Per un progetto di un condominio di 5 piani da 10 appartamenti ho l’obbligo di fare la verifica per l’installazione di un impianto contro le scariche atmosferiche?Quando ho l’obbligo di fare questa verifica?
Grazie
Fabio
verifica impianti scariche atmosferiche
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feipa ha scritto:Per un progetto di un condominio di 5 piani da 10 appartamenti ho l’obbligo di fare la verifica per l’installazione di un impianto contro le scariche atmosferiche?Quando ho l’obbligo di fare questa verifica?
Grazie
Fabio
Negli ambienti di lavoro l'obbligo esiste sempre (per il datore di lavoro). Se l'attività è soggetta a controllo da parte dei VV.F. è previsto dalla legge in materia. Per gli edifici civili non è obbligatoria la verifica.
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Salve, rispondo un po' in ritardo ma l'argomento è sempre attuale. Oggi con il dlgs 81/08 è chiaro che la valutazione del rischio da fulminazione è un onere del datore di lavoro e pertanto deve comparire nel DVR. L'analisi vera e propria non può che farla un professionista esperto in materia.
Tre considetrazioni:
1.la valutazione del rischio di cui sopra esula dal progetto dell'impianto elettrico (prima la verifica da scariche atmosferiche si faceva di default nel progetto - almeno io -, la verifica intendo... non il progetto eventuale ovviamente) pertanto chi effettua il progetto dell'impianto elettrico ha solo il compito etico di informare il cliente della necessità della valutazione del rischio da scariche atmosferiche?
2.Nell'ambito residenziale, ossia non ambiente di lavoro, basta informare il cliente del rischio fulminazione? Di fatto l'onere di valutare quel rischio è del proprietario e non essendo un luogo di lavoro non è obbligatorio.
3. Eseguendo il progetto imp. elettrico di un appartamento in un condominio scatta il concetto di luogo di lavoro (donna delle pulizie etc... ) pertanto tale verifica è obbligatoria per mano dell'amministratore del condominio.
Ciao
Pierpaolo
Tre considetrazioni:
1.la valutazione del rischio di cui sopra esula dal progetto dell'impianto elettrico (prima la verifica da scariche atmosferiche si faceva di default nel progetto - almeno io -, la verifica intendo... non il progetto eventuale ovviamente) pertanto chi effettua il progetto dell'impianto elettrico ha solo il compito etico di informare il cliente della necessità della valutazione del rischio da scariche atmosferiche?
2.Nell'ambito residenziale, ossia non ambiente di lavoro, basta informare il cliente del rischio fulminazione? Di fatto l'onere di valutare quel rischio è del proprietario e non essendo un luogo di lavoro non è obbligatorio.
3. Eseguendo il progetto imp. elettrico di un appartamento in un condominio scatta il concetto di luogo di lavoro (donna delle pulizie etc... ) pertanto tale verifica è obbligatoria per mano dell'amministratore del condominio.
Ciao
Pierpaolo
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Goofy ha scritto:Mike scusa in base a cosa dici che negli edifici civili non è obbligatoria la verifica?
La 64-8 richiede la protezione dalle sovratensioni.
Obbligatoria in termini di legge che obbliga. La norma tecnica è facoltativa, l'obbligo è la regola d'arte L. 186/68. Ovviamente proprietario, amministratore condominiale, in caso di danno accertato imputabile alla mancata verifica, ci saranno responsabilità in capo al codice civile.
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1. Il professionista riceve un incarico, l'incarico è frutto di accordi tra committente e professionista. Un bravo professionista elenca al committente quali sono tutte le competenze, come farebbe un bravo specialista nell'elencare al paziente tutti gli esami necessari. Dopo di che è il committente che decide su cosa incaricare e a chi. Per esempio potrebbe incaricare il professionista tizio al progetto dell'impianto elettrico e Caio alla valutazione del rischio, oppure farla fare in un momento successivo. La lettera di 'incarico è il Vangelo del professionista: faccio quello che mi chiedi.
2. L'informazione fa parte della buona pratica del professionista.
3. Se il condominio ha personale dipendente alle dirette dipendenze, diventa luogo di lavoro e si applicano tutti gli adempimenti de D.lgs. 81/08, tra cui la valutazione del rischio elettrico. Se è l'appartamento del privato che diventa luogo di lavoro (per esempio perché ha assunto una colf), allora solo l'appartamento diventa luogo do lavoro.
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Mike ha scritto:Ovviamente proprietario, amministratore condominiale, in caso di danno accertato imputabile alla mancata verifica, ci saranno responsabilità in capo al codice civile.
Le responsabilità secondo me ci sarebbero anche per progettista o installatore, che devono progettare o realizzare un impianto elettrico a regola d'arte; un impianto non protetto dalle sovratensioni non lo considero a regola d'arte.
