Sarebbe interessante approfondire la questione della fune traente.
A questo punto, per quel che la cronaca riporta, dubitare sui controlli pregressi e sugli esiti degli stessi è comprensibile.
Il tecnico consulente incaricato è già al lavoro e forse entro un periodo relativamente breve ci sarà qualche certezza in più in merito al cedimento.
I responsi potrebbero evidenziare potenziali incongruenze tra quanto certificato nei report delle verifiche svolte nel corso degli anni e l'effettivo stato del materiale, oppure no.
Nel primo caso troverebbero spiegazione ipotesi alle quali ora è più difficile dare credito.
Di certo, nel revampig principale non venne compresa la sostituzione delle funi che da lì a poco sarebbero andate in scadenza per i 20 anni previsti ma poi, in base alle normative europee, differita di altri 10.
Però si trattava di funi progettate e prodotte a suo tempo con una determinata prospettiva; c'erano allora altri fattori che avrebbero dovuto considerarre per procrastinare una sostituzione ?
Cavi e funi vengono impiegati su strutture "statiche"(ad es. ponti) e nella movimentazione come automezzi, sollevatori(gru di vari tipi), elevatori(ascensori, montacarichi) e, appunto, vie a fune.
Le applicazioni sono molteplici e un incidente, come tale, può certo verificarsi, ma non siamo all'anno zero con la produzione di questi cavi che, come già scritto, con l'inizio d'un logorio a volte anche evidente, concedono il margine di tempo per valutare e programmare sostituzioni o manutenzioni preventive.
Saluti
incidente funivia Stresa Mottarone
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WALTERmwp ha scritto:A questo punto, per quel che la cronaca riporta, dubitare sui controlli pregressi e sugli esiti degli stessi è comprensibile.
Da quello che ho capito, visto che ha ceduto ove è fissata alla cabina, non ci sono molti controlli da fare, se non rifare la saldatura ogni 5 anni.
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Quanto emerso dal contesto porta legittimamente a dubitare di più cose.
La "testa" va rifatta ogni 5 anni, mi chiedo quindi se alla scadenza la "testa" era stata rifatta e con quale criterio.
Saluti
La "testa" va rifatta ogni 5 anni, mi chiedo quindi se alla scadenza la "testa" era stata rifatta e con quale criterio.
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WALTERmwp
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Quindi, a quanto pare, i margini di sicurezza non erano così ampi
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SediciAmpere
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I margini di sicurezza non erano ampi ma c'erano o meglio ci sarebbero stati se invece di f...ersene dei segni di malfunzionamento l'impianto fosse stato fermato invece di mandarlo avanti bypassando le sicurezze visto che si parla di registri di manutenzione falsificati.
Ad ogni modo mi sono fatto una carrellata storica dei vari incidenti su funivie et similia (non linko i vari riferimenti poiché richiedono lo sblocco delle pubblicità per poter essere letti; per chi volesse comunque basta googlare in proposito) e praticamente in tutti c'è sempre "l'errore" umano, inclusi i tre casi in cui aerei militari hanno tranciato i cavi (soli casi in cui l'errore non è stato dei manovratori o manutentori dell'impianto).
Ad ogni modo mi sono fatto una carrellata storica dei vari incidenti su funivie et similia (non linko i vari riferimenti poiché richiedono lo sblocco delle pubblicità per poter essere letti; per chi volesse comunque basta googlare in proposito) e praticamente in tutti c'è sempre "l'errore" umano, inclusi i tre casi in cui aerei militari hanno tranciato i cavi (soli casi in cui l'errore non è stato dei manovratori o manutentori dell'impianto).
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claudiocedrone
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Hallo.
Non ho ancora sentito una spiegazione convincente sulla rottura della fune traente.
Da profano di impianti a fune, penso che in certe condizioni di carico e di vento le funi possano oscillare, immagazzinando una certa quantità di energia cinetica. Come corde di una chitarra, quando il tratto libero è lungo la frequenza di oscillazione o risonanza è molto bassa; man mano che il tratto si accorcia la frequenza aumenta. Quando la cabina si sta avvicinando alla stazione il tratto oscillante diventa breve e la frequenza sale di molto. Mi chiedo dove finisce l'energia cinetica accumulata nella fune mentre il tratto si accorcia, ipotizzo che questa energia possa smorzarsi sul punto di attacco e sulla puleggia di rinvio, stressare ad alta frequenza il punto di attacco.
Ciao
Mario
Non ho ancora sentito una spiegazione convincente sulla rottura della fune traente.
Da profano di impianti a fune, penso che in certe condizioni di carico e di vento le funi possano oscillare, immagazzinando una certa quantità di energia cinetica. Come corde di una chitarra, quando il tratto libero è lungo la frequenza di oscillazione o risonanza è molto bassa; man mano che il tratto si accorcia la frequenza aumenta. Quando la cabina si sta avvicinando alla stazione il tratto oscillante diventa breve e la frequenza sale di molto. Mi chiedo dove finisce l'energia cinetica accumulata nella fune mentre il tratto si accorcia, ipotizzo che questa energia possa smorzarsi sul punto di attacco e sulla puleggia di rinvio, stressare ad alta frequenza il punto di attacco.
