Nessuno switch per il cambio tensione, riguardo la tensione in ingresso la devi vedere sulla "targa" dell'alimentatore se presente poiché in caso accetterebbe indifferentemente da 100 V a 270 V sia a 50 Hz che 60 Hz.
Ma marca e modello dell'alimentatore in questione non sono reperibili?
Riparazione alimentatore switching 12V - 6,5A
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claudiocedrone
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Alan18 ha scritto:Finalmente ho ricevuto il tanto atteso strumentino per la misura dell'induttanza.
Questi i risultati con trasformatore smontato dalla scheda:
al primario
al secondario
al secondario ausiliario
.
Ciao
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elektronik
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claudiocedrone ha scritto:...riguardo la tensione in ingresso la devi vedere sulla "targa" dell'alimentatore...
Ma marca e modello dell'alimentatore in questione non sono reperibili?
Si, chiedo scusa...non ho fatto la cosa più logica
Accetta tensione a partire da 110V con una tolleranza del 15%.
Il modello dovrebbe essere S-80W, la marca non è indicata da nessuna parte. È un po' una cinesata. C'è il marchio CE, ma sembra più un China Export.
In merito alle misure di induttanza, analogamente a quanto fatto da
al primario
- 
al secondario
- 
al secondario ausiliario
-
.Eseguendo il test consigliato da
Per completare un po' il quadro, metto la foto del trasformatore. Il PIN dove indico la continuità con 1°, non è collegato direttamente al PCB. Guardando bene, si nota che il piedino è tagliato. Sono saldati direttamente alla scheda tutti gli altri pin.
Questo invece quello che ho trovato in serigrafia sotto il trasformatore. Sul trasformatore stesso c'è solamente indicato 12V 80W e accanto c'è una HY cerchiata, non so se ha qualche significato.
Spero di aver fornito qualche indicazione utile.
Grazie a tutti.
Ho sistemato le foto.scusate il casino.
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Premetto che i trasformatori che ho testato io sono diversi dal tuo, non vorrei sbagliarmi ma quei valori resistivi mi porterebbero a pensare che sia nel primario che nel secondario ci soono spire in corto, quelli che ho testato sapendo di essere buoni, avevano la resistenza del primario che si attestava sui 144 Ohm - 8.75 mH
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Alan18 ha scritto:IsidoroKZ ha scritto:0.75mH mi pare basso.
Nel post #59 avevi calcolato in via approssimativa, 0,9 mH.
Ricordavo male, avevo in mente qualche millihenry per quello ho detto che i valori misurati erano piccoli.
750µH di valore di primario vanno bene anche considerando che il convertitore deve lavorare anche a 100V.
Il magnetico e` a posto, niente cortocircuiti. L'induttanzimetro che hai preso non ha una scala per induttanze piu` piccole? Comunque i valori vanno bene, l'ausiliario ha piu` spire del secondario, deve fornire una tensione piu` alta e quindi induttanza maggiore.
Se anche il trasfo e` a posto e gli elettrolitici sono OK... non so che cosa altro ipotizzare. Da questo punto in avanti c'e`solo l'oscilloscopio.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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La prova con secondario in corto è un metodo da "praticoni"per capire la bontà di accoppiamento magnetico e fare una diagnosi grossolana di eventuali spire in corto.
Maggiore è la variazione meno probabilità ci sono di spire in corto.
Rimane una possibilità remota che a bassa tensione le spire non siano in corto mentre quando la tensione sale il difetto eventuale di isolamento si renda più evidente.
In questo caso si dovrebbe percepire il tipico odore di resina bruciata/ozono particolarmente durante le prove.
Ora che hai lo strumento cinese ti consiglierei di misurare tutti i condensatori elettrolitici a cominciare dai piu piccoli come quello nella foto precedente vicino all'integrato a 8 pin valutando il parametro Esr di ciascuno.
Se non li vuoi smontare, puoi vedere come fare in uno dei mie articoli.
Di solito si riesce a misurarne un buon 80% senza smontarli dal circuito.
