Da quello che ho letto il limite di sicurezza della tensione è di 50V per l'alternata e 120V per la continua.
Poi vi è riportato che nelle condizioni particolari questo limite si dimezza.
Quali sono le condizioni particolari?
limite di sicurezza della tensione
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ciao,
le condizioni particolari si instaurano in:
- locali medici (gruppo 1 e 2);
- cantieri edili.
le condizioni particolari si instaurano in:
- locali medici (gruppo 1 e 2);
- cantieri edili.
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Bah, fonti (cioè lo hai letto ok, ma dipende da chi lo ha scritto)? In che contesto?
Dipende dalle condizioni pure qualche volt, può mandarti al creatore (vedi microshock).
Pelle sudata per esempio? Per non parlare di pelle lacerata. Ma che si dimezzi mi sembra un po' un tanto al chilo.
Dipende dalle condizioni pure qualche volt, può mandarti al creatore (vedi microshock).
Utdis1 ha scritto:Quali sono le condizioni particolari?
Pelle sudata per esempio? Per non parlare di pelle lacerata. Ma che si dimezzi mi sembra un po' un tanto al chilo.
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forse è meglio fare chiarezza:
se parliamo di tensione di contatto ammissibile in un impianto di bassa tensione, è come dice
Utdis1, ovunque lo abbia letto.
la norma impianti individua due condizioni di riferimento:
- ambienti ordinari (50V in ca/120V in cc)
- ambienti particolari (25V in ca/60V in cc)
questi valori sono necessari per il corretto dimensionamento di un impianto di terra, e il coordinamento con i dispositivi di protezione, in breve, per la protezione dai contatti indiretti
per le condizioni di microshock anche 25V sono una mostruosità, ma di questo se ne occupa la CEI EN 60601-1 e la CEI EN 62353, norme di prodotto rivolte a costruttori, manutentori, verificatori di apparecchiature elettromedicali.
se parliamo di tensione di contatto ammissibile in un impianto di bassa tensione, è come dice
la norma impianti individua due condizioni di riferimento:
- ambienti ordinari (50V in ca/120V in cc)
- ambienti particolari (25V in ca/60V in cc)
questi valori sono necessari per il corretto dimensionamento di un impianto di terra, e il coordinamento con i dispositivi di protezione, in breve, per la protezione dai contatti indiretti
per le condizioni di microshock anche 25V sono una mostruosità, ma di questo se ne occupa la CEI EN 60601-1 e la CEI EN 62353, norme di prodotto rivolte a costruttori, manutentori, verificatori di apparecchiature elettromedicali.
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... per le condizioni di microshock anche 25V sono una mostruosità, ma di questo se ne occupa la CEI EN 60601-1 ...
Verissimo, infatti nella CEI EN 60601-1 non si parla di tensione di microshock ma di corrente di fuga che deve essere misurata non solo in condizione di normale funzionamento ma anche in condizione di guasto, di guasto con fasi invertite e di dispersione negli involucri (carter). Se poi c'è un contatto elettrico diretto con il paziente (parte applicata) le condizioni di verifica diventano ancora più complicate e severe. Si passa da correnti di dispersione dall'ordine dei uA ai nA se c'è parte applicata.
Verissimo, infatti nella CEI EN 60601-1 non si parla di tensione di microshock ma di corrente di fuga che deve essere misurata non solo in condizione di normale funzionamento ma anche in condizione di guasto, di guasto con fasi invertite e di dispersione negli involucri (carter). Se poi c'è un contatto elettrico diretto con il paziente (parte applicata) le condizioni di verifica diventano ancora più complicate e severe. Si passa da correnti di dispersione dall'ordine dei uA ai nA se c'è parte applicata.
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drGremi ha scritto:Bah, fonti (cioè lo hai letto ok, ma dipende da chi lo ha scritto)? In che contesto?
Dipende dalle condizioni pure qualche volt, può mandarti al creatore (vedi microshock).Utdis1 ha scritto:Quali sono le condizioni particolari?
Pelle sudata per esempio? Per non parlare di pelle lacerata. Ma che si dimezzi mi sembra un po' un tanto al chilo.
