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Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

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[11] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 5 giu 2022, 11:21

L'impiego di un differenziale puro richiede necessariamente la protezione da sovracorrenti e da cortocircuiti, tramite un dispositivo adatto allo scopo (può essere un interruttore magnetotermico, ma anche un fusibile). Questo spiega perché vengano citate anche le caratteristiche che deve avere tale dispositivo di protezione aggiuntivo.
Le cose sono più semplici negli interruttori magnetotermici differenziali (costituiti generalmente da un unico blocco assemblato in fabbrica) per i quali è il costruttore stesso a dichiarare la perfetta compatibilità tra differenziale e dispositivo di protezione da sovracorrenti e corto circuiti.
Allego una tabella riepilogativa delle principali definizioni relative all'interruttore differenziale (puoi trovarla qui), che ricalca sostanzialmente quanto già detto da Foto Utentemir.

Principali definizioni differenziale.png
Pagina tratta da http://www.elektro.it
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[12] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 5 giu 2022, 11:51

jaelec ha scritto: Se il costruttore o il signor Tizio scrive 0,03 A e Caio scrive invece 0,030 A, ciò sta a significare che Tizio ha misurato il suo parametro con maggiore precisione di Caio o semplicemente che non c'è differenza e ognuno fa quello che gli pare?

Nell'ambito degli interruttori differenziali il problema non si pone, in quanto il valore nominale previsto dalla norma CEI è di 30 mA, comunque venga scritto.
Per quanto riguarda gli altri ambiti, penso che:
  • in ambito scientifico, l'accuratezza di un dato/misura venga sempre prima precisata, a prescindere da come viene poi scritta;
  • in ambito commerciale, non esistano regole. Il verduraio scriverà € 3,50 al kg. sul cartellino delle zucchine, mentre una banca scriverà sul foglio informativo che gli interessi sul conto deposito sono dell'1,2000000 per cento.
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[13] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 5 giu 2022, 12:14

Franco012 ha scritto:mentre quella più in basso è riferita alla "Corrente di corto circuito nominale condizionale differenziale" (che in questo caso coincide con la "Corrente di corto circuito nominale condizionale").
In effetti, vedo che altrove quest'ultima caratteristica viene indicata con "IΔc" e non con "IΔn".


Sembra proprio un errore di stampa.
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[14] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 5 giu 2022, 13:00

jaelec ha scritto:Perché a volte usare il segno di uguale e a volte no (es: Im 630A)? Se è vero poi che bisogna lasciare uno spazio tra numero e unità di misura, perché non farlo, visto che è possibile farlo?

Sì ci vorrebbe uno spazio, ma visto il poco spazio a disposizione e la possibilità di fraintendimenti (spesso poi A proprio non la scrivono) col tipo del differenziale (AC A B ecc) quando la scrivono per lo più non lasciano spazio: ad es. 10000 A significa 10000 ampere o 10000 (ampere) tipo A?
Spesso usano simbolismi.

jaelec ha scritto:Ne deduco che 10 kA riportati sulla targa potrebbero corrispondere a questi 10000 A.

Sì, 10kA = 10000A

jaelec ha scritto:Ma se è così allora non è vero, contrariamente a quanto mi era stato detto, che i dati che mettevo in evidenza erano dati che si riferivano al differenziale e non al dispositivo nel suo complesso.

Le capacità del dispositivo a volte si riescono a raggiungere, a causa di come è costruito, solo se in abbinamento ad un altro dispositivo.
Quindi la Inc di 10000A riesce ad ottenerla solo se abbinato ad un fusibile da 80A (poco sotto scrive infatti SCPD FUS 80A - Short Circuit Protection Device); la c infatti sta per condizionata, cioè riesce ad interrompere 10kA solo condizionatamente al fatto che in prossimità c'è un fusibile da 80A.

jaelec ha scritto:Cioè non capisco, una babele....tutto così approssimativo...

