Riparazione alimentatore switching 12V - 6,5A
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Questo e lo strumento che adopero io da circa 34 anni.
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elektronik
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stefanopc ha scritto:Hai ragione.
Lo stesso i condensatori fino a 47 uF per tensioni fino a 20 v circa metto sempre tantalio anche perché ne ho molti di recupero. Sono praticamente eterni. E non provocano fuoriuscita di elettrolita.
I tantalio moderni forse. Quelli di 30 anni fa che trovo sui Tek...sono croce e delizia di chi si occupa di revisionarli. Il mio incubo. Quando decidono di tirare le cuoia, vanno in corto secco.
Ovviamente il discorso vale per qualsiasi apparecchio che abbia almeno 20/30 anni e che usi degli elettrolitici al tantalio. Forse in quell'epoca erano meno affidabili per motivi costruttivi?
Certo e' che quando trovo un ektronix che ha una alimentazione in corto, al 90% e' sempre lui il colpevole.
Ho appena riparato due bellissimi TG501, time mark generator che arrivano fino a 1 GHz. Tutti e due maltrattati da chi prima di me non sapeva come raccapezzarsi.
In 30 minuti ho scovato il tantalio in corto in mezzo a un paio di dozzine di altri tantalio. Sostituito e via, funzionava di nuovo tutto.
Max
Se funziona quasi bene, è tutto sbagliato. A.Savatteri/M.Mazza
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banjoman ha scritto:Forse in quell'epoca erano meno affidabili per motivi costruttivi?
Si`, c'era un problema tecnologico, almeno per quanto riguarda quelli radiali di qualita`. Nel seguito vado a memoria, il problema adesso e` risolto.
Nei primi tantalio radiali, il catodo era di argento, oppure di tantalio ma saldato al cappellotto con argento che attacca sul tantalio. Con il tempo l'argento migrava nell'elettrolita fino a fare un cortocircuito. Per questa ragione i tantalio erano vietati sui satelliti artificiali.
In seguito e` stata sviluppata un saldatura laser tantalio-tantalio, senza materiale aggiunto, e il problema e` stato eliminato.
Forse da qualche parte ho un antico articolo in proposito, ma chissa` dove
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Il 555 sta all'elettronica come Arduino all'informatica! (entrambi loro malgrado)
Se volete risposte rispondete a tutte le mie domande
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Negli impianti a cui facciamo manutenzione che sono accesi ininterrottamente, alcuni da oltre 30 anni, di tantalio guasti non ne ricordo.
Quelli ottimi a cui mi riferisco io sono quelli gialli/arancio a goccia radiali.
I valori più in voga fino agli anni 2000 sono da 1 a 22uF 25 - 35V mi sembra siano marchiati Motorola o AVX
.
C'è anche un ulteriore problema da non sottovalutare.
Se per qualche motivo si inverte la tensione anche per brevissimo tempo i tantalio solido tendono ad andare in corto e a danneggirsi in modo permanente.
In un ramo con alimentazione duale con carico molto sbilanciato questo si può verificare facilmente.
Anche se sono frazioni di volt per pochi millisecondi dopo un certo numero di eventi il guasto si manifesta.
Se poi sono i vecchi Sprague quelli solo a guardarli si guastano.
Ciao
Quelli ottimi a cui mi riferisco io sono quelli gialli/arancio a goccia radiali.
I valori più in voga fino agli anni 2000 sono da 1 a 22uF 25 - 35V mi sembra siano marchiati Motorola o AVX
.
C'è anche un ulteriore problema da non sottovalutare.
Se per qualche motivo si inverte la tensione anche per brevissimo tempo i tantalio solido tendono ad andare in corto e a danneggirsi in modo permanente.
In un ramo con alimentazione duale con carico molto sbilanciato questo si può verificare facilmente.
Anche se sono frazioni di volt per pochi millisecondi dopo un certo numero di eventi il guasto si manifesta.
Se poi sono i vecchi Sprague quelli solo a guardarli si guastano.