Dopo di che sarà la volta dei ceramici alta tensione da provare ad almeno 200V con un misuratore di isolamento, ma speriamo di non arrivarci, ecc.
Ciao
Maggiore è la variazione meno probabilità ci sono di spire in corto.
Rimane una possibilità remota che a bassa tensione le spire non siano in corto mentre quando la tensione sale il difetto eventuale di isolamento si renda più evidente.
In questo caso si dovrebbe percepire il tipico odore di resina bruciata/ozono particolarmente durante le prove.
Ora che hai lo strumento cinese ti consiglierei di misurare tutti i condensatori elettrolitici a cominciare dai piu piccoli come quello nella foto precedente vicino all'integrato a 8 pin valutando il parametro Esr di ciascuno.
Se non li vuoi smontare, puoi vedere come fare in uno dei mie articoli.
Di solito si riesce a misurarne un buon 80% senza smontarli dal circuito.
Dopo di che sarà la volta dei ceramici alta tensione da provare ad almeno 200V con un misuratore di isolamento, ma speriamo di non arrivarci, ecc.
Ciao
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elektronik ha scritto:quelli che ho testato sapendo di essere buoni, avevano la resistenza del primario che si attestava sui 144 Ohm - 8.75 mH
Scusate, ma faccio una domanda ingenua. Se l'avvolgimento non è altro che un filo di rame smaltato, non dovrebbe avere una resistenza bassissima? Certo, dipende dalla lunghezza, dalla sezione e da altri fattori, ma può arrivare a valori così alti per un trasformatore, ad esempio, come il mio?
IsidoroKZ ha scritto:L'induttanzimetro che hai preso non ha una scala per induttanze piu` piccole?
Allora, lo strumento che ho io, in base a quanto dichiarato, misura da 0,01 mH a 20H e durante la misura subentra l'autorange. Io collego il componente, poi fa tutto lui. Giusto per curiosità, visto che stavo risistemando i condensatori di uscita e avevo il saldatore in mano, ho rimosso l'induttanza al secondario e ho provato la misura. Lo strumento non la riconosce come induttanza (forse di valore troppo basso?) e legge solo la resistenza di 0,0 Ohm. Magari è una cosa normale.
Comunque mi stavo chiedendo: ma se noi escludessimo buona parte del circuito, tenendo solo la parte di ingresso fino C1, il trasformatore ed il mosfet e forzassimo un segnale PWM al gate dall'esterno, non riusciremmo ad ottenere una tensione sui secondari?Magari dico assurdità, ma sto cercando di ragionare con le conoscenze che ho.
Altra cosa che stavo pensando (sto usando entrambi i neuroni): se il problema fosse sul lato secondario, non si potrebbe scollegare l'avvolgimento secondario, fornendo all'optoisolatore una tensione che simuli un corretto funzionamento. Di fatto, escluderemmo tutta la parte di secondario, compreso l'eventuale problema, ma il controllore non se ne accorgerebbe. È un ragionamento applicabile?
IsidoroKZ ha scritto:Da questo punto in avanti c'e`solo l'oscilloscopio.
Eh....speravo che lo strumento che ho comprato potesse darci le risposte che cercavamo. Comunque non è solo induttanzimetro ma ha anche altre funzioni, non so se possono tornare eventualmente utili.
Per quanto riguarda l'oscilloscopio, dico la verità... è uno strumento molto costoso e al momento, non vorrei spendere centinaia di euro per una passione ancora molto giovane. Poi non mi sentirei ancora molto sicuro ad usarlo, rischierei fuochi d'artificio in casa, oltre alla distruzione del prezioso strumento. Il mio è un hobby, un passatempo che ho scoperto da poco e se la mia passione dovesse proseguire, magari potrò pensare ad acquisti più seri.
Ho fatto una rapida ricerca online e ho visto che ci sono anche strumenti da poche decine di euro (i più economici), che probabilmente saranno dei giocattoli, ma non saprei nemmeno cosa guardare per capire se ne possa valere la pena e se ci si possa fare qualcosa.
