Buona sera, scusate la domanda.
Qualche persona ha povato questi oscillatori con una bobina piatta? Mi servirebbe per scaldare i chiodi arrugginiti in vecchie tavole non accessibili lateralmente e toglierli senza forzare troppo il legno in progetti di restauro.
Io ne ho acquistato uno ma mi è arrivato rotto, lo ho restituito e non ho ancora avuto tempo di riprovare.
Grazie dl tempo che mi dedicate.
Carlo
Oscillatore ZVS un po' deludente.
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Con bobina piatta credo possa funzionare ma per l'uso che ti interessa credo vada anche bene quella cilindrica appoggiata al chiodo con una estremità, immagino non serva una temperatura molto alta.
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BrunoValente
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BrunoValente ha scritto: anche a me ha fatto piacere incrociarti di nuovo, quei mosfet dovrebbero sopportare le condizioni di lavoro, piuttosto provvederei a raffreddarli meglio come nel video.
La riduzione del diametro della bobina fa aumentare la frequenza e forse è per questo che pare funzioni meglio ma sicuramente i mosfet scaldano di più.
Grazie, Bruno. Anche io pensavo che si sarebbe modificata la frequenza, invece stranamente sembra inchiodata sui 100 kHz con entrambi le bobine, sia a vuoto che a pieno carico mettendo il tubo di ferro.
Con la bobina di diametro piu'piccolo, quella fatta con il filo elettrico, il rendimento sembra aumentare perche' all'oscilloscopio avevo quattro Vpp mentre con la bobina originale due Vpp. Misure approssimate perche' ottenute con una spira affiancata alla bobina di oscillazione e collegata all'oscilloscopio.
Dato che come ho detto i miei ATX con 22-25 A si bloccano ho ordinato un nuovo alimentatore da 24 V 40A
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carlopavana ha scritto:Buona sera, scusate la domanda.
Qualche persona ha povato questi oscillatori con una bobina piatta? Mi servirebbe per scaldare i chiodi arrugginiti in vecchie tavole non accessibili lateralmente e toglierli senza forzare troppo il legno in progetti di restauro.
Io ne ho acquistato uno ma mi è arrivato rotto, lo ho restituito e non ho ancora avuto tempo di riprovare.
Grazie dl tempo che mi dedicate.
Carlo
Sono d'accordo con quello che ha detto Bruno Valente: penso che basti posizionare la bobina cilindrica sopre il chiodo. L'accoppiamento non sara' ottimale ma penso che basti un riscaldamento modesto per ottenere lo scopo.
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ginfizz ha scritto:Onestamente non so i piani che circuiteria utilizano
Non ho capito quest'ultima frase, per mio difetto. Se e' importante fammi sapere.
Assolutamente inutile
Il principio è lo stesso, magari ci focaliziamo sul classico oscillatore ZVS (mazzilli like) e con un po' di elettronica extra riesci ad ottenere un circuito migliore.
Miraccomando, prendi anche un po' di capacità da mettere in ingresso alla ZVS. La corrente di spunto è elevata se per caso l'alimentatore si "piega" (cala la tensione), rischi che ti si "inchioda" (oscilla male) e bruci i mosfet.
In alternativa devi predisporre un circuito che tenga spenti i mosfet qualche istante e che se la tensione scende sotto una certa soglia li forza spenti inibendo l'osscilazione
Per esperienza potrebbero rinominare il circuito: "Come bruciare mosfet velocemente"
Mi sembra strano che l'oscillazione non vari al variare dei paramentri LC

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Grazie della risposta, ma sono molto dubbioso.
Nel restauro di mobili, che è un mio secondo lavoro, si incontrano chiodi arrugginiti che si sono saldati col legno, vecchio anche di 150 anni ed oltre, e toglierli ha spesso effetti dirompenti sulle srutture lignee.
Riscaldando il chiodo si ottiene una minore resistenza alla estrazione e il legno si distacca dalla ruggine, ma è essenziale non superare la temperatura di carbonizzazione per non rovinare i manufatti.
Ho fatto prove con un trasformtore per forno a microonde, usando il secondario, ma con risultati assolutamente negativi, praticamente niente.