Ciao
600 Elettra
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Con un po' di ritardo rispondo. Questa e` una settimana complicata, ci saro` poco.
Dipende dall'ampiezza del segnale applicato, ma non solo. Misurando il primario, se il segnale ha una ampiezza di picco maggiore di mezzo volt circa, in parallelo c'e` il percorso formato da C1 e il diodo di substrato di Q1 che puo` falsare la misura. Poi c'e` anche lo snubber con il diodo, anche lui non da` fastidio se l'ampiezza e` sufficientemente bassa. Infine c'e` lo snubber RC, il suo effetto dipende dalla frequenza di misura, maggiore la frequenza maggiore la sua influenza.
Basta misurare il primario, se c'e` un corto si riflette su tutti gli avvolgimenti. L'ordine di grandezza dell'induttanza primaria dovrebbe essere di qualche millihenry, mi pare l'avessimo stimata.
Non zero, ma molto piu` bassa.
I secondari hanno una induttanza molto piu` bassa, di un fattore dato dal rapporto spire al quadrato. Il rapporto spire potrebbe essere da 10:1 fino a 20:1 (MOLTO a spanne), dipende se l'alimentatore e` stato progettato per lavorare anche a 110V o solo a 230V.
Una spira in corto equivale a un secondario in corto e abbatte la tensione su tutti i secondari. Sul primario si vede una impedenza molto minore di quella che ci si aspetta. Quando Q1 chiude la corrente sale molto rapidamente, il controllore apre subito l'interruttore e non c'e` energia immagazzinata nel magnetico.
[/quote]
Ma parte dei piani a medio termine e` di scrivere un articoletto sulla differenza fra trasformatore, induttore accoppiato e induttore a due avvolgimenti.
Alan18 ha scritto: volevo intanto chiedere se per effettuare le misure di induttanza, sia il caso di dissaldare il trasformatore o se possono essere fatte direttamente su scheda?
Dipende dall'ampiezza del segnale applicato, ma non solo. Misurando il primario, se il segnale ha una ampiezza di picco maggiore di mezzo volt circa, in parallelo c'e` il percorso formato da C1 e il diodo di substrato di Q1 che puo` falsare la misura. Poi c'e` anche lo snubber con il diodo, anche lui non da` fastidio se l'ampiezza e` sufficientemente bassa. Infine c'e` lo snubber RC, il suo effetto dipende dalla frequenza di misura, maggiore la frequenza maggiore la sua influenza.
Alan18 ha scritto:Non so se è una domandona, ma è possibile (più o meno) immaginare su che ordine di grandezza dovrebbero attestarsi i vari avvolgimenti?
Basta misurare il primario, se c'e` un corto si riflette su tutti gli avvolgimenti. L'ordine di grandezza dell'induttanza primaria dovrebbe essere di qualche millihenry, mi pare l'avessimo stimata.
Alan18 ha scritto:In caso di spira in corto, la misura di induttanza dovrebbe essere 0?
Non zero, ma molto piu` bassa.
I secondari hanno una induttanza molto piu` bassa, di un fattore dato dal rapporto spire al quadrato. Il rapporto spire potrebbe essere da 10:1 fino a 20:1 (MOLTO a spanne), dipende se l'alimentatore e` stato progettato per lavorare anche a 110V o solo a 230V.
Alan18 ha scritto:E a livello teorico, cosa succede quando una spira è in corto? Perché il trasformatore non fa più il suo dovere?
Una spira in corto equivale a un secondario in corto e abbatte la tensione su tutti i secondari. Sul primario si vede una impedenza molto minore di quella che ci si aspetta. Quando Q1 chiude la corrente sale molto rapidamente, il controllore apre subito l'interruttore e non c'e` energia immagazzinata nel magnetico.
Alan18 ha scritto:P.S.IsidoroKZ, ma la storia del "magnetico"? Mi hai lasciato senza sapere se poi, alla fine, ho risposto bene.
