T’immagino in perfetta forma. Suppongo che la differenza di fuso orario e i lunghi viaggi ad elevata velocità ti mantengono giovanile, se non sbaglio lo ha teorizzato il tuo collega Prof. Albert…
Mi scuso per la tendenza alla digressione, cercherò di attenermi al petitum e alla causa petendi, cosa ci posso fare, ognuno ha i suoi difetti. Dunque proseguo…
Hai esordito con la frase seguente: “Chiedevi se c'erano correzioni da fare. Si, ce ne sono, ma se funziona non toccare nulla” e hai concluso con: “ma avrai delle ottime ragioni per non fare nulla di quanto ho detto!”
Bene, è evidente che ti sei espresso per via antifrastica altrimenti il resto del tuo intervento sarebbe privo di senso. Non c’è problema; il valore dei tuoi interventi è noto oltre che per offrire preziosa conoscenza, anche per dispensare un generoso contributo in fatto d’ironia. Il collaterale è che spesso i tuoi interventi implicano poderose tirate d’orecchio e cazziatoni (a volte) un tantino feroci; non mi esprimo per casi d’altri ma per quanto riguarda le mie “intraprese” ne apprezzo i vantaggi conseguenti. L'ironia rende complice la critica, certo, ma ha il pregio di differenziarsi nettamente dal sarcasmo che esprime anche disprezzo. Da parte mia ho almeno coscienza di non ignorare l’ignoranza e di non essere così spudorato da vantare i miei limiti.
Detto ciò, cercherò di affrontare il merito del tuo ultimo intervento che ovviamente non fa difetto di interessanti spunti e di lievi complicazioni.
1) “bisognerebbe vedere anche tutti gli schemi precedenti. Potresti metterli tutti ordinati per data da qualche parte dove si possano consultare facilmente.”:
si? E poi cantiamo tutti in coro: 44 gatti in fila per sei col resto di due? Ma dai, ma questa è una richiesta degna di Crudelia Demon!!! Se è necessario lo faccio ma spiegami prima (almeno) l’utilità pratica di tale raggruppamento. Se l’ultimo schema pubblicato è considerato da sistemare, immagina come saranno quelli precedenti.
2) “Da dove arriva il primo schema”:
beh, da dove arriva; è la base di un duplicatore semplice a comando manuale, forse sarà un circuito poco utilizzato ma lo conosco da quando mi diletto col saldatore.
3) “Non lo farei in quel modo, si può fare in modo più semplice”:
ottimo, questa variante non la conoscevo; la devo provare quanto prima. Se non sbaglio basta modificare il collegamento del relè sulla nuova PCB del duplicatore.
4) “I due trasformatori di alimentazione ausiliaria, che non si possono proprio vedere”:
questa osservazione non l’ho capita; l’alimentazione ausiliaria è una sola. Non sapendo come fare di meglio per separare graficamente l’alimentazione ausiliaria, ho incluso nello schema due alimentazioni ma ho anche precisato che un’alimentazione è alternativa all’altra. Con il duplicatore si utilizza l’alimentazione ausiliaria in blu, senza duplicatore quella in nero ma se c’è una non c’è l’altra. Se la grafica è ambigua chiedo scusa ma meglio di così non ho saputo disegnare lo schema. Ho tracciato le connessioni terminali in blu tratteggiato, sperando di rendere ancor più comprensibile anche la funzione alternativa.
5) “R22 mi pare che vada arrosto a tensione di uscita elevata”:
si, definiamolo un refuso dello schema base di Elektor. Tieni presente che quella resistenza è da 1W e per l’alimentatore senza duplicatore va ancora bene. Per la tensione derivante dal duplicatore, la resistenza è stata modificata ma non corretta sullo schema. Non si deve dimenticare che il duplicatore è stato pensato tempo dopo aver realizzato la PCB per il solo alimentatore e il valore di quella resistenza corrisponde a quello presente sulla PCB già realizzata. Per l’utilizzo del duplicatore, a memoria non ricordo in concreto quale valore ho attribuito a R22, se 10K - 1W. oppure 4,7K - 2W. oppure 10K - 2W. Si potrebbe calcolare un valore medio da rendere compatibile con entrambe le opzioni.
6) ”La tensione di ingresso di IC3B mi sembra troppo elevata”:
Mah, se non erro, mi risulta che l’IC possa essere alimentato fino a 32V o 36V. diversamente avrebbe dovuto bruciarsi. In caso di dubbio potrei sostituirlo con la versione “B”.
7) ”Non mi ricordo a cosa serva D1”
Beh, i diodi D1 fino a D8, sono una semplice protezione verso il collegamento accidentale ad una fonte di tensione esterna quando l’alimentatore è spento. La protezione è utile se si utilizza l’alimentatore come caricabatterie oppure per il collegamento ad un circuito che abbia una batteria di alimentazione incorporata.
8) ”Potresti aggiungere un LED che segnali quando e` attivo il duplicatore e ricordi all'utente che la corrente massima è limitata”:
Giusta osservazione e ottima dritta. Il significato dell’accensione del led va ricordato mediante una serigrafia sul pannello frontale; purtroppo la realizzazione del frontale per me è un incubo.
9) ”I due condensatori di livellamento non hanno l'indicazione della tensione di lavoro”:
Vero, in certi punti lo schema è un po’ spartano per economia di spazio/ingombro grafico ma quel valore devo averlo precisato in qualche post. I condensatori che dispongo sono 10 pezzi da 10mF 100V 105°C. Sono un po’ al limite ma reggono.
10) ”metterei due resistenze in parallelo per equalizzare la tensione quando non lavora il duplicatore”:
Ok, hai ragione anche se nella realtà quelle resistenze esistono già. Sullo schema sono state omesse per la stessa motivazione di cui al punto precedente. In quella parte dello schema i componenti sono molto ravvicinati.
11) ”Scrivere i valori delle soglie con 4 cifre significative mi pare un'assurdità, come pure mettere un potenziometro da 470kΩ e poi dire che va regolato a 138kΩ”:
Melius abundare quam deficere, va bene, dai, rimedierò…
Spero di meritarmi almeno una sufficienza…
Waiting your kind reply…

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