Vedi, fai un errore di fondo estremamente grave.
Da una parte dici ad
IsidoroKZ che sbaglia e, contemporaneamente, dici che è molto esperto.
Delle due l’una.
Se dici che sbaglia portagli degli esempi concreti di quello che credi sia il suo errore e la discussione ti arricchirà.
Se dici invece che è molto esperto allora ti chiedi cosa sbagli tu, non ti metti a criticare lui.
IsidoroKZ è l’utente di gran lunga più esperto in assoluto qui, in elettronica.
Anche se dice una cosa che mi sembra palesemente errata gli chiedo cosa intende, di solito, perché conoscendo la sua preparazione è molto più probabile che sia io colui che non ha capito bene.
Questo significa che sia infallibile? No, certo, ma l’errore che fai tu è indipendente da questo.
Tu vuoi che ti si dica quello che credi sia giusto, che giusto non è.
Un segnale PWM è un segnale digitale che può essere convertito in analogico tramite un filtro (sia esso un semplice gruppo RC, una cella sallen-key o chissà cos’altro...) oppure tramite un insieme di contatori (che realizzano sostanzialmente un cronometro)
MA questo non c’entra nulla con quel componente chiamato DAC.
Un DAC ha bisogno di una parola digitale in ingresso e per fornirgliela hai bisogno di una comunicazione digitale (ci sono DAC che leggono un byte, una word, una double word in parallelo, ci sono DAC seriali, ci sono DAC SPI, DAC IIC e millemila altri tipi di DAC) ma non ricevono in ingresso un segnale PWM, ma una parola digitale.
Il PWM è una modulazione analogica, che può essere costruita senza far ricorso ad alcun microcontrollore, per la quale non servono bit e byte.
Un microcontrollore ha a disposizione delle uscite PWM che internamente vengono generate tramite dei contatori. Si parla quindi di PWM a 8 bit (cioè a 256 livelli) o PWM a 10, 12, 16 bit...
Questo però ha a che fare con il modo col quale il PWM viene costruito, non con il tipo di modulazione.
Ci sono integrati che accettano in ingresso un segnale PWM e restituiscono una tensione analogica, ma questi non sono dei DAC.