Mi riferivo ovviamente alla normativa vigente, ma non ricordo il numero della CEI .
Comunque tutto è nato dall'idea di sostituire, ipoteticamente, la caldaia a gas con un sistema di riscaldamento rapido per acqua corrente che non sia boiler, con una serpentina da 10 kW in un contenitore di misura della resistenza, lungo e stretto, in cui far fluire l'acqua da scaldare .
Con questa potenza, conti a spanne si dovrebbe riuscire a scaldare l'acqua di 30/40 °C con un flusso di 1l ogni 10 sec.
Quindi con delle batterie di capacità totale 100V 10 kW/h per garantire lo spunto al momento di richiesta acqua calda, con carica batterie limitata a 1KW/h o più nelle ore notturne.
Anche un'eventuale sistema tipo questo, in corrente continua, avrebbe bisogno di conessione di terra per la massa di sistema?
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Utdis1
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Utdis1 ha scritto:Quindi con delle batterie di capacità totale 100V 10 kW/h per garantire lo spunto al momento di richiesta acqua calda, con carica batterie limitata a 1KW/h o più nelle ore notturne.
Il kW/h non esiste come misura di energia ma è kWh (per le batterie spesso si usa Ah 100Ah * 12V = 1200Wh = 1,2kWh).
La carica sarà limitata ad 1kW, non ad 1kW/h.
Utdis1 ha scritto:Anche un'eventuale sistema tipo questo, in corrente continua, avrebbe bisogno di conessione di terra per la massa di sistema?
La messa a terra è una protezione che prevede per funzionare che il circuito di guasto si richiuda tramite il terreno.
Per cui è necessario che un punto del sistema elettrico sia messo a terra (ad es. nelle comuni forniture in AC domestiche il neutro in centrale elettrica è collegato a terra).
Il collegamento delle masse a terra serve ad evitare che il circuito di richiuda ad opera del malcapitato che tocca la massa che è andata in tensione per un guasto e quindi ad evitare che in lui circoli corrente.
Nel caso di una batteria di accumulatori, se non metti il positivo o il negativo intenzionalmente a terra, non ha alcun senso né utilità mettere le masse a terra, inoltre senza un dispositivo di interruzione automatica della corrente (continua!!) allo stesso modo non serve a nulla.
Il limite di tensione al di sotto del quale una tensione non è ritenuta pericolosa è dovuto al fatto che il corpo umano presenta una resistenza e pertanto la corrente che circolerebbe in caso lui chiudesse il circuito rimarrebbe entro i limiti considerati sicuri in quanto non innescano fibrillazione o ritenzione muscolare.
Dalle domande poste sarebbe opportuno farsi aiutare da un esperto.
10 kW a 100V sono solo 100A. Solo per curiosità servirebbero cavi da 25 mmq di sezione. Inoltre interrompere 100A in continua a 100V non è uno scherzo ed un dispositivo previsto per AC in genere non va bene.
Inoltre al resistore individuato non ci metti un qualsiasi livello di tensione sperando di ottenere la potenza dichiarata
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Utdis1,
tra le condizioni particolari c'è anche quella del bagnante nei pressi di una presa elettrica: https://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=3&t=71397
Ciao
Mario
tra le condizioni particolari c'è anche quella del bagnante nei pressi di una presa elettrica: https://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=3&t=71397
Ciao
Mario
Mario Maggi
https://www.evlist.it per la mobilità elettrica e filiera relativa
https://www.axu.it , inverter speciali, convertitori DC/DC, soluzioni originali per la qualità dell'energia
Innovazioni: https://www.axu.it/mm4
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mario_maggi
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In ambito telecomunicazioni la regola che è sempre stata applicata è 25V Ac e 50V Cc verso terra.
Per correnti deboli <50mA il limite di 50V Cc viene elevato a 65V.
Se si vuole eliminare il gas per scaldare l'acqua sarebbe logico utilizzare un pannello solare termico.
Ciao
Per correnti deboli <50mA il limite di 50V Cc viene elevato a 65V.
Se si vuole eliminare il gas per scaldare l'acqua sarebbe logico utilizzare un pannello solare termico.
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