Test fatto.
Con la sola lampadina da 55 W, tutto bene a parte il solito tentennamento iniziale, ma aggiungendo in parallelo, la serie delle altre 2 da 35 W e 20 W, iniziano a lampeggiare.
Ho cercato in rete un datasheet un po' più completo del controller. Non so se può essere utile, comunque a pagina 9, ho evidenziato alcune indicazioni relative alle condizioni di sovraccarico in uscita.
Riparazione alimentatore switching 12V - 6,5A
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Le lampadine non sono dei carichi lineari
Quando colleghi le due lampade piccole al circuito, la corrente assorbita e` oltre 12A!
Al posto di 2 lampade puoi provare con 3 in serie (2x35W e 20W), ma dubito che cambi molto.
Puoi anche provare a partire con le 3 lampade piccole in serie, poi aggiungi la 55W e infine cortocircuiti una per volta le 35W. In realta` servirebbero delle resistenze di potenza o un transistore ben dissipato.
Forse con la lampada da 55W piu` un transistore (e un operazionale) che dissipi la ventina di watt ulteriori per arrivare al massimo carico si puo` raggiungere la condizione di 6.5A all'uscita. Ma direi che non ne valga la pena.
Al posto di 2 lampade puoi provare con 3 in serie (2x35W e 20W), ma dubito che cambi molto.
Puoi anche provare a partire con le 3 lampade piccole in serie, poi aggiungi la 55W e infine cortocircuiti una per volta le 35W. In realta` servirebbero delle resistenze di potenza o un transistore ben dissipato.
Forse con la lampada da 55W piu` un transistore (e un operazionale) che dissipi la ventina di watt ulteriori per arrivare al massimo carico si puo` raggiungere la condizione di 6.5A all'uscita. Ma direi che non ne valga la pena.
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta più elettronica di lui
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La risposta che avevo scritto e` andata persa 
Non mi sembra una buona idea comprare una resistenza da 2Ω 100W da usare come carico.
Se proprio vuoi comprare resistenze, a costo molto simile direi di prenderne cinque da 10Ω 20W, hai maggiore flessibilita` sul valore resistivo che puoi ottenere. Bisogna anche ricordare che comunque sono sempre da montare su dissipatore.
Altra soluzione a costo zero e` di andare in discarica e cercare un phon o una stufetta elettrica e prendere il filo della resistenza: di solito e` in nichel cromo, una lega con un coefficiente di temperatura molto basso, cosi` non si hanno gli spunti di corrente all'accensione. Poi con lunghezza e paralleli puoi ottenere quello che ti serve.
Infine, ma continua a non valerne molto la pena, puoi fare un carico attivo anche semplice, con un transistore di potenza, un operazionale e poco piu`. Bastano poche decine di watt, puoi sempre mettere in parallelo delle altre resistenze o lampadine. L'unico vantaggio di un carico attivo e` che da` l'occasione di imparare qualcosa di elettronica, ma poi e` uno strumento inutile a meno che uno non lavori nel campo degli alimentatori.
Se non si e` capito, non vedo la necessita` di provare l'alimentatore a carico massimo
Non mi sembra una buona idea comprare una resistenza da 2Ω 100W da usare come carico.
Se proprio vuoi comprare resistenze, a costo molto simile direi di prenderne cinque da 10Ω 20W, hai maggiore flessibilita` sul valore resistivo che puoi ottenere. Bisogna anche ricordare che comunque sono sempre da montare su dissipatore.
Altra soluzione a costo zero e` di andare in discarica e cercare un phon o una stufetta elettrica e prendere il filo della resistenza: di solito e` in nichel cromo, una lega con un coefficiente di temperatura molto basso, cosi` non si hanno gli spunti di corrente all'accensione. Poi con lunghezza e paralleli puoi ottenere quello che ti serve.
Infine, ma continua a non valerne molto la pena, puoi fare un carico attivo anche semplice, con un transistore di potenza, un operazionale e poco piu`. Bastano poche decine di watt, puoi sempre mettere in parallelo delle altre resistenze o lampadine. L'unico vantaggio di un carico attivo e` che da` l'occasione di imparare qualcosa di elettronica, ma poi e` uno strumento inutile a meno che uno non lavori nel campo degli alimentatori.
