stefanopc hai 100% se fosse stata fatta un'operazione non prevista diciamo fuori specifica
La modalità di funzionamento, se vogliamo chiamarla così, era prevista ed utilizzata in particolari condizioni.
Non so se le precscrizioni per questo utilizzo prevedano assenza o max una persona in cabina un numero limitato di corse o altri vincoli. Non fossero state rispettate le condizioni previste hai ragione tu sono purtroppo degli assassini. Ma se la cosa è stata fatta nel rispetto delle procedure operative per me era lecita e legale.
Forse bisognerebbe indagare su quanto ipotizzava boiler, scatti intempestivi del freno possono aver sollecitato in modo anomalo la fune e i sui agganci e nessuno ha pensato a delle verifiche,ma come ho già detto dopo dono bravi tutti.
Credo che l'impianto fosse chiuso da parecchi mesi con costi fissi (tasse manutenzione stipendi) invariati e incassi azzerati. In questo contesto forse è maturata la decisione di prendersi qualche rischio inserendo i blocchi al freno problematico.
Non sono riuscito a trovar altri incdenti per rotture accidentali di cavi come in questo caso. Per questo io avrei approvato quel'intervento ovviamente temporaneo
(Certo adesso non ci penso nemmeno lo scrivo anche se non sarebbe necessario)
incidente funivia Stresa Mottarone
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Intanto un pensiero alle vittime e ai loro famigliari: in quella cabina ci poteva essere chiunque, un banale pensiero espresso anche nella circostanza del ponte Morandi.
E' possibile decidere diversamente e a volte se ne pagano le conseguenze.
Condivido la nota di @paolo a m.
Sull'operato degli inquirenti non mi esprimo, penso ci sia ancora molta da scoprire oltre a quanto acclarato.
Ignoro l'argomento, ma dal punto di vista tecnico e strutturale troveri interessante l'approfondimento di questo aspetto:
Per quanto resistente sia la fune dubito che le ripetute sollecitazioni(si saprà poi, forse) lascino indifferente il sistema di connessioni.
Questi eventi, una volta conclamati, formalmente, non prevederebbero dei controlli specifici ?
Me lo chiedo per similitudine, penso infatti ai controlli che devono essere fatti su altri sistemi di sicurezza.
Saluti
comprendo il senso, ci sono situazioni alle quali è impegnativo sottrarsi, per più motivi, ma la scelta dell'inibizione della sicurezza non la condividerei.luxinterior ha scritto:Posso dire una cosa brutta:
Chi ha lavorato in impianto sa cosa vuol dire avere la pressione del cliente durante un fermo macchina e come questo porti il tecnico di turno a spostare più in alto l'arsticella del rischio pur di risolvere rapidamente.
Fossi stato io il tecnico di quella funivia il blocco al freno lo averi messo e avrei fatto lavorare l'impianto (...)
E' possibile decidere diversamente e a volte se ne pagano le conseguenze.
Condivido la nota di @paolo a m.
Sull'operato degli inquirenti non mi esprimo, penso ci sia ancora molta da scoprire oltre a quanto acclarato.
Ignoro l'argomento, ma dal punto di vista tecnico e strutturale troveri interessante l'approfondimento di questo aspetto:
boiler ha scritto:(...) Si parlava di questi interventi intempestivi del freno d'emergenza. Anche questi hanno una causa (chiamiamola "X") e quando avvenivano probabilmente davano una bella botta alla fune traente, logorandola (...)
Per quanto resistente sia la fune dubito che le ripetute sollecitazioni(si saprà poi, forse) lascino indifferente il sistema di connessioni.
Questi eventi, una volta conclamati, formalmente, non prevederebbero dei controlli specifici ?
Me lo chiedo per similitudine, penso infatti ai controlli che devono essere fatti su altri sistemi di sicurezza.
Saluti
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WALTERmwp
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claudiocedrone
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Queste sono solo mie supposizioni:
Se quella società lavorasse in accordo con ISO9001, dovrebbe avere deile procedure scritte di come operare in sicurazza la funivia. Gli operatori dovrebbero aver seguito corsi e un esame
per verificare di aver appreso le corrette modalità di operare.
La richiesta di "forzare i freni in condizione aperto" dovrebbe essere in contrasto con le procedure e quindi gli operatori avrebbero potuto opporsi con facilità. Un operatore, per non venire colluso, avrebbe dovuto ricevere un ordine scritto che lo scaricasse della responsabilità di agire in contrasto con le procedure.
In assenza di regole scritte, era notorio, probabilmente tutti sapevano, figuriamoci se all'interno di una azienda le malefatte non sono conosciute, ma essendo la responsabilità indefinita, tutti speravano per il meglio.
Una proprietà e una gestione pubblica, non dovrebbe curare l'utile economico, ma la sicurezza, anche a scapito della continuità del servizio fornito. Ma è tutto difficile e discutibile.

Se quella società lavorasse in accordo con ISO9001, dovrebbe avere deile procedure scritte di come operare in sicurazza la funivia. Gli operatori dovrebbero aver seguito corsi e un esame
per verificare di aver appreso le corrette modalità di operare.
La richiesta di "forzare i freni in condizione aperto" dovrebbe essere in contrasto con le procedure e quindi gli operatori avrebbero potuto opporsi con facilità. Un operatore, per non venire colluso, avrebbe dovuto ricevere un ordine scritto che lo scaricasse della responsabilità di agire in contrasto con le procedure.