Grazie
Come sempre, grazie a tutti per l'interessamento.
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queste sono le tabelle, la cosa triste è che non esiste uno stantard, anche con il super strumento che stanno progettando in EI bisognerà prenderci la mano e poi fare una tabella apporopriata, mi sbaglerò ma questo e quello che ho notato io, secondo il mio povero punto di vista non e possibile capire se il trasformatore e buono avendo solo la misura in millihenry, senza la misura in Ohm. Io ho testato diversi trasformatori e quelli che avevano una resistenza molto bassa erano in perdita cioè con una spira in corto, la misura come già detto e stata effettuara con strumento autocostruito rivista Tedesca ELV l'avvolgimento che non era in corto era uno dei due secondari che però aveva dei valori molto più alti di quelli da te verificati sul tuo, 0.83 mH - 19.7 Ohm. Un altro trasformatore con primario in corto, testato con lo strumento cinese mi da 0.11 mH ma gli ohm sono zero quindi a questo punto non ci capisco più nulla.
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DarwinNE ha scritto:IsidoroKZ ha scritto:Forse da qualche parte ho un antico articolo in proposito, ma chissa` dove. Se ti interessa provo a rovistare sui miei dischi cercando di trovarlo.
Interessa molto anche a me. Ho riparato diverse schede con elettrolitici in tantalio in corto. Credo sia stato un problema almeno fino alla metà/fine anni 80.
Eccolo, non riuscivo ad allegarlo e l'ho trovato in rete.
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Alan18 ha scritto:Certo, dipende dalla lunghezza, dalla sezione e da altri fattori, ma può arrivare a valori così alti per un trasformatore, ad esempio, come il mio?
Si`, quei valori di resistenza sono ragionevoli, il trasformatore e` a posto perche' oltre ad avere valori di L ed R ragionevoli, passa anche il test di
IsidoroKZ ha scritto: ho rimosso l'induttanza al secondario e ho provato la misura. Lo strumento non la riconosce come induttanza (forse di valore troppo basso?) e legge solo la resistenza di 0,0 Ohm. Magari è una cosa normale.
Quella e` una induttanza di postfiltro, e`di valore basso direi che sia normale quello che leggi.
Alan18 ha scritto:Comunque mi stavo chiedendo: ma se noi escludessimo buona parte del circuito, tenendo solo la parte di ingresso fino C1, il trasformatore ed il mosfet e forzassimo un segnale PWM al gate dall'esterno, non riusciremmo ad ottenere una tensione sui secondari?
Molto complicata: bisogna applicare un segnale con duty cycle molto basso e mettere un carico sull'uscita, altrimenti KABOOM!, come diceva il mio prof di elettronica di potenza.
Alan18 ha scritto:Altra cosa che stavo pensando (sto usando entrambi i neuroni): se il problema fosse sul lato secondario, non si potrebbe scollegare l'avvolgimento secondario, fornendo all'optoisolatore una tensione che simuli un corretto funzionamento. Di fatto, escluderemmo tutta la parte di secondario, compreso l'eventuale problema, ma il controllore non se ne accorgerebbe. È un ragionamento applicabile?
Non va perche' nel circuito di retroazione, intorno al voltage reference TL431 c'e` un integratore (R38 e C23 più l'operazionale dentro al tl431). Se metti una tensione di circa 12V fissa, l'integratore satura verso l'alto o verso il basso e chiede una corrente di picco la piu` grande possibile oppure nulla.
Non stavo suggerendoti di comprare un oscilloscopio, stavo solo dicendo che non ho piu` idee semplici
Alan18 ha scritto:Una ESR preoccupante, da che valore parte?
L'esr di un elettrolitico dipende dalla sua capacita` (e dalla tensione di lavoro e dalla temperatura e dalla tecnologia...): di solito per avere una idea calcolo
. Se la frequenza viene meno di 1kHz e` molto sospetto.Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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