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IsidoroKZ ha scritto:Puoi provare a caricarlo e vedere quant'e` la corrente massima che riesce ad erogare.
IsidoroKZ ha scritto:Se non si e` capito, non vedo la necessita` di provare l'alimentatore a carico massimo
Che fai, mi vuoi confondere?
Scherzi a parte, le resistenze da 20W mi sembrano la soluzione un po' più pratica. E comunque, arricchisco la mia fornitura di componenti. Magari in futuro mi potrebbero servire.
Però se riesco a recuperare un phon o similari, voglio tentare l'altro metodo.
Ma come dovrei procedere? La resistenza di un comune phon su che valore si aggira?
In base al valore, dovrei accorciarla e tagliarla in diversi spezzoni in modo da ottenere i miei 2 ohm circa in parallelo?
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Un phon da 1200W ha una resistenza complessiva di circa 45Ω, eventualmente in due parti da 90Ω l'una, messe in parallelo con il selettore della potenza. Quando smonti il phon vedi quanti collegamenti vanno alla resistenza e puoi misurarla con un ohmmetro.
Puoi tagliare un po' di spezzoni e li metti in parallelo. Tieni presente che la resistenza del phon, senza raffreddamento, diventa rovente, quindi anche qui e` meglio usare diversi spezzoni in parallelo.
Puoi tagliare un po' di spezzoni e li metti in parallelo. Tieni presente che la resistenza del phon, senza raffreddamento, diventa rovente, quindi anche qui e` meglio usare diversi spezzoni in parallelo.
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Perfetto grazie! Tempo di recuperare il materiale e faccio le prove.
Le persone normali immagino che avrebbero usato un carico elettronico ed avremmo finito 3 pagine fa...
Le persone normali immagino che avrebbero usato un carico elettronico ed avremmo finito 3 pagine fa...
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Forse e` piu` semplice se sostituisci R39 con un potenziometro da 10kΩ collegato a resistenza variabile
in modo che ruotando in senso orario la resistenza aumenti (CW clockwise).
In questo modo dovresti avere la tensione di uscita variabile fra 2.5V e 12V. Verifica che la tensione di uscita sia stabile anche mettendola a 2.5V. Se monti questo potenziometro puoi mettere un carico "pesante" partendo con tensione bassa e alzare la tensione fino alla potenza massima.
Ci sono pero`due possibili problemi: la resistenza delle lampade cambia sempre con la temperatura, e soprattutto abbassando R39 si puo` andare verso l'instabilita` del controllo
in modo che ruotando in senso orario la resistenza aumenti (CW clockwise).
In questo modo dovresti avere la tensione di uscita variabile fra 2.5V e 12V. Verifica che la tensione di uscita sia stabile anche mettendola a 2.5V. Se monti questo potenziometro puoi mettere un carico "pesante" partendo con tensione bassa e alzare la tensione fino alla potenza massima.
Ci sono pero`due possibili problemi: la resistenza delle lampade cambia sempre con la temperatura, e soprattutto abbassando R39 si puo` andare verso l'instabilita` del controllo
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Guarda, l'unico potenziometro che ho a casa è proprio da 10K...colpo di fortuna.
Ho fatto la prova a vuoto e riesco ad abbassare la tensione in uscita fino a 10.65 V. La resistenza sul potenziometro è a
.
Se provo a far scendere la tensione sotto i 10.65 V l'alimentatore inizia a ticchettare con la solita cadenza e la tensione è instabile.
Non riuscendo a scendere fino a 2.5 V come volevamo, non ho fatto prove a carico.
Ho fatto la prova a vuoto e riesco ad abbassare la tensione in uscita fino a 10.65 V. La resistenza sul potenziometro è a
.Se provo a far scendere la tensione sotto i 10.65 V l'alimentatore inizia a ticchettare con la solita cadenza e la tensione è instabile.
Non riuscendo a scendere fino a 2.5 V come volevamo, non ho fatto prove a carico.
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Errore mio! Quando si abbassa la tensione di uscita, si riduce anche la tensione di alimentazione dello switching e quello si spegne. Potevo pensarci
Vado a vergognarmi in un angolo.
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