[/quote]
Ma parte dei piani a medio termine e` di scrivere un articoletto sulla differenza fra trasformatore, induttore accoppiato e induttore a due avvolgimenti.
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IsidoroKZ ha scritto:Forse da qualche parte ho un antico articolo in proposito, ma chissa` dove. Se ti interessa provo a rovistare sui miei dischi cercando di trovarlo.
Interessa molto anche a me. Ho riparato diverse schede con elettrolitici in tantalio in corto. Credo sia stato un problema almeno fino alla metà/fine anni 80.
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DarwinNE
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Finalmente ho ricevuto il tanto atteso strumentino per la misura dell'induttanza.
Questi i risultati con trasformatore smontato dalla scheda:
al primario
al secondario
al secondario ausiliario
Il problema risiede su entrambi i secondari? Abbiamo trovato i colpevoli?
Già che c'ero ho testato anche i condensatori smontandoli dalla scheda. Tutti presentano una capacità prossima al valore dichiarato con ESR molto bassa su tutti.
Questi i risultati con trasformatore smontato dalla scheda:
al primario

al secondario

al secondario ausiliario

Il problema risiede su entrambi i secondari? Abbiamo trovato i colpevoli?
Già che c'ero ho testato anche i condensatori smontandoli dalla scheda. Tutti presentano una capacità prossima al valore dichiarato con ESR molto bassa su tutti.
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0.75mH mi pare basso. I secondari non sono importanti, se un avvolgimento e` il corto tutti vedono il corto, e conviene misurare sull'avvolgimento con induttanza maggiore.
Sono in transito a Chicago, non credo di avere il tempo per fare due conti anche alla luce della frequenza (75kHz?). Chissa` se l'alimentatore era stato progettato per tensioni da 100V a 270V oppure solo 230V con un po' di tolleranza? La resistenza originale di sense della corrente era da 0.39Ω?
Sono in transito a Chicago, non credo di avere il tempo per fare due conti anche alla luce della frequenza (75kHz?). Chissa` se l'alimentatore era stato progettato per tensioni da 100V a 270V oppure solo 230V con un po' di tolleranza? La resistenza originale di sense della corrente era da 0.39Ω?
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Potresti fare una prova di questo genere.
Fai la misura sul primario come prima con lo strumento ma con in corto un secondario.
Questo potrebbe essere di aiuto per capire se c'è qualcosa che non va.
Ciao
Fai la misura sul primario come prima con lo strumento ma con in corto un secondario.
Questo potrebbe essere di aiuto per capire se c'è qualcosa che non va.
Ciao
600 Elettra
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IsidoroKZ ha scritto:0.75mH mi pare basso.
Nel post #59 avevi calcolato in via approssimativa, 0,9 mH. Tra l'altro c'è una piccola svista nell'unità di misura. Si trova verso la fine del post, se vuoi modificarlo.
Per calcolare i tempi di carica dei condensatori di uscita, eravamo partiti ipotizzando una corrente max di uscita di 6 A anziché i 6,5 A reali. E tutti gli altri calcoli sono stati fatti su questa piccola approssimazione. Non so se poi alla fine questo determina la piccola differenza tra il valore di induttanza calcolato in via teorica e quello effettivamente misurato.
Teniamo anche presente lo strumento che non è certamente per uso professionale.
IsidoroKZ ha scritto:non credo di avere il tempo per fare due conti anche alla luce della frequenza (75kHz?).
Avevamo calcolato 90 kHz.
IsidoroKZ ha scritto: Chissa` se l'alimentatore era stato progettato per tensioni da 100V a 270V oppure solo 230V con un po' di tolleranza?
Non so se può rispondere alla domanda, ma tieni presente che sul PCB non vedo piazzole per il posizionamento di un eventuale switch 110/230 V.
Si.IsidoroKZ ha scritto: La resistenza originale di sense della corrente era da 0.39Ω?
stefanopc ha scritto:Fai la misura sul primario come prima con lo strumento ma con in corto un secondario.
Oggi appena torno a casa provo.
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