Giustamente Renzo, ottima osservazione. Lo swing d'uscita è limitato ben al di sotto delle tensioni di alimentazione (a parte negli amplificatori
rail-to-rail, ma sono una categoria un po' a parte), quindi il range è ancor più ristretto!
giuggiolo ha scritto:l'amplificatore operazionale non invertente...
..bhè, amplifica un segnale senza alterarne la fase, e questo è chiaro.
Attenzione che in elettronica per "fase" si intende lo "sfasamento", il "ritardo angolare" introdotto da un filtro
ad una precisa frequenza. Ho capito cosa intendi dire, lo stadio non invertente non "inverte" il segnale, dopotutto il nome stesso parla chiaro..
Possiamo dire che lo stadio non invertente può amplificare il segnale secondo un fattore
sempre positivo, ed introduce uno sfasamento crescente con la frequenza; sul discorso della fase torniamo fra poco.
ma..non ho capito a che funzionamento ti riferisci!

in che senso
Alla luce di questo, ti chiedo di spiegare con parole tue il funzionamento di un amplificatore NON invertente.
cioè, essendo un amplificatore differenziale (ed il significato mi è finalmente chiaro), prende in considerazione la differenza di potenziale tra i due morsetti e la "sottopone" alla propria funzione di trasferimento, se vogliamo (che è pari a A* (Vi+-Vi-) )
OK, ci sei. Hai capito come funziona l'aggeggio. Però per capire al meglio il ruolo della retroazione, ti consiglio di ragionare così: Supponi per un istante che l'amplificatore operazionale risponda "
con un certo ritardo" alla variazione della tensione
differenziale agli ingressi (chiamata anche

, ossia V d'ingresso differenziale).
1) Applichi un segnale (supponiamo positivo) all'ingresso
non invertente, l'uscita è ancora a
zero volt;
2) Essendo l'uscita a zero, il morsetto
invertente, che è collegato all'uscita dal partitore

, può essere solo a zero volt;
3) Il segnale che hai applicato al morsetto non invertente causa uno
scompenso di tensione fra i terminali: avrai

.
4) Questa
differenza fra le tensioni
,
, verrà amplificata del fattore

, e la tensione d'uscita inizierà a
salire.
5) Salendo l'uscita, ci sarà un proporzionale
aumento del potenziale al morsetto invertente, legato alla tensione d'uscita dal rapporto determinato dal partitore:

. Chiariremo poi il rapporto fra Beta e il guadagno reale.
6) La tensione d'uscita continuerà a salire finché il potenziale al morsetto invertente sarà tale da raggiungere
l'equilibrio. Vediamola così: "Aumentare il potenziale al morsetto invertente significa far scendere la tensione d'uscita, aumentare il potenziale al morsetto non invertente significa aumentare la tensione d'uscita". L'azione combinata di queste due tensioni "
antagoniste" produrrà
l'equilibrio, che si avrà quando

V.
L'ultima approssimazione è ovviamente
ideale: c'è sempre una
piccola tensione differenziale per mantenere la tensione d'uscita, ma è talmente ridotta da poter essere trascurata, visto
l'altissimo guadagno dell'amplificatore operazionale. A questa piccola tensione vanno aggiunti contributi degli
offset e le varie
non idealità del circuito integrato.
Si assume ad esempio
corrente nulla agli ingressi dell'operazionale. In effetti, giacché gli stadi d'ingresso sono spesso realizzati con transistor FET, abbiamo correnti dell'ordine del
nanoampere... Trascurabili con resistenze di retroazione dell'ordine dei kilo ohm, ma importanti per strumenti di misura o circuiti con guadagni particolarmente elevati.
Il "ritardo" che abbiamo introdotto per capire l'azione del feedback è in effetti reale. Gli amplificatori operazionali posseggono una
risposta in frequenza nota a priori, si suol dire che sono
compensati internamente. Esistono amplificatori operazionali non compensati, ma ne parliamo dopo.
Se guardi il datasheet di un
TL082, ad esempio, noti che la risposta in frequenza presenta un polo in bassa frequenza (
polo dominante), poi l'andamento scende senza ulteriori zeri o poli fino agli 0 dB (parliamo di frequenze dell'ordine dei megahertz!), e successivamente si trovano altri poli
non dominanti.
Studieremo in seguito il criterio con il quale è fatta questa compensazione (andiamo nel dominio della frequenza), per ora voglio assicurarmi che tu abbia capito come funziona l'operazionale nel dominio del tempo.
Ulteriori considerazioni sullo stadio non invertente:
Abbiamo detto che esiste un "fattore di retroazione

", ma cosa c'entra col guadagno?
Ebbene, se osservamo lo schema a blocchi della pagina precedente, possiamo dire che, a patto che

sia molto grande, il rapporto fra l'uscita e l'ingresso vale

. Chiaro?
Scrivendo l'inverso di Beta:

... otteniamo proprio il classico guadagno dello stadio non invertente!
Ecco quindi che ragionando in termini di "retroazione", di "riporto del segnale", il funzionamento del sistema risulta più eloquente.
A cosa serve un amplificatore di questo tipo?
L'utilità non sempre è evidente. Pensiamo al buffer, guadagno unitario. A cosa serve? Beh innanzitutto da adattatore di impedenza. Segnali che necessitano di alte impedenze di carico (leggi: bassissime correnti di segnale, praticamente pura tensione) possono essere collegati al morsetto non invertente (impedenza d'ingresso:

), e riferiti a massa con una resistenza anche da 1 megaohm.
L'uscita è asservita a tutti gli effetti da un amplificatore di discreta potenza, possiamo erogare correnti anche di 5 mA senza problemi, entro le frequenze consentite dall'amplificatore operazionale, per pilotare praticamente qualsiasi circuito a valle.
Possiamo ottenere facilmente grandi guadagni (

), con grande linearità e quindi basse distorsioni.
Il rumore è estremamente contenuto, soprattutto se usiamo amplificatori operazionali particolarmente silenziosi (tipo NE5532, per dirne uno).
La retroazione ha il grande vantaggio di
rendere il guadagno dello stadio insensibile alle caratteristiche dell'amplificatore, a patto che quest'ultimo abbia un grande guadagno.
L'amplificazione è assolutamente lineare, l'amplificatore richiede pochissimi componenti esterni, la banda è elevatissima. Com'è possibile costruire a componenti discreti un amplificatore del genere? Sicuramente non con due resistenze ed un monolite, ma almeno con qualche transistor discreto e qualche circuito di compensazione, ma non sarebbe sicuramente la stessa cosa.
in configurazione invertente il morsetto - sta a Vi, il morsetto + sta a massa..inoltre viene reazionato sul morsetto -...
in configurazione non invertente il morsetto + sta a Vi, il morsetto - sta a massa con reazione sul morsetto -...
Ci siamo, ci siamo...
bhè, se non dico una castroneria, la d.d.p. tra i due morsetti "dovrebbe" essere la stessa in entrambe le configurazioni!
ma tanto è una castroneria, perché ciò che ho detto/pensato non corrisponde con la realtà!
Giulio
Lascia stare le supposizioni e il pessimismo, l'importante è che tu dica sempre la tua e che ragioni lucidamente sul funzionamento delle cose.. E' l'unica strada per imparare!
Tutto chiaro? Adesso parliamo dello stadio invertente!
Alberto.