Si è una babele.
Ma a parte errori (come sembra in questo rarissimo caso) non c'è nulla di approssimativo.

jaelec ha scritto:A cosa corrisponde, per esempio, quello che sulla targa è riportato con un valore di 630 A?

Im è la corrente che riesce ad interrompere o instaurare, leggi la definizione che ti ha allegato Franco012, senza rovinarsi: supponi che nel circuito stiano transitando 600A e vi è una dispersione verso terra tale da far intervenire il differenziale, allora lui riesce ad aprire il circuito e deve continuare a funzionare regolarmente; se invece fossero stati 700A non sarebbe stata garantita l'apertura, né il successivo funzionamento


jaelec ha scritto:Sono dati da stampare tantissime volte, non da scrivere velocemente su un fogliettino di carta per trasferire informazioni a un amico. Perché tanta sciatteria?

Perché hanno pochissimo spazio. Ma son d'accordo che dovrebbe esserci più uniformità.

jaelec ha scritto:Se il costruttore o il signor Tizio scrive 0,03 A e Caio scrive invece 0,030 A, ciò sta a significare che Tizio ha misurato il suo parametro con maggiore precisione di Caio o semplicemente che non c'è differenza e ognuno fa quello che gli pare?

Non c'è alcuna differenza. Alcuni ritengono che 0,030 sia più comprensibile per indicare 30mA rispetto a 0,03.

Non c'è alcuna necessità di ulteriore precisione, tanto le caratteristiche meccaniche non la consentono: infatti può ritenersi funzionante basta che intervenga ad un qualsiasi valore di corrente differenziale fra 0,015 e 0,03 A nel tempo stabilito.
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[15] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto Utentejaelec » 5 giu 2022, 13:42

jaelec ha scritto:
Targa diff.png
Targa diff.png (46.83 KiB) Osservato 2757 volte


A cosa si riferiscono i dati di targa evidenziati nella figura? Sono dati del differenziale?

.

Ma siete voi, nel complesso, che avete fatto un giro lungo senza rispondere direttamente alla domanda. Non è una critica, anzi vi rigrazio, ci mancerebbe altro, però nemmeno mi va di passare per chi pone problemi che non esistono. In fondo bastava dire subito, rispondendo così alla domanda, quello che in parte è stato detto dopo, invece di far passare per ovvie e normali cose che non lo sono.
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[16] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 5 giu 2022, 14:04

Non capisco bene: hai ancora dei dubbi e servono ulteriori spiegazioni?
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[17] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto Utentejaelec » 5 giu 2022, 16:49

GioArca67 ha scritto:Non capisco bene: hai ancora dei dubbi e servono ulteriori spiegazioni?

Non ho avuto modo di controllare per bene ma mi sembra che adesso sia tutto chiaro. Grazie!
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[18] Re: Magnetotermico differenziale corretto per uso domestico

Messaggioda Foto Utentejaelec » 6 giu 2022, 7:28

GioArca67 ha scritto:
jaelec ha scritto:Perché a volte usare il segno di uguale e a volte no (es: Im 630A)? Se è vero poi che bisogna lasciare uno spazio tra numero e unità di misura, perché non farlo, visto che è possibile farlo?

Sì ci vorrebbe uno spazio, ma visto il poco spazio a disposizione e la possibilità di fraintendimenti (spesso poi A proprio non la scrivono) col tipo del differenziale (AC A B ecc) quando la scrivono per lo più non lasciano spazio: ad es. 10000 A significa 10000 ampere o 10000 (ampere) tipo A?
Spesso usano simbolismi.



Ma se comunque non c'è uniformità anche nella stessa targa, perché per esempio, a volte scrivono uguale e a volte no, a seconda delle circostanze, allora prima di tutto non vedo perché non lasciare lo spazio quando lo spazio c'è, e nel caso specifico lo spazio c'è. Se devi indicare che è di tipo A lo indichi da qualche altra parte e non giusto dove, per norma, ci si aspetta una unità di misura. Ma poi è tutto così assurdo: a volte si viola la norma perché se no ci sono gli sprovveduti che non capiscono e a volte si viola la norma perché tanto si scrive per addetti ai lavori...Cioè non capisco...