Ciao
Mario
Mario Maggi
https://www.evlist.it per la mobilità elettrica e filiera relativa
https://www.axu.it , inverter speciali, convertitori DC/DC, soluzioni originali per la qualità dell'energia
Innovazioni: https://www.axu.it/mm4
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mario_maggi
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Il post langue un pochino, attizziamo il fuoco e gli ortodossi... :)
1) le troppe sicurezze sono nefaste
2) Murphy ha sempre ragione:
«Se ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe,
allora qualcuno la farà in quel modo.»
3) L'etica c'entra?
Vediamo.
1) da quanto leggo sui vostri interventi, sembrerebbe che "le funi hanno coefficienti di sicurezza di almeno 5", "vi erano due freni di sicurezza", "veniva fatta regolare manutenzione", "c'erano solo 14 persone (forse 1/3 della capacità)".
Vi sono quindi commenti che vanno dal "le sicurezze non si escludono mai", a "fossi stato il tecnico le avrei tolte visti i frequenti interventi intempestivi".
Poi c'è
fpalone che giustamente afferma
di fatto a priori avallando quanto fatto (ma espresso in modo elegante).
Io sono a favore della sicurezza, sia ben chiaro. Ma un eccesso di misure di sicurezza porta la componente umana a prendere il sopravvento.
Le funi venivano regolarmente manutenute e verificate.
Una fune non si rompe dall'oggi al domani.
Le funi usate hanno un margine di sicurezza di ben 5 quindi tollerano almeno (perché poi non è che si spezza all'istante superato il margine) 5 volte le sollecitazioni massime previste in regime ordinario.
Le cabine erano mezze vuote, anzi di più.
Ok. Siamo tranquilli (ALARP). Quindi eliminiamo l'ennesima protezione.
ALARP che ovviamente può essere eseguita in modo errato.
Quei freni quindi (da persone che sono a stretto contatto con il macchinario e lo conoscono bene) sono considerati non così importanti, "tanto ho già ampio margine". Fra l'altro era ammesso il funzionamento (in determinate condizione, ok) anche con gli stessi esclusi....
dove è ammesso il funzionamento di una vettura senza freni?
Se sulla funivia è ammesso forse non sono poi così importanti.
Addirittura sembra che in alcune nazioni non siano proprio previsti (io questo non lo so, lo sto apprendendo da alcuni commenti precedenti, ma credo che persone del settore lo sappiano).
Ci sono opportuni forchettoni per escluderli.
Ce ne sono ben 2 e sono contemporaneamente escludibili.
Ma allora non sono poi così importanti...
2) non vi sono manufatti al 100% sicuri e Murphy è sempre in agguato. La prova matematica della "legge" di Murphy è proprio in quel 0.0001% di rischio accettabile: fintanto che non diviene 0%, essa esiste.
Però se non accettiamo il rischio dovremmo stare tutti fermi sotto campane di vetro.
Ovvio che deve essere calcolato, e "accettabile"! Accettabile da chi? Dalle vittime? Dai loro parenti? Dai gestori dell'impianto? Dalla Regione? Dal Comune? Dall'operaio morto mentre era in cabina e secondo procedura i freni erano esclusi?
Chi può escludere un evento del genere?
Che differenza c'è fra l'eventuale operaio morto e i passeggeri morti?
È accettabile perché lui è uno solo e i passeggeri di più?
Come è quindi ammissibile l'esclusione di una misura di sicurezza?
Troppe sicurezze sono dannose.
3) non c'è più bisogno di aggiungere altro.
1) le troppe sicurezze sono nefaste
2) Murphy ha sempre ragione:
«Se ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe,
allora qualcuno la farà in quel modo.»
3) L'etica c'entra?
Vediamo.
1) da quanto leggo sui vostri interventi, sembrerebbe che "le funi hanno coefficienti di sicurezza di almeno 5", "vi erano due freni di sicurezza", "veniva fatta regolare manutenzione", "c'erano solo 14 persone (forse 1/3 della capacità)".
Vi sono quindi commenti che vanno dal "le sicurezze non si escludono mai", a "fossi stato il tecnico le avrei tolte visti i frequenti interventi intempestivi".
Poi c'è
Se rimuovi delle sicurezze previste dalle norme tecniche, senza verificare che il rischio sia ragionevolmente accettabile (ALARP), sei un incompetente socialmente pericoloso.
di fatto a priori avallando quanto fatto (ma espresso in modo elegante).
Io sono a favore della sicurezza, sia ben chiaro. Ma un eccesso di misure di sicurezza porta la componente umana a prendere il sopravvento.
Le funi venivano regolarmente manutenute e verificate.
