Si tratta di contatore trifase, e di cosa succede se usi due fasi.
Non importa se è installato a casa o in fabbrica.
Ho citato la corrente di casa solo per far notare che non è normale avere potenza reattiva da un resistore.
Il 173% si capisce leggendo la premessa: definito 100% la potenza apparente di 1fase.
Questo per rendere riconoscibili i valori delle potenze.
Il carico ne usa due.
La conclusione è che non è vero che per generare reattiva servano per forza condensatori o bobine, come si legge ovunque.
contatore e carichi tra due fasi
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sebago,
mario_maggi
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DaWei ha scritto:... La conclusione è che non è vero che per generare reattiva servano per forza condensatori o bobine, come si legge ovunque.
Parole sante; era ora che qualcuno se ne accorgesse ed evidenziasse queste false convinzioni.

"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Forse ho capito che cosa vuoi dire! Fra poco devo alzarmi ed andare in aeroporto. Poi avrò una lunga attesa per il volo successivo e probabilmente riuscirò a rispondere.
Nel frattempo fai il diagramma vettoriale delle tensioni e correnti.
RenzoDF sto tornando in Italia per qualche mese, niente Santa Barbara finché non torno giù 
Nel frattempo fai il diagramma vettoriale delle tensioni e correnti.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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Se l'obbiettivo era dimostrare che
sono d'accordo con te, gli stessi cavi (che per definizione si danno come puramente resistivi) in particolari condizioni di lunghezza, binding ecc si comportano come induttori o capacitori, per fare un esempio.
Però non mi è chiaro tuttora la vera domanda di questo post ed il relativo coinvolgimento del contatore.
Se la potenza apparente è 1, allora la radice della somma quadratica della reattiva ed attva deve dare 1, punto.
A meno che il post non sia riferito al flusso di corrente che viene a crearsi in caso di utilizzo di un "carico" tra due fasi. Ma anche in questo caso non noteresti nulla di particolare sempre partendo dal presupposto che si stia utilizzando il mezzo di misurazione (contatore) inserito in configurazione corretta.
La conclusione è che non è vero che per generare reattiva servano per forza condensatori o bobine, come si legge ovunque.
sono d'accordo con te, gli stessi cavi (che per definizione si danno come puramente resistivi) in particolari condizioni di lunghezza, binding ecc si comportano come induttori o capacitori, per fare un esempio.
Però non mi è chiaro tuttora la vera domanda di questo post ed il relativo coinvolgimento del contatore.
Se la potenza apparente è 1, allora la radice della somma quadratica della reattiva ed attva deve dare 1, punto.
A meno che il post non sia riferito al flusso di corrente che viene a crearsi in caso di utilizzo di un "carico" tra due fasi. Ma anche in questo caso non noteresti nulla di particolare sempre partendo dal presupposto che si stia utilizzando il mezzo di misurazione (contatore) inserito in configurazione corretta.
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IsidoroKZ ha scritto:...RenzoDF sto tornando in Italia per qualche mese, niente Santa Barbara finché non torno giù
Ok, allora ci vediamo a fine estate ... Buon viaggio!

"Il circuito ha sempre ragione" (Luigi Malesani)
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Dopo aver acchiappato una coincidenza cortissima a Francoforte, adesso ho un momento per spiegare quello che ho capito.
Considera una terna trifase di generatori a stella e un carico resistivo fra due fasi.
La corrente nella resistenza e` sfasata di 30 gradi rispetto ai generatori a stella.
Considera una terna trifase di generatori a stella e un carico resistivo fra due fasi.
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E` in fase rispetto alla stellata ma non rispetto alla concatenata. Non c'e` potenza reattiva che circola fra carico e terna di generatori di sorgente.
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