Ovviamente se, in caso di incidente, si dimostra a posteriori che l'impianto era autoprotetto e che è stata sfiga, anche se la valutazione non è stata fatta prima la responsabilità decade (giudice permettendo: rigore è quando arbitro fischia)
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Goofy ha scritto:Le responsabilità secondo me ci sarebbero anche per progettista o installatore, che devono progettare o realizzare un impianto elettrico a regola d'arte; un impianto non protetto dalle sovratensioni non lo considero a regola d'arte.
Sì, ma infatti nella lettera di incarico vengono specificati i tuoi limiti di incarico, se poi il committente non ti incarica per questa valutazione cosa fai? Non gli redigi il progetto? Specifichi nel tuo progetto che, come richiesto dal committente, la valutazione dalle scariche atmosferiche non è oggetto di questo progetto e il committente si riserva di affidarla successivamente o ad altro professionista. L'impianto che hai progettato è in ogni caso conforme alla regola dell'arte per l'incarico ricevuto [/quote]
Goofy ha scritto:Ovviamente se, in caso di incidente, si dimostra a posteriori che l'impianto era autoprotetto e che è stata sfiga, anche se la valutazione non è stata fatta prima la responsabilità decade (giudice permettendo: rigore è quando arbitro fischia)
Quando entri nel campo "giustizia" ne esci sempre impantanato, è solo questione di fortuna, meglio non averci mai a che fare.
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Concordo un po' con entrambi ma anch'io ritengo che la lettera d'incarico sia l'elemento discriminante anche perché vedo in maniera disgiunta la progettazione dell'impianto elettrico e l'analisi rischio fulminazione. Bene esplicitre comunque nel progetto, meglio ancora se nella lettera d'incarico, che la valutazione rischio scariche atmosferiche esula (e a mio avviso può esulare) dal progetto redatto.
Purtroppo il cliente è spesso ignorante in materia e nella dicitura impianto elettrico pensa ci finisca dentro un po' tutto, impianto elettrico energia, sistema d'allarme, trasmissionen dati, fulminazione etc... ma per gli addetti ai lavori non è così. In alcuni casi molti colleghi fanno la progettazone impianto elettrico energia e basta, senza progetto sistema antintrusione (obbligatorio dove esistono impianti elettrici con obbligo di progetto da parte di professionista) etc....
Nel mio caso sarei propenso a farlo per così dire compreso nel prezzo, compro il parametro Ng e dormo tranquillo.
Essendo in realtà un condominio con donna delle pulizie l'analisi del rischio fulminazione dovrebbe essere fatta su input dell'amministratore per tutto il palazzo e relativamente alla tipologia di rischio connessa alla pulizia degli ambienti comuni. Rimane poi da verificare se per il locale specifico interessato dal rifacimento dell'impianto elettrico sussistono ulteriori condizioni restrittive (ad es. un centro estetico potrebbe richiedere almeno degli SPD, l'uffico pratiche automobilistiche no...). Ciò dovrebbe valutarlo comunque il progettista ... se incaricato.
Ho chiesto all'amministratore dico e valore Rt dell'impianto di terra per vedere se possono coesistere i differenziali che ho previsto nel quadro. Per l'impianto di terra che deve ovviamente essere unico eventualmente apro altro post ( ho visto che avete discusso anche di questo). Essendo il palazzo vecchio mi aspetto sorprese tipo .... quale impianto di terra?
Purtroppo il cliente è spesso ignorante in materia e nella dicitura impianto elettrico pensa ci finisca dentro un po' tutto, impianto elettrico energia, sistema d'allarme, trasmissionen dati, fulminazione etc... ma per gli addetti ai lavori non è così. In alcuni casi molti colleghi fanno la progettazone impianto elettrico energia e basta, senza progetto sistema antintrusione (obbligatorio dove esistono impianti elettrici con obbligo di progetto da parte di professionista) etc....
Nel mio caso sarei propenso a farlo per così dire compreso nel prezzo, compro il parametro Ng e dormo tranquillo.
Essendo in realtà un condominio con donna delle pulizie l'analisi del rischio fulminazione dovrebbe essere fatta su input dell'amministratore per tutto il palazzo e relativamente alla tipologia di rischio connessa alla pulizia degli ambienti comuni. Rimane poi da verificare se per il locale specifico interessato dal rifacimento dell'impianto elettrico sussistono ulteriori condizioni restrittive (ad es. un centro estetico potrebbe richiedere almeno degli SPD, l'uffico pratiche automobilistiche no...). Ciò dovrebbe valutarlo comunque il progettista ... se incaricato.
Ho chiesto all'amministratore dico e valore Rt dell'impianto di terra per vedere se possono coesistere i differenziali che ho previsto nel quadro. Per l'impianto di terra che deve ovviamente essere unico eventualmente apro altro post ( ho visto che avete discusso anche di questo). Essendo il palazzo vecchio mi aspetto sorprese tipo .... quale impianto di terra?
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