Una fune non si rompe dall'oggi al domani.
Le funi usate hanno un margine di sicurezza di ben 5 quindi tollerano almeno (perché poi non è che si spezza all'istante superato il margine) 5 volte le sollecitazioni massime previste in regime ordinario.
Le cabine erano mezze vuote, anzi di più.
Ok. Siamo tranquilli (ALARP). Quindi eliminiamo l'ennesima protezione.
ALARP che ovviamente può essere eseguita in modo errato.
Quei freni quindi (da persone che sono a stretto contatto con il macchinario e lo conoscono bene) sono considerati non così importanti, "tanto ho già ampio margine". Fra l'altro era ammesso il funzionamento (in determinate condizione, ok) anche con gli stessi esclusi....
dove è ammesso il funzionamento di una vettura senza freni?
Se sulla funivia è ammesso forse non sono poi così importanti.
Addirittura sembra che in alcune nazioni non siano proprio previsti (io questo non lo so, lo sto apprendendo da alcuni commenti precedenti, ma credo che persone del settore lo sappiano).
Ci sono opportuni forchettoni per escluderli.
Ce ne sono ben 2 e sono contemporaneamente escludibili.
Ma allora non sono poi così importanti...
2) non vi sono manufatti al 100% sicuri e Murphy è sempre in agguato. La prova matematica della "legge" di Murphy è proprio in quel 0.0001% di rischio accettabile: fintanto che non diviene 0%, essa esiste.
Però se non accettiamo il rischio dovremmo stare tutti fermi sotto campane di vetro.
Ovvio che deve essere calcolato, e "accettabile"! Accettabile da chi? Dalle vittime? Dai loro parenti? Dai gestori dell'impianto? Dalla Regione? Dal Comune? Dall'operaio morto mentre era in cabina e secondo procedura i freni erano esclusi?
Chi può escludere un evento del genere?
Che differenza c'è fra l'eventuale operaio morto e i passeggeri morti?
È accettabile perché lui è uno solo e i passeggeri di più?
Come è quindi ammissibile l'esclusione di una misura di sicurezza?
Troppe sicurezze sono dannose.
3) non c'è più bisogno di aggiungere altro.
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@GioArca67, se non si opera nel settore, come credo la maggior parte di noi, se ne può discutere e formarsi una opinione mettendo insieme un po' di nozioni.
Ma a mio parere, il confronto, anche bonariamente provocatorio, non dovrebbe fingere d'essere agli albori sullo studio delle strutture meccaniche statiche o dinamiche.
Forse, chi ha avallato la "legge" di Murphy non si è mai reso conto che la fetta di pane impatta la terra dalla parte imburrata, per cause determinabili.
Saluti
Ma a mio parere, il confronto, anche bonariamente provocatorio, non dovrebbe fingere d'essere agli albori sullo studio delle strutture meccaniche statiche o dinamiche.
Forse, chi ha avallato la "legge" di Murphy non si è mai reso conto che la fetta di pane impatta la terra dalla parte imburrata, per cause determinabili.
se non erro, è ammesso solo se nella cabina non sono presenti persone, e il motivo, purtroppo, pare evidente.GioArca67 ha scritto:(...) Fra l'altro era ammesso il funzionamento (in determinate condizione, ok) anche con gli stessi esclusi....
dove è ammesso il funzionamento di una vettura senza freni? (...)
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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GioArca67 ha scritto:
Poi c'èfpalone che giustamente afferma
Se rimuovi delle sicurezze previste dalle norme tecniche, senza verificare che il rischio sia ragionevolmente accettabile (ALARP), sei un incompetente socialmente pericoloso.
di fatto a priori avallando quanto fatto (ma espresso in modo elegante).
Hai frainteso completamente, seppur per provocazione, quello che volevo dire:
non volevo affatto avallare il comportamento dei gestori e conducenti dell'impianto, anzi: la mia opinione è che, quando non si è in grado (per mancanza di competenze o di tempo, o di budget, o di dati) di effettuare un'analisi del rischio bisogna attenersi alle norme tecniche che esprimono lo stato dell'arte.
Se si decide per un livello di sicurezza inferiore rispetto a quanto previsto dalle norme tecniche ci devono essere motivi validi e, soprattutto, la verifica che il rischio è stato reso quanto più ragionevolmente basso possibile.
E non è proprio questo il caso, perché un banale intervento manutentivo avrebbe consentito di ripristinare le sicurezze da norma: scommetterei infatti uno stipendio contro una pizza che il CTU non avrà problemi a considerare che il livello di rischio a cui hanno esposto gli utenti sia stato peggiore rispetto a ALARP.
Ribadisco, per valutazione del rischio io non intendo dire "non si è mai rotto". Ci sono riferimenti ben precisi per gestire e valutare il rischio (es. ISO 31000 e 31010) e nessuno di questi prevede il "disabilito i freni perché il cavo non si è mai rotto" come possibilità di scelta.
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