, altrimenti se non seguiamo le regole del forum non andiamo da nessuna parte.Campo magnetico indotto e campo elettrico indotto
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Ragazzi, cortesemente, però dobbiamo usare
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PietroBaima
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Robi64 ha scritto:forse la vedrei così, ditemi dove sbaglio
applicando la circuitazione di B
da cui si ricava B
Scusate ma non so usare l'editor per cui anche e elevato a meno t su tau mi viene fuori un po strampalata
Ci siamo sovrapposti nei messaggi.
Grazie per aver provato a usare
.Se vuoi puoi facilitarti la vita con questo editor, se non ricordi i comandi.
Per scrivere
usa - Codice: Seleziona tutto
\epsilon
Per scrivere
usa - Codice: Seleziona tutto
\pi
Per scrivere
usa - Codice: Seleziona tutto
\phi
Se vuoi le stesse lettere greche maiuscole scrivi in maiuscolo la prima lettera del comando, es.
Per scrivere
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\Pi
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PietroBaima
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Robi64 ha scritto:giuro, ci ho provato, sono impedito
Non sei impedito, è normalissimo, all’inizio. Se però usi l’editor che ti ho consigliato non avrai nessun problema, riesco ad usarlo pure io che sono demente.
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PietroBaima
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Robi64 ha scritto:
Non capisco da dove venga fuori quel
. Io seguirei il consiglio di
(e
): in pratica carichi il condensatore e poi lo deformi, analizzando il campo che viene indotto durante questa variazione di geometria.Credo sia l'unica cosa che potrebbe giustificare la formazione di un campo magnetico per come è posto il problema.
Ma didatticamente secondo me è un punto di vista osceno
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MarcoD ha scritto:p.s.:
Ho letto il messaggio di PietroBaima
A condensatore carico si faccia variare r e si ricavi quindi un’espressione per il campo magnetico indotto al variare di r.
preciserei che la tensione applicata al condensatore rimane costante.
Un condensatore carico isolato dal generatore si comporta diversamente al crescere della capacità.
Eh, il problema è ben più complicato di così.
In realtà ho “riformulato” il problema in quel modo per sapere la risposta del prof.
Se il prof. risponde: “no, non è possibile che il problema sia quello” significa che siamo sulla buona strada.
Il trucco è che in elettrodinamica classica le capacità non variano, esattamente come in cinematica classica le masse non variano, casomai si spostano, oppure il sistema vede delle aggiunte o delle sottrazioni di masse che arrivano da qualche altra parte.
Se “faccio variare C” significa che sto mettendo o togliendo delle capacità, scariche o cariche, in parallelo alla capacità originale.
Cosa succede se ad una capacità collegata in parallelo ad un generatore di tensione collego in parallelo una capacità scarica?
In teoria avrei un impulso di Dirac della corrente erogata dal generatore, cioè il sistema si mette ad irradiare, cioè abbiamo un campo magnetico.
E se la sottraggo? In teoria non succede nulla, o no?
Se “faccio variare r”, suppongo con continuità, significa che aggiungo o sottraggo C infinitesime.
Il sistema fisico diventa alle derivate parziali.
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PietroBaima
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gill90 ha scritto:Ma didatticamente secondo me è un punto di vista osceno
Definitely.
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PietroBaima
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gill90 ha scritto:Robi64 ha scritto:
Non capisco da dove venga fuori quel.
Si è stata un po' un ipotesi immaginando comunque che in un caso reale la corrente e quindi le cariche impiegano un certo tempo a caricare il C dal momento che la componente R è presente. E quindi pensavo che in realtà ci si voglia riferire al periodo di carica del condensatore che secondo me sarebbe l'unico momento in cui E varia.
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in poche parole ho trasformato il problema a quello di trovare B durante il transitorio che porta a caricare il C per cui è necessaria una R. Poi non so la formula con la circuitazione di B l'ho centrata.
Avevo scartato a priori l'ipotesi che si deformi il C in modo da produrre una E variabile che mi sembra un esercizio di troppo difficile soluzione
Avevo scartato a priori l'ipotesi che si deformi il C in modo da produrre una E variabile che mi sembra un esercizio di troppo difficile soluzione
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Robi64 ha scritto:in poche parole ho trasformato il problema a quello di trovare B durante il transitorio che porta a caricare il C
Non credo sia quello che chiede perché parla di condensatore già carico... Poi è tutto a libera interpretazione purtroppo.
Robi64 ha scritto:Poi non so la formula con la circuitazione di B l'ho centrata.
No perché dimensionalmente a destra dell'uguale hai (a meno di
) una superficie moltiplicata per una corrente, mentre dovrebbe essere semplicemente corrente (forse facevi riferimento alla densità di corrente: quella è corretto moltiplicarla per l'area).
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