In assenza di regole scritte, era notorio, probabilmente tutti sapevano, figuriamoci se all'interno di una azienda le malefatte non sono conosciute, ma essendo la responsabilità indefinita, tutti speravano per il meglio.
Una proprietà e una gestione pubblica, non dovrebbe curare l'utile economico, ma la sicurezza, anche a scapito della continuità del servizio fornito. Ma è tutto difficile e discutibile.

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Al di là delle concause e delle responsabilità in corso di accertamento, oltre che delle reciproche convinzioni, siamo di fronte al classico paradosso all'italiana. Un ciclomotore da 50cc deve fare la revisione ogni due anni mentre una funivia che trasporta 35 persone ogni 5 anni…
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gianniniivo
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Trovo che i discorsi sulla responsabilità e sulla coscienza dell'operaio abbiano un certo romanticismo alla "La classe operaia va in paradiso" che in questo contesto è fuori luogo.
Le tre persone arrestate e che hanno già dichiarato che la responsabilità della manomissione è loro sono il proprietario e due direttori dell'impianto. Più in alto di così nella scala gerarchica non si va.
Come ha correttamente scritto brabus è stato un'analisi del rischio, come se ne fanno migliaia e migliaia ogni giorno in ogni industria. Solo che qui è stata sbagliata di parecchio. Chi ha sbagliato dovrà ora risponderne.
Ma lasciamo per piacere gli idealismi spiccioli al loro posto (che è il bancone del bar dopo la quarta birra).
Boiler
Le tre persone arrestate e che hanno già dichiarato che la responsabilità della manomissione è loro sono il proprietario e due direttori dell'impianto. Più in alto di così nella scala gerarchica non si va.
Come ha correttamente scritto brabus è stato un'analisi del rischio, come se ne fanno migliaia e migliaia ogni giorno in ogni industria. Solo che qui è stata sbagliata di parecchio. Chi ha sbagliato dovrà ora risponderne.
Ma lasciamo per piacere gli idealismi spiccioli al loro posto (che è il bancone del bar dopo la quarta birra).
Boiler
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WALTERmwp ha scritto:
Per quanto resistente sia la fune dubito che le ripetute sollecitazioni(si saprà poi, forse) lascino indifferente il sistema di connessioni.
In Italia le funi sono contrappesate, (o tensionate idraulicamente a seconda del tipo di impianto), vale a dire che non vi è possibilità di sottoporre le funi a sovratensioni improvvise o eccessive poiché qualsiasi variazione di tensione rispetto a quella nominale di progetto viene gestita dai sistemi di tensionamento in uso.
Per fare un esempio se tiro di più la fune il contrappeso si alza andando ad azzerare la mia azione, viceversa se tiro di meno tenderà a scendere contrastando quindi anche in questo caso la mia azione.
Le escursioni dei contrappesi sono ovviamente calcolate in sede di progetto considerando le condizioni peggiori, tra cui ad esempio l'intervento di TUTTI i freni a pieno carico. (situazione che nella realtà NON si verifica MAI).
La cabina è , come ormai tutti sanno, VINCOLATA alla traente ma elettricamente ISOLATA dalla portante (con cui è a contatto solo tramite le guarnizioni in gomma dei rulli della carrelliera che scorrono su di essa), in caso di attivazione del freno vettura le pinze si serrano sulla portante cortocircuitando di fatto elettricamente le 2 funi, questo causa l' immediato intervento delle protezioni antiaccavallamento (di fatto il sistema vede le funi come se fossero accavallate)dunque si attiva il freno di servizio sulla puleggia e l'argano smette di tirare subito perché il sistema di controllo toglie il consenso alla marcia.
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Grazie @Oasis91, allora i consulenti della procura avranno ragioni in più per analizzare tutto il pregresso relativo alle verifiche sui cavi, sulle connessioni e in merito alla movimentazione.
Non faccio allusioni ma la commistione dei ruoli, controllore e controllato, mi pare foriera di forti e legittimi dubbi.
Saluti
Non faccio allusioni ma la commistione dei ruoli, controllore e controllato, mi pare foriera di forti e legittimi dubbi.
Saluti
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WALTERmwp
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luxinterior ha scritto:Non sono riuscito a trovar altri incdenti per rotture accidentali di cavi come in questo caso. Per questo io avrei approvato quel'intervento ovviamente temporaneo
(Certo adesso non ci penso nemmeno lo scrivo anche se non sarebbe necessario)
Per fortuna le rotture delle funi sono eventi estremamente rari, un caso analogo era capitato in Alta Badia a Corvara presso la funivia del Boè. Anche lì il freno sul carrello non si è chiuso dopo la rottura della fune traente superiore causato da una rottura di un perno di un rullo di posizionamento.
Per fortuna la vettura non usciva, però scivolava verso valle con velocità altissima e solo lo spezzone della traente incastrandosi negli alberi ha fermato la vettura.
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luxinterior ha scritto:stefanopc hai 100% se fosse stata fatta un'operazione non prevista diciamo fuori specifica
La modalità di funzionamento, se vogliamo chiamarla così, era prevista ed utilizzata in particolari condizioni.
Non so se le precscrizioni per questo utilizzo prevedano assenza o max una persona in cabina un numero limitato di corse o altri vincoli.
i "forchettoni" sono strumenti di manutenzione che servono sostanzialmente a tenere aperto il freno quando la centralina idraulica non è alimentata ( i freni senza pressione restano chiusi), ovvianete non vanno mai e poi mai utilizzati per fare servizio.
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