GioArca67 ha scritto:
jaelec ha scritto:Ne deduco che 10 kA riportati sulla targa potrebbero corrispondere a questi 10000 A.

Sì, 10kA = 10000A


Siccome non c'era chiarezza nella corrispondenza dei simboli cercavo di capire quale corrispondenza si potesse dedurre cercando fra i valori standard. Cioè non chiedevo se 10kA = 10000A. Tanto per precisare.

GioArca67 ha scritto:
jaelec ha scritto:Ma se è così allora non è vero, contrariamente a quanto mi era stato detto, che i dati che mettevo in evidenza erano dati che si riferivano al differenziale e non al dispositivo nel suo complesso.

Le capacità del dispositivo a volte si riescono a raggiungere, a causa di come è costruito, solo se in abbinamento ad un altro dispositivo.
Quindi la Inc di 10000A riesce ad ottenerla solo se abbinato ad un fusibile da 80A (poco sotto scrive infatti SCPD FUS 80A - Short Circuit Protection Device); la c infatti sta per condizionata, cioè riesce ad interrompere 10kA solo condizionatamente al fatto che in prossimità c'è un fusibile da 80A.


ok grazie.

GioArca67 ha scritto:
jaelec ha scritto:Cioè non capisco, una babele....tutto così approssimativo...

Si è una babele.
Ma a parte errori (come sembra in questo rarissimo caso) non c'è nulla di approssimativo.



Se certe cose mi vengono presentate come normali, allora le percepisco come approssimative. Se invece si tratta di errori allora il livello di approssimazione o di sciatteria percepito forse aumenta ancora. Perché se fosse un libro di mille pagine, capirei. Ma qui si tratta di scrivere quattro dati su un supporto di plastica e nemmeno si controlla per bene se sono scritti giusti? E poi si lascia tutto così, perché poi più o meno che importanza ha...Mah!

GioArca67 ha scritto:
jaelec ha scritto:A cosa corrisponde, per esempio, quello che sulla targa è riportato con un valore di 630 A?

Im è la corrente che riesce ad interrompere o instaurare, leggi la definizione che ti ha allegato Franco012, senza rovinarsi: supponi che nel circuito stiano transitando 600A e vi è una dispersione verso terra tale da far intervenire il differenziale, allora lui riesce ad aprire il circuito e deve continuare a funzionare regolarmente; se invece fossero stati 700A non sarebbe stata garantita l'apertura, né il successivo funzionamento


Ok grazie.

GioArca67 ha scritto:
jaelec ha scritto:Sono dati da stampare tantissime volte, non da scrivere velocemente su un fogliettino di carta per trasferire informazioni a un amico. Perché tanta sciatteria?

Perché hanno pochissimo spazio. Ma son d'accordo che dovrebbe esserci più uniformità.


La sciatteria è quella che ho evidenziato un po' più su in questo messaggio. Comunque lo spazio c'era per scrivere in modo più preciso. Talvolta ho come l'impressione che si divertono a fare il medico che scrive per il farmacista e il farmacista spesso nemmeno capisce.

GioArca67 ha scritto:
jaelec ha scritto:Se il costruttore o il signor Tizio scrive 0,03 A e Caio scrive invece 0,030 A, ciò sta a significare che Tizio ha misurato il suo parametro con maggiore precisione di Caio o semplicemente che non c'è differenza e ognuno fa quello che gli pare?

Non c'è alcuna differenza. Alcuni ritengono che 0,030 sia più comprensibile per indicare 30mA rispetto a 0,03.

Non c'è alcuna necessità di ulteriore precisione, tanto le caratteristiche meccaniche non la consentono: infatti può ritenersi funzionante basta che intervenga ad un qualsiasi valore di corrente differenziale fra 0,015 e 0,03 A nel tempo stabilito.

Ok grazie di tutto.
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