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Funzione di trasferimento opamp

Elettronica lineare e digitale: didattica ed applicazioni

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[11] Re: Funzione di trasferimento opamp

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 19 ott 2021, 12:55

Aspetta, che non è finita, c'è ancora il teorema dell'elemento aggiunto!
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[12] Re: Funzione di trasferimento opamp

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 19 ott 2021, 23:48

Come promesso, ecco l'uso del teorema dell'elemento aggiunto, EET, Extra Element Theorem in inglese, applicato al calcolo di una funzione di trasferimento con UNA SOLA costante di tempo.

Il metodo e` piu` generale, c'e` il teorema degli N elementi aggiunti, N-EET, ma e` abbastanza piu` complicato gia` quando ci sono due elementi reattivi, con tre diventa un incubo.

Con un solo elemento reattivo l'EET diventa molto semplice da applicare e permette di trovare la funzione di trasferimento calcolando separatamente e direttamente la frequenza del polo e quella dello zero.

Per il polo si procede esattamente come prima, si calcola la resistenza equivalente R_{eq} vista dal condensatore e la costante di tempo del polo vale \tau_p=R_{eq}C. Nell'articolo citato la resistenza R_{eq} viene chiamata R_d, ma e` la stessa cosa, la d del pedice deriva da Resistenza di Driving point, che vuol dire resistenza fra due morsetti.

Il calcolo dello zero e` analogo, la sua costante di tempo (probabilmente e` meglio non chiamarla costante di tempo!) vale \tau_z=R_n C dove R_n e` la resistenza di nulling, la resistenza che si vede ai capi della capacita`quando si lascia attivo il generatore di ingresso e lo si regola in modo tale che l'uscita vada a zero.

Detto cosi` sembra complicato, ma in realta` i conti che derivano sono molto piu` semplici di quelli per il calcolo di R_{eq}.

I passi da seguire per trovare R_n sono questi:

  • Si mette un generatore di prova al posto del condensatore (come per R_{eq}
  • Si lascia attivo il generatore di ingresso con un valore tale da portare a zero l'uscita
  • Si calcola il rapporto tensione/corrente ai capi del generatore di prova
  • Questa la parte bella: NON serve sapere il valore dell'ingresso che annulla l'uscita, basta sapere che puo` farlo!

Lo schema per trovare R_n e` questo



Bisogna calcolare il rapporto V_x/I_x quando e` acceso anche V_{in} ed ha una ampiezza tale da annullare l'uscita. Come in precedenza per annullare l'uscita NON bisogna cortocircuitarla a ground, deve essere il generatore di ingresso che tiene l'uscita a zero annullando l'effetto di Vx sull'uscita!

L'analisi e` molto rapida: se l'uscita e` a zero, anche l'ingresso differenziale deve essere nullo, qualunque sia il valore di Ad (*). Quindi l'ingresso invertente e` anche lui a 0V, e il generatore Vt vede R6 collegata a 0V e anche R5 collegata a 0V: le due resistenze sono in parallelo e quindi R_n=R_5/\!/R_6, che e` il risultato gia` trovato da Foto UtenteMarcoD (ma secondo me ha barato :-) ). La frequenza dello zero vale quindi f_z=\frac{1}{2\pi\,R_n C}.

NB: la tensione differenziale di ingresso Vd e` nulla NON perche' c'e` una massa virtuale o un cortocircuito virtuale o altri non sense del genere. In questo caso la retroazione non c'e`perche' il generatore Vt la elimina; la tensione Vd e` nulla perche' il generatore Vin deve tenere l'uscita a zero e quindi anche Vd deve essere nullo!

Da notare che il conto di R_n e` sempre molto piu` facile di R_{eq} perche' la condizione di nulling sull'uscita si "propaga indietro" verso l'ingresso ed elimina buona parte della rete.

Ci sono circuiti in cui il valore di R_n viene negativo. Questo non vuol dire che il circuito e` instabile, ma indica che lo zero e` nel semipiano di destra nel dominio di Laplace, il circuito non e` a fase minima e se si deve chiudere un anello di retroazione intorno a un circuito con uno zero a destra di solito e` un pain in the neck!
Se invece fosse R_{eq} a risultare negativo, indicherebbe un circuito instabile!

(*) Se l'amplificatore avesse avuto una resistenza serie di uscita R_{out} lo zero dovuto al nulling sarebbe stato comunque sull'uscita, non sul generatore pilotato. Se l'amplificatore con Rout ha guadagno infinito, non cambia nulla rispetto a prima, mentre se il guadagno Ad e` finito il conto da fare ne deve tenere conto come spiegato sotto. Lo schema di riferimento e` il seguente, la resistenza Rout e` quella dell'operazionale, dentro al simbolo non ci sta :(



In questo caso bisogna calcolare la tensione Vo sul generatore pilotato, ricordando che la tensione Vout e` nulla, quindi in R6 e Rout circola la stessa corrente, e si ha V_o=-\frac{V_x}{R_6}\times R_{out}

Per avere questa tensione di uscita la tensione differenziale di ingresso Vd deve valere V_d=\frac{V_o}{A_d}=\frac{-V_x\frac{R_{out}}{R_6}}{A_d} e quindi la tensione dell'ingresso invertente vale V_m=V_x \frac{R_{out}}{R_6 A_d}

La corrente Ix del generatore di prova, che serve per calcolare Rn vale quindi I_x=\frac{V_x}{R_6}+\frac{V_x-V_m}{R_5} e quando si va a calcolare il rapporto R_n=\frac{V_x}{I_x} la tensione V_x si semplifica (Miller on R5 anyone?).

I conti con il teorema dell'elemento aggiunto sono molto spesso di tipo numerico, per trovare una frequenza, non una formula, e l'algebra che ne deriva e` molto facile. Ho scritto le espressioni precedendi solo per mostrare i passaggi in un caso "complicato".
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[13] Re: Funzione di trasferimento opamp

Messaggioda Foto Utentemicdisav » 20 ott 2021, 14:44

Salve,
IsidoroKZ ha scritto:R_{out} A_d

ovvero questi 2 valori (che entrano cioè nel calcolo di \frac{V_x}{Ix}) sono quelli rilevati dal datasheet dell'operazionale?

Grazie,
Michele.
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[14] Re: Funzione di trasferimento opamp

Messaggioda Foto UtenteIsidoroKZ » 21 ott 2021, 20:39

Si`, dovrebbero essere quelli, ma in realta` no, specie per Ad.

La resistenza di uscita di un operazionale e` data di solito dalla resistenza di uscita dello stadio finale, tipicamente common collector, piu` eventuali resistori in serie fra transistore e piedino dell'operazionale. Mentre i resistori hanno un valore conosciuto, la resistenza vista guardando nell'emettitore non e` molto ben definita e soprattutto varia con la corrente di uscita. Quello che fornisce il data sheet e` un valore tipico, giusto per dare un'idea, ma sicuramente non e` il valore "vero".

L'amplificazione Ad ha un paio di problemi: il suo valore in continua e` molto mal definito, dipende essenzialmente dalla r0 dei dispositivi interni dell'operazionale. Inoltre il valore di Ad dipende dalla frequenza: di solito gli operazionali hanno un polo a pochi hertz, dopo di che il guadagno scende con pendenza di 20dB/decade fino al crossover circa.

Se si usasse un Ad complesso in conti sarebbero piu` lunghi, e se non si fa a studiare la stabilita` il piu` delle volte non e` necessario andare cosi` in dettaglio: si guarda il comportamento con operazionale ideale e quasi sempre va bene.

In questo caso pero` no, quel circuito con un operazionale reale e` instabile. Che ci sia qualcosa che non va lo si vede dal guadagno, che non puo` andare a infinito a frequenza infinita. Comunque se non ti chiedono lo studio della stabilita` hai lo zero al finito e poi il guadagno diverge (manco Babbo Natale ha gli operazionali ideali :D :D )
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[15] Re: Funzione di trasferimento opamp

Messaggioda Foto UtenteElectroFranco » 22 ott 2021, 8:39

Teorema interessantissimo, grazie mille Foto UtenteIsidoroKZ !!
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