, poi cala a 
Al secondario ausiliario
.Al secondario
poi cala a
.Alan18 ha scritto:Sul primario, poi cala a
Al secondario ausiliario.
Al secondariopoi cala a
.
IsidoroKZ ha scritto:Gli avvolgimenti non sono interrotti!
stefanopc ha scritto:Prima dello strumento cinese usavo questo oscillatore Colpitts per misurare le induttanze.
basta che non siano Cinesi, io ne ho comprato un centinaio, se inserisci una volta o due l'integrato va bene se incominci a fare tira e metti una decina di volte, si dilata il foro e poi arrivano i problemistefanopc ha scritto:Hai ragione.
Io nelle mie realizzazioni cerco di non utilizzare i normali zoccoli ma al loro posto impiego sempre la versione con connessione a tulipano.


Alan18 ha scritto:Volevo chiedere un paio di cose ancora. Volevo capire un po' meglio in che modo una spira potrebbe andare in corto. Da quello che ho capito, un eccessivo surriscaldamento del filo (ad esempio) potrebbe deteriorare il suo rivestimento smaltato, pregiudicandone quindi l'isolamento. Il problema si verifica perché la spira in questione tocca direttamente il nucleo? Oppure il problema è che la spira senza isolamento tocca la parte isolata un'altra spira e quindi di tutto l'avvolgimento? E a livello teorico, cosa succede quando una spira è in corto? Perché il trasformatore non fa più il suo dovere?



Alan18 ha scritto:Ad ogni modo, siccome confido che lunedi mi arrivi, volevo intanto chiedere se per effettuare le misure di induttanza, sia il caso di dissaldare il trasformatore o se possono essere fatte direttamente su scheda?
Non so se è una domandona, ma è possibile (più o meno) immaginare su che ordine di grandezza dovrebbero attestarsi i vari avvolgimenti?
In caso di spira in corto, la misura di induttanza dovrebbe essere 0?
stefanopc ha scritto:Ogni strumento poi ha le sue prerogative
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