Qualche risultato si ottiene, ma solo con piccoli e corti chiodi, usando un pirografo a controllo digitale, ma occorre una estrema attenzione per non bruciare la superfice del legno e occorre dosare la temperatura in modo da trasferire il calore dalla capocchia al gambo del chiodo in modo regolare senza mai arroventarlo.
Una volta che il chiodo ha fatto una piccola nicchia nel legno, con un apposito strumento (un estrattore a forcella) il chiodo si ruota ed esce abbastanza bene ed il legno non si danneggia se si agisce con cura e attenzione. Tra le altre cose il chiodo viene quasi sempre recuperato e riusato per mantenere le caratteristiche del manufatto.
Avevo acquistato in dicembre un piccolo ZVS dato che penso non serva una grande potenza, ma mi è arrivato rotto e lo ho restituito. Aveva la bobina in filo pieno e non in tubo e pensavo di costruire una bobina piatta della stessa impedenza (ho un eccellete impedenzimetro) di piccole dimensioni in modo che potesse interessare direttamente un paio di centimetri del chiodo per poi con gradualità trasferire il calore al resto del chiodo ma in modo controllato e regolare, senza mai arrivare ad arroventare la testa del chiodo e la parte vicina alla superfice. Mi sembra che la bobina non si scaldi eccessivamente e non dovrebbe rovinare il legno.
Era una prova da fare per una spesa di qualche decina di euro, e penso di farla nel prossimo mese dato che mi hanno portato alcuni mobili da restaurare.
Se qualche persona ha esperienze da trasferirmi gli sarei grato, comunque qualsiasi esperienza sarà da me trasferita a questo forum.
Saluti a tutti.
Carlo
Nel restauro di mobili, che è un mio secondo lavoro, si incontrano chiodi arrugginiti che si sono saldati col legno, vecchio anche di 150 anni ed oltre, e toglierli ha spesso effetti dirompenti sulle srutture lignee.
Riscaldando il chiodo si ottiene una minore resistenza alla estrazione e il legno si distacca dalla ruggine, ma è essenziale non superare la temperatura di carbonizzazione per non rovinare i manufatti.
Ho fatto prove con un trasformtore per forno a microonde, usando il secondario, ma con risultati assolutamente negativi, praticamente niente.
Qualche risultato si ottiene, ma solo con piccoli e corti chiodi, usando un pirografo a controllo digitale, ma occorre una estrema attenzione per non bruciare la superfice del legno e occorre dosare la temperatura in modo da trasferire il calore dalla capocchia al gambo del chiodo in modo regolare senza mai arroventarlo.
Una volta che il chiodo ha fatto una piccola nicchia nel legno, con un apposito strumento (un estrattore a forcella) il chiodo si ruota ed esce abbastanza bene ed il legno non si danneggia se si agisce con cura e attenzione. Tra le altre cose il chiodo viene quasi sempre recuperato e riusato per mantenere le caratteristiche del manufatto.
Avevo acquistato in dicembre un piccolo ZVS dato che penso non serva una grande potenza, ma mi è arrivato rotto e lo ho restituito. Aveva la bobina in filo pieno e non in tubo e pensavo di costruire una bobina piatta della stessa impedenza (ho un eccellete impedenzimetro) di piccole dimensioni in modo che potesse interessare direttamente un paio di centimetri del chiodo per poi con gradualità trasferire il calore al resto del chiodo ma in modo controllato e regolare, senza mai arrivare ad arroventare la testa del chiodo e la parte vicina alla superfice. Mi sembra che la bobina non si scaldi eccessivamente e non dovrebbe rovinare il legno.
Era una prova da fare per una spesa di qualche decina di euro, e penso di farla nel prossimo mese dato che mi hanno portato alcuni mobili da restaurare.
Se qualche persona ha esperienze da trasferirmi gli sarei grato, comunque qualsiasi esperienza sarà da me trasferita a questo forum.
Saluti a tutti.
Carlo
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carlopavana
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ThEnGi ha scritto:ginfizz ha scritto:Miraccomando, prendi anche un po' di capacità da mettere in ingresso alla ZVS. La corrente di spunto è elevata se per caso l'alimentatore si "piega" (cala la tensione), rischi che ti si "inchioda" (oscilla male) e bruci i mosfet.
