da
GioArca67 » 2 dic 2021, 20:52
IlGuru ha scritto:Poi dici che "se lo "sparassimo" dall'origine facendolo riflettere sul bordo laterale del nostro ipotetico vagone non potremo trovarlo poi nuovamente nell'origine" quindi parafrasando che "assume una componente nella direzione del moto"
Se il sistema di riferimento è solidale alla sorgente in moto, in quel sistema di riferimento il raggio non può andare come l'asse y.
Se lo consideriamo come un'onda elettromagnetica rappresentarlo come "un'asta rigida" sembra come se fosse possibile tenerlo per la coda e comandare dove va la testa, una volta che si sta propagando nello spazio libero non possiamo più influenzare la sua testa.
Anche immaginandolo come particelle avremmo l'assurdo di poter influenzare una particella già inviata, oppure che essa riceva una componente velocità in direzione del moto (ma abbiamo detto che è indipendente).
IlGuru ha scritto:Tutto ciò in violazione dei principi di relatività sia di Galileo che di Einstein.
Chi sta sul vagone e spara il laser da A verso B ( non sa né se è fermo, né se è in moto, né tantomeno rispetto a che cosa ) vede il raggio partire da A, colpire B e poi colpire ancora A in un certo tempo t.
Chi sta fermo sui binari vede sempre il raggio partire da A, colpire B e poi colpire ancora A ma in un tempo diverso da t e così:
Questa raffigurazione (per altro molto diffusa) implica che il raggio di luce abbia avuto una componente lungo la direzione del moto... Come è possibile se è indipendente dallo stato di moto o quiete della sorgente?
È come se stessi usando la cinematica classica col raggio luminoso come una pallina da tennis.
Io le vedo esattamente al contrario.
Affermare poi che un osservatore in quiete osserva il raggio di luce... Mah forse nemmeno idealmente è ipotizzabile: vuol dire che c'è stata una riflessione in ogni punto del percorso. Oppure che la sorgente è omnidirezionale ad es., ma da un raggio ricevuto da noi cosa possiamo inferire circa un altro sparato in altra direzione? Se nemmeno sappiamo la velocità della luce (noi conosciamo con discreta approssimazione la velocità sul doppio percorso, e supponiamo che quella di andata e ritorno siano uguali, ma nessuno ha mai misurato fra A e B della prima figura).
Eseguendo l'esperimento due volte, ruotando lo strumento di 90° ed osservando che in entrambi i casi il risultato era lo stesso.
Questo dimostra solo che non c'era l'etere cercato, si attendevano differenze ruotandolo (lastra di pietra su bagno di mercurio).
Forse in effetti non era necessario che i percorsi fossero perfettamente uguali, ciò che interessava in effetti erano le interferenze ed una modifica nel loro pattern.