Salve a tutti; un trasformatore da 420 VA (230 V-24 V) a vuoto (senza alcun carico sul secondario) appena connesso alla rete potrebbe assorbire una intensità di corrente superiore a 5 ampere?
A naso direi di no ma non essendo esperto chiedo gentilmente conferma o smentita a tale mia impressione, grazie.
Corrente di inrush trasformatore.
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claudiocedrone
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Non ho esperienza diretta, pare possa essere 10 volte quella nominale.
Leggi qui:
https://www.plcforum.it/f/topic/151158- ... izzazione/
Per ridurre la corrente, metteri un resistore in serie che dissipa per breve tempo la potenza nominale, cortocircuitato da un contatto n.a. di un relè, con bobina alimentata in parallelo al trasformatore.

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https://www.plcforum.it/f/topic/151158- ... izzazione/
Per ridurre la corrente, metteri un resistore in serie che dissipa per breve tempo la potenza nominale, cortocircuitato da un contatto n.a. di un relè, con bobina alimentata in parallelo al trasformatore.

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Ah, beh non dispongo di un simile set up purtroppo, la domanda nasce dal fatto di avere eseguito una prova su di un trasformatore delle caratteristiche citate per capire se potesse avere il primario in corto (col multimetro la resistenza del primario risulta di nemmeno 1 ohm al netto della resistenza dei puntali) quindi nel dubbio lo ho alimentato con in serie un fusibile rapido da 5 A il quale è saltato immediatamente 
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claudiocedrone
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A naso direi di no...
Si, purtroppo, si.
Ho avuto problemi con un trafo da 1600VA (tra l'altro "di primaria marca") che mi faceva saltare il magnetotermico da 32 A della linea prese.
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Non bisognerebbe mai alimentare un trasformatore a vuoto.
Quando non sai una cosa, basta cercare nel vocabolario di
RenzoDF: qualcosa si troverà di sicuro.
Senza considerare istanti di tempo sfavorevoli di chiusura a vuoto che potrebbero portare alle stelle il valore del flusso.
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Senza considerare istanti di tempo sfavorevoli di chiusura a vuoto che potrebbero portare alle stelle il valore del flusso.
Il Conte di Montecristo
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
Abraham Lincoln
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Ok, intanto grazie per le risposte; il fatto è che non ho molto tempo da dedicarci e neppure grande attrezzatura (per esempio l'unica lampada a incandescenza in mio possesso è da appena 15 W); ora la domanda potrebbe diventare "quanto sarebbe la corrente nominale del trasformatore in oggetto?"
Purtroppo non ho grandi basi di elettrotecnica quindi su queste cose mi perdo... dalla tabella linkata mi pare di capire che la corrente potrebbe aggirarsi intorno al 20% del valore nominale che appunto non conosco, a meno che non basti banalmente dividere la potenza nominale per la tensione nominale il che darebbe come risultato ca. 1,8 A
Purtroppo non ho grandi basi di elettrotecnica quindi su queste cose mi perdo... dalla tabella linkata mi pare di capire che la corrente potrebbe aggirarsi intorno al 20% del valore nominale che appunto non conosco, a meno che non basti banalmente dividere la potenza nominale per la tensione nominale il che darebbe come risultato ca. 1,8 A
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claudiocedrone
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In molte applicazioni professionali si usa mettere una NtC da 2 o 1 Ohm in serie al primario.
Questo evita appunto le problematiche che segnalavi specie se sul secondario c'è un ponte a diodi con un grande elettrolitico da caricare.
Poi la ntc si scalda la sua resistenza precipita.
Il trasformatore di buona marca è giusto che ti faccia scattare il magnetotermico altrimenti avresti preso una fregatura.
Prova coi toroidali e con i ferrosilicio a grani orientati se fatti ad arte ti brucia il fusibile ad ogni accensione.
Ciao
Questo evita appunto le problematiche che segnalavi specie se sul secondario c'è un ponte a diodi con un grande elettrolitico da caricare.
Poi la ntc si scalda la sua resistenza precipita.
Il trasformatore di buona marca è giusto che ti faccia scattare il magnetotermico altrimenti avresti preso una fregatura.
Prova coi toroidali e con i ferrosilicio a grani orientati se fatti ad arte ti brucia il fusibile ad ogni accensione.
Ciao
600 Elettra
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...l'unica lampada a incandescenza in mio possesso è da appena 15 W...
Più che sufficiente per un avviamento a tensione ridotta "accroccato"
Metti la lampadina, con in parallelo un interruttore che la bypassa, in serie all'alimentazione del primario.
Metti in tensione il trafo (con lampadina in serie ed interruttore aperto)
Chiudi l'interruttore bypassando la lampadina.
P.S.
Magari dipende dal tipo di fusibile.
Che tipo di fusibili stai usando? (vetro?, 10x38?, rapidi?, ritardati?)
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Ok, speravo di cavarmela con poco e invece... 
Dunque, è proprio un toroidale ed è un trasformatore di isolamento, uno dei due preposti alle alimentazioni di una poltrona da dentista.
Il primario presenta tre prese intermedie a 100 V, 115 V e 127 V e ha tre secondari, 25 V 10 A, 24 V 4,5 A
e 16 V 3,7 A; misurando la resistenza del primario col multimetro trovo 1,6 ohm solo tra "0" e 230 V mentre tra "0" e ciascuna delle prese intermedie misuro
sempre 0,6 ohm (praticamente la resistenza dei puntali) da cui a torto o a ragione ho presunto che il primario fosse andato ma non avendone certezza ho provato ad alimentarlo ugualmente interponendo però per sicurezza un fusibile. Quelli che ho a disposizione sono comuni
5 x 20 mm (vetro) rapidi da 5 A 250 V.
Dunque, è proprio un toroidale ed è un trasformatore di isolamento, uno dei due preposti alle alimentazioni di una poltrona da dentista.
Il primario presenta tre prese intermedie a 100 V, 115 V e 127 V e ha tre secondari, 25 V 10 A, 24 V 4,5 A
e 16 V 3,7 A; misurando la resistenza del primario col multimetro trovo 1,6 ohm solo tra "0" e 230 V mentre tra "0" e ciascuna delle prese intermedie misuro
sempre 0,6 ohm (praticamente la resistenza dei puntali) da cui a torto o a ragione ho presunto che il primario fosse andato ma non avendone certezza ho provato ad alimentarlo ugualmente interponendo però per sicurezza un fusibile. Quelli che ho a disposizione sono comuni
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