In alternativa devi predisporre un circuito che tenga spenti i mosfet qualche istante e che se la tensione scende sotto una certa soglia li forza spenti inibendo l'osscilazione
Per esperienza potrebbero rinominare il circuito: "Come bruciare mosfet velocemente"
Mi sembra strano che l'oscillazione non vari al variare dei paramentri LC![]()
Io ho letto che e' importante che la tensione sia fornita bruscamente e mai gradatamente altrimenti l'oscillatore potrebbe non avviarsi con le conseguenze che hai detto. Per quanto riguarda il calo di tensione io, quando ho provato ad alimentare il circuito con l'alimentatore da banco con purtroppo max 5 A, una volta avviato a 12 V ho poi provato ad abbassare la tensione fino a sei volt e non ci sono stati problemi. Puo' darsi che io sia stato fortunato e che mi abbiano fornito un prodotto con componenti di buona qualita'.
Per quanto riguarda la stabilita' in frequenza ha stupito anche me: sempre periodi da 10 uS fissi. Boh.
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carlopavana ha scritto:Ho fatto prove con un trasformtore per forno a microonde, usando il secondario, ma con risultati assolutamente negativi, praticamente niente.
Anzitutto i trasformatori per forno a microonde funzionano a 50Hz, non a 100KHz, poi non mi è chiaro cosa intendi con "usando il secondario" che mi risulta essere ad alta tensione.
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BrunoValente
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Buon giorno,
So perfettamente che un trasformatore funziona a 50 Hz e che, nel caso di quelli per microonde il secondario fa uscire una tensione a circa 3000 V.
Pensavo che fosse abbastanza noto che nella decorazione del legno a volte si usa una alta tensione per produrre quello che viene chiamata pirografia ad effetto lichtenberg.
Nella mia prova ho tentato di applicare questa tecnica collegando con un puntale il chiodo arrugginito al secondario del trasformatore ma ho ottenuto solo una piccola bruciatura del legno senza effetti sulla possibilità di estrarlo. Per completare le prove ho anche usato un trasformatore per tubi al neon senza avere conforto per la mia necessità.
In queste note ho parlato di chiodi, ma la cosa si complica nel caso di viti che è sempre ottima cosa tentare di recuperare.
Avevo visto in un video che un tizio usava uno ZVS con una bobina piatta, sembrava un guanto,per riscaldare una lamina di acciaio per togliere delle decalcomanie molto tenaci cosi' avevo deciso di provare.
Mi sembra di capire che in merito non ci sia alcuna esperienza.
Se otterrò dei risultati apprezzabili sarà mia cura favi sapere.
Carlo
So perfettamente che un trasformatore funziona a 50 Hz e che, nel caso di quelli per microonde il secondario fa uscire una tensione a circa 3000 V.
Pensavo che fosse abbastanza noto che nella decorazione del legno a volte si usa una alta tensione per produrre quello che viene chiamata pirografia ad effetto lichtenberg.
Nella mia prova ho tentato di applicare questa tecnica collegando con un puntale il chiodo arrugginito al secondario del trasformatore ma ho ottenuto solo una piccola bruciatura del legno senza effetti sulla possibilità di estrarlo. Per completare le prove ho anche usato un trasformatore per tubi al neon senza avere conforto per la mia necessità.
In queste note ho parlato di chiodi, ma la cosa si complica nel caso di viti che è sempre ottima cosa tentare di recuperare.
Avevo visto in un video che un tizio usava uno ZVS con una bobina piatta, sembrava un guanto,per riscaldare una lamina di acciaio per togliere delle decalcomanie molto tenaci cosi' avevo deciso di provare.
Mi sembra di capire che in merito non ci sia alcuna esperienza.
Se otterrò dei risultati apprezzabili sarà mia cura favi sapere.
Carlo
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carlopavana
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Io ho letto che e' importante che la tensione sia fornita bruscamente e mai gradatamente altrimenti
2a volta che non sono poco preciso (la vecchiaia)