Consigli neolaureato in ingegneria elettronica
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ElectroFranco
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In breve hai la "mammite".
Una sindrome piuttosto comune.
Un tempo si curava con la leva obbligatoria.
Ti conviene fare lo sviluppatore SW lo fai tranquillamente da casa.
Ciao
Una sindrome piuttosto comune.
Un tempo si curava con la leva obbligatoria.
Ti conviene fare lo sviluppatore SW lo fai tranquillamente da casa.
Ciao
600 Elettra
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Ps. Non farò mai il softwarista.
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ElectroFranco
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Ciao
per mia esperienza ti posso dire che le opportunità ci sono anche in Italia. Io lavoro a Milano ma conosco un po' anche l'Emilia Romagna.
Chi fa hardware però, molto spesso deve avere anche un po' di conoscenza dei microcontrollori e del firmware.
Per un neolaureato con poca esperienza pratica che vuol fare il progettista, secondo me la cosa migliore è trovarsi a lavorare con colleghi più esperti ben disposti a condividere le loro conoscenze. Magari nella scelta tra le proposte ricevute tieni conto anche di questo aspetto!
Buona fortuna.
per mia esperienza ti posso dire che le opportunità ci sono anche in Italia. Io lavoro a Milano ma conosco un po' anche l'Emilia Romagna.
Chi fa hardware però, molto spesso deve avere anche un po' di conoscenza dei microcontrollori e del firmware.
Per un neolaureato con poca esperienza pratica che vuol fare il progettista, secondo me la cosa migliore è trovarsi a lavorare con colleghi più esperti ben disposti a condividere le loro conoscenze. Magari nella scelta tra le proposte ricevute tieni conto anche di questo aspetto!
Buona fortuna.
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Signori, alla fine sto ripensando alla proposta da progettista elettronico presso l’azienda che produce caricatori di barre per torni. Parlando con il responsabile mi hanno garantito, parole loro, che mi divertirò e che avrò grandi soddisfazioni con loro. Ammetto di essere ancora indeciso però mi ha abbastanza convinto, l’unica mia paura è che essendo in ambito industriale possano farmi fare cose da elettrico più che da elettronico. Io sono stato chiaro e parlando del mio percorso di studi gli ho fatto capire cosa ho studiato e cosa mi interessa, però la paura che mi limitino alla programmazione di plc è tanta. D’altra parte loro sono stati un po’ vaghi, hanno detto che hanno diversi progetti sotto mano. Non sapete che ansia ho in questi giorni 
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ElectroFranco
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ElectroFranco ha scritto:possano farmi fare cose da elettrico più che da elettronico
Ti crei troppi problemi, sporcarsi un po' le mani è tutta esperienza. Il mio primo lavoro è stato una via di mezzo tra l'idraulico e l'elettricista, dopo un anno sono passato alle misure su componenti a microonde
Nel prosieguo del mio percorso lavorativo le microonde mi sono servite a poco, l'esperienza elettrico-idraulica inaspettatamente molto di più. Uscire dal proprio campo di studio allarga gli orizzonti
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A ripensarci un po' di software non farebbe male. Acquisiresti la capacità di metterti nei panni di chi scrive software e questo potrebbe davvero darti una marcia in più. L'essenziale è non farsene fagocitare. E poi sul lato elettrico io personalmente non vedrei male nemmeno questo. Non bisogna snaturare le proprie vocazioni ma ho sempre visto l'elettrotecnica come la Grande Madre di tutte le discipline afferenti, e mi spiace conoscerla poco e male. Penso che lungi dall'essere aree di lavoro tristi, per un periodo limitato possano essere al contrario un bel bagaglio per il futuro.
Sulla "mammite" che altri hanno citato il discorso è complesso. Nel mio caso mi ha frenato una grossa sfiducia di non farcela in caso di emergenza, uno dei miei incubi peggiori è trovarmi in un ospedale non fisicamente indipendente (si spera temporaneamente) e incapace di comunicare. Non volevo né mai ho voluto mia madre che mi lavasse i vestiti o cose simili; ho subìto 4 interventi negli ultimi anni, e sono andato e tornato in ospedale con l'autobus dicendo tutto ai miei a cose fatte. Ma almeno sapevo che potevo comunicare e avevo amici abbastanza vicini. Insomma sono tante e diverse per ciascuno le cause che possono rendere indesiderabile un allontanamento dai luoghi delle radici, quelle proprie (per salvare il gioco di parole)
Nel mio caso l'insicurezza su certi aspetti della vita, in altri casi può semplicemente essere una "pigrizia climatica" e tanto altro. Personalmente capisco chi non se la sente, io ne sono il primo esempio vivente. E ammiro molto chi ha questo genere di sicurezza in sé stesso/a.
Sulla "mammite" che altri hanno citato il discorso è complesso. Nel mio caso mi ha frenato una grossa sfiducia di non farcela in caso di emergenza, uno dei miei incubi peggiori è trovarmi in un ospedale non fisicamente indipendente (si spera temporaneamente) e incapace di comunicare. Non volevo né mai ho voluto mia madre che mi lavasse i vestiti o cose simili; ho subìto 4 interventi negli ultimi anni, e sono andato e tornato in ospedale con l'autobus dicendo tutto ai miei a cose fatte. Ma almeno sapevo che potevo comunicare e avevo amici abbastanza vicini. Insomma sono tante e diverse per ciascuno le cause che possono rendere indesiderabile un allontanamento dai luoghi delle radici, quelle proprie (per salvare il gioco di parole)
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ElectroFranco ha scritto:..l’unica mia paura è che essendo in ambito industriale possano farmi fare cose da elettrico più che da elettronico. Io sono stato chiaro e parlando del mio percorso di studi gli ho fatto capire cosa ho studiato e cosa mi interessa..
Penso che, almeno all'inizio, un po' di "gavetta" sia formativa, specie se non si ha nessuna esperienza e manualità, per cui quello che ci interessa va sempre tenuto bene in mente, ma per un periodo temporaneo non fa male vedere e conoscere materie comunque affini: buttati e vedi di cosa si tratta, magari ti piace più di quello che hai studiato, se invece troppo diverso dai tuoi interessi nessuno ti costringe a rimanerci.
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Grazie a tutti per i consigli e le parole motivanti. Dovete sapere che io sono un ansioso cronico
. Dopo 5 anni di sacrifici la paura di rendere tutto vano per me è inevitabile. Ho fatto davvero tante rinunce, non solo in termini economici. Però forse avete ragione, magari mi prendo 6 mesi o un anno per fare esperienza anche se il settore non è proprio il mio, nel frattempo cerco di continuare a studiare ciò che amo e poi vedo che fare. La cosa positiva è che essendo questa azienda a pochi km da dove abito forse riuscirò ad avere del tempo per continuare a studiare....
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ElectroFranco
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