Purtroppo non si mai protetti al 100% dalla perdita dei dati, neanche utilizzando più metodi differenti. Anche se, di certo, aumentano le probabilità di recupero.
Di questi scenari non so mai quale sia il migliore:
1) Salvare i dati in uno o più cloud: potrebbe accadere di tutto, dall'attacco Hacker alla chiusura del servizio.
2) Backup su dispositivi locali: anche qui potrebbe accadere di tutto, dal furto in ufficio o abitazione, alla rottura dei dispositivi.
3) Il metodo del forziere pirata, dove si salvano i dati su dispositivi propri e si tengono al sicuro in un posto diverso da casa: qui è un casino tenerli aggiornati e sincronizzati.
Incendio in datacenter OVH in Francia
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Giovanni123 ha scritto:1) Salvare i dati in uno o più cloud: potrebbe accadere di tutto, dall'attacco Hacker alla chiusura del servizio.
2) Backup su dispositivi locali: anche qui potrebbe accadere di tutto, dal furto in ufficio o abitazione, alla rottura dei dispositivi.
Secondo me una combinazione di questi due è più che fattibile ed è difficile che si abbia contemporaneamente l'attacco hacker ed il furto del dispositivo...
Poi ovviamente dipende dalla spesa che si dovrebbe sostenere e dall'importanza dei dati che uno deve salvare
Almeno l'itagliano sallo...
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certo, sta nella natura delle cose.Giovanni123 ha scritto:Purtroppo non si mai protetti al 100% (...)
Mia opinione, le sensibilità sulla questione sono diverse, al limite c'è anche chi il problema proprio non se lo pone, oppure chi è disposto a delegare per spontanea propensione.
Facilmente anche le incidenze sui costi aziendali influiscono le strategie, alcune conseguenze già accennate: esternalizzazione, riduzione del personale e perdita di competenze interne.
Effetti che immagino ben considerati, forse con peso differente in funzione della singola realtà: riduzione delle spese, supporto alla competitività.
Però mi pongo il dubbio sull'esistenza di potenziali vulnerabilità(ce ne sono ?) che nell'immediato non verrebbero stimate.
Saluti
p.s.
[OT] un sistema di rilevamento e anti-incendio immagino ci fosse, ma ... [/OT]
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WALTERmwp
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Giovanni123 ha scritto:3) Il metodo del forziere pirata, dove si salvano i dati su dispositivi propri e si tengono al sicuro in un posto diverso da casa: qui è un casino tenerli aggiornati e sincronizzati.
E' esattamente un problema che mi sono posto e avevo cercato qualche software che potesse farlo. Questo ipotetico software dovrebbe operare su un sistema, fare un elenco dei file e alberi, con relativi hash e scriverlo su un file. Questo verrebbe copiato assieme ai dati aggiornati, si porterebbe il tutto fisicamente nel luogo del backup e il programma dovrebbe esaminare l'elenco, confrontarlo con quello che c'è nel sistema locale e fare i dovuti aggiornamenti.
Mai trovato niente di simile: qualsiasi programma di backup che io abbia visto vuole sorgente e destinazione entrambi accessibili. Come sempre avrò cercato poco e male ma mi parrebbe strano che un problema tanto (per me) normale non sia sentito tale da alcuno sviluppatore o software house. Probabilmente sono tra i pochi che non ha una linea abbastanza veloce per la quantità di dati che ha ma la mia VPN basata su routers AVM mi permette velocità di qualche kB/s, quindi forse il collo di bottiglia non è la linea. In tutti gli altri casi, probabimente la velocità è sufficiente e quindi il problema non si è posto mai a nessuno.
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WALTERmwp ha scritto:[OT] un sistema di rilevamento e anti-incendio immagino ci fosse, ma ... [/OT]
Magari un effetto a catena, o il solito furbo con la sigaretta accesa che se la dimentica appoggiata da qualche parte... Chi può saperlo?
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Giovanni123
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chissà se anche i giornalisti francesi hanno la tendenza a delegare gli incendi ai cortocircuiti
un centro dati, è una struttura "sensibile", se si esclude l'origine dolosa, resta comunque la voglia di capire la causa che ha innescato l'incendio
almeno capire se i sistemi (quali?) sono intervenuti, e se sono intervenuti, con quali tempi
si spendono palate di denaro per ridurre e/o comunque circoscrivere eventuali punti di innesco, sistemi attivi e passivi e poi si vede bruciare un certo dati così?
mah
un centro dati, è una struttura "sensibile", se si esclude l'origine dolosa, resta comunque la voglia di capire la causa che ha innescato l'incendio
almeno capire se i sistemi (quali?) sono intervenuti, e se sono intervenuti, con quali tempi
si spendono palate di denaro per ridurre e/o comunque circoscrivere eventuali punti di innesco, sistemi attivi e passivi e poi si vede bruciare un certo dati così?
mah
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trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera
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In effetti, dal punto di vista tecnico, è un bel problema per il sistema (dal progettista, all'installatore, al tecnico verificatore/ispettore di sicurezza, ecc...) delegato alla sicurezza; produrrà un bello scarica barile? Chissà come si affrontano in Francia certi problemi?
⋮ƎlectroYou e ne sai di più!
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lemure64 ha scritto:cut...
E' esattamente un problema che mi sono posto e avevo cercato qualche software che potesse farlo. Questo ipotetico software dovrebbe operare su un sistema, fare un elenco dei file e alberi, con relativi hash e scriverlo su un file. Questo verrebbe copiato assieme ai dati aggiornati, si porterebbe il tutto fisicamente nel luogo del backup e il programma dovrebbe esaminare l'elenco, confrontarlo con quello che c'è nel sistema locale e fare i dovuti aggiornamenti.
E' da moh che i programmi di backup funzionano cosi.
Inizialmente fai un primo backup completo chiamato "full",
i successivi backup gli fai di tipo incrementale, ovvero vengono salvati solo i file che risultano diversi o non presenti nel backup "full".
In teoria potresti andare avanti così all'infinto in realtà dipende dallo spazio a disposizione per il backup.
Poi ci sono anche altre soluzioni...
Per uso "casalingo" io uso questi due programmi gratuiti Duplicati insieme ad Rclone
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lemure64 ha scritto:Ho trovato la timeline di MS da qualche parte in rete [...]
concordo appieno con Lemure64, sono anni che lo dico
claudiocedrone ha scritto: e nemmeno eventuali problemi di diossina o altre sostanze tossiche che avrebbero potuto essere prodotte dalla combustione...
io non ci credo assolutamente, la maggior parte dei materiali bruciati saranno stati plastiche, resine varie, componenti contenenti metalli e forse batterie al piombo, inoltre il fumo denso e nerissimo che si vede nelle foto non mi sembra proprio aria di montagna
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SediciAmpere
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Beh io ho solo riportato quanto scritto nell'articolo lemondino, non ero sul posto a misurare gli inquinanti 
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claudiocedrone
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