia a scuola che nel lavoro nessuno mi ha mai detto che questi componenti sono sensibili all'ESD, sia nel maneggiarli sia una volta montati in un circuito, tant'è vero che venivano manipolati senza adottare particolari precauzioni.
Si, direi che non mi è mai saltato il mosfet di potenza per scariche elettrostatiche, (il saldatore è a terra), come dicevo, mi è saltato subito il 2N7000, non di potenza.mrc ha scritto:Immagino, da quello che hai detto, che più o meno sia successa la stessa cosa anche a telelerelele:
lelerelele ha scritto:Quei mosfet da me usati, tipo quelli indicati, non mi sono mai saltati, manipolandoli senza particolari accortezze.


EcoTan ha scritto:...Io mi riferivo agli integrati CMOS, alimentazione 3-15V, anno 73....
EcoTan ha scritto:...Confezionati su apposita spugna conduttiva e trattati di conseguenza....
e il T
. La carica può quindi trovare l'equilibrio in maniera controllata, senza dare origine a impulsi dannosi.Mi pare una buona soluzione, specie per i mosfet di potenza, dove non serve a niente una resistenza d'ingresso di 10Gohm, visto che lavorano quasi esclusivamente in switching ad alte frequenze e l'impedenza d'ingrssso è fortemete abbattuta dalle capacità parassite.brabus ha scritto:Per mitigare l'effetto della scarica elettrostatica, si cerca di offrire un percorso conduttivo ad alta resistenza, fra i 10 Me il T
. La carica può quindi trovare l'equilibrio in maniera controllata, senza dare origine a impulsi dannosi.


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