Sono un non più giovanissimo perito elettronico pratese, che si è trovato ad affrontare molti aspetti della propria materia, sia hardware, che software, arrivando persino a lambire territori che sarebbero stati più congeniali per altri profili professionali, ma mi sono..adattato...
Ultimamente, in qualità di consulente (Partita Iva insomma), sono stato coinvolto, da una azienda con la quale ho una consolidata collaborazione, in un progetto ambizioso, in collaborazione anche con una Università toscana, sul quale non posso entrare troppo in dettaglio. La mia mansione avrebbe dovuto essere quella di allestire un setup adeguato ed effettuare misure e acquisizioni varie. Gli strumenti mi erano già tutti familiari, a parte un sistema di acquisizione basato su un dispositivo National interfacciato con Lab View, al quale sono stato introdotto, per il minimo indispensabile, da un collega che già lo conosceva. Detto progetto prevede l'utilizzo di dispositivi piezoelettrici, che devono generare ultrasuoni e inviarli in una particolare struttura, allo scopo di verificarne lo stato. Premesso che non è affatto detto che ciò sia possibile, ma che l'analisi dei dati è uno step successivo a quello in cui mi sto dibattendo, vengo al nocciolo del problema: nessuno qui ha mai lavorato con questi dispositivi piezoelettrici, come invece sembrava essere. La speranza che avremmo avuto un input sugli stessi, è naufragata miseramente. Io confesso la mia assoluta ignoranza in materia. Pertanto sto procedendo come un cieco nella nebbia, cercando di capire, facendo anche molta confusione, tanto per cominciare, se stiamo partendo con le giuste premesse. Al momento ho in linea due trasduttori KEMET NBL 45282H A3 (uno alimentato tramite un driver della Piezo Drive, ovviamente per trasmettere, con una tensione al trasduttore di circa 40 Vpp, cioè tra -20e +20) e l'altro, in ricezione (stiamo aspettando degli accelerometri, ma al momento non sono arrivati) in ingresso al sistema di acquisizione. Il tempo di propagazione tra l'uno e l'altro è di circa 1,5 ms. Ci è stato richiesto, dall'ateneo coinvolto, di generare un treno di onde ultrasoniche di durata adatta allo scopo (circa 500 us) con un andamento delle ampiezze crecente e decrescente dal profilo simil gaussiano. Il segnale di pilotaggio per il driver sono riuscito a ottenerlo come richiesto, ma quando vado ad acquisire il risultato, non vedo assolutamente ciò che mi aspetto. Sembra che, una volta scatenato, il trasduttore non voglia saperne di fermarsi subito. In effetti, se pongo l'oscilloscopio sugli elettrodi dello stesso, anche dopo la fine del segnale che gli impongo, continuo a vedere un segnale, che mi appare auto generato, anche se di ampiezza decisamente minore di quello fornito da me, per tramite del Driver. Mi hanno messo sul tavolo una serie di dispositivi che, ad una prima occhiata sembrano essere tutti parenti strettissimi (e in un certo senso, forse è anche vero), ma alcuni vedo che sono classificati come Attuatori, magari con tanto di segnali di retroazione, mentre altri sono indicati come Trasduttori e magari pensati per il lavaggio a ultrasuoni. Scorrendo documentazione varia, sembra che alcuni di questi dispositivi NON debbano essere alimentati con frequenze che si avvicinano a quella che mi pare sia una risonanza tipica del dispositivo, ma, da quanto mi pare di aver capito, la funzione di questi non è, perlomeno primariamente, quella di generare ultrasuoni. La gran parte di questi, viene impiegata con alimentazioni in continua, mentre quelli che sto usando io CREDO siano da alimentare in alternata e da utilizzare alla frequenza di risonanza (in questo caso 28 kHz), anche perché se mi ci allontano più di tanto, il segnale scompare. Tuttavia, non sono certo che le mie conclusioni siano corrette, non sono riuscito neppure a capire quale sia la adeguata tensione (perlomeno la massima da non superare) da fornire ai trasduttori in uso, non ho idea se esista un alimentatore in commercio adatto a loro (la filiale italiana della KEMET non ha saputo illuminarmi a riguardo) e se è una pretesa assurda lo sperare che la generazione di vibrazioni ultrasoniche si arresti entro qualche decina di micro secondi da quando il trasduttore non viene più volontariamente sollecitato. Ho visionato dei lavori di gruppi di ricerca esteri, dove la forma delle onde ottenute ha praticamente lo stesso andamento che ottengo io e ben lontano dai desiderata degli accademici (sostanzialmente sono specialisti della teoria dei segnali, se ho ben capito).
Last but not least, qualora il progetto avesse un esito positivo, mi si dice che probabilmente non saremmo autorizzati a installare in campo qualcosa che preveda tensioni superiori a un cinquantina di volt. Ora lavoriamo su strutture che stanno in una stanza, ma poi questi ultrasuoni dovranno percorrere centinaia di metri, magari anche oltre mille, nell'acciaio. Non mi è chiaro se sarebbe possibile ottenere qualcosa di adeguato con questo limite, o se la tecnologia di questi dispositivi impone tensioni maggiori, pena un risultato risibile.
Se qualcuno ha mai avuto a che fare con queste problematiche e, mosso a compassione, vorrà darmi una mano, finirà di diritto sulla lista dei caffè da pagare...alla prima occasione
Grazie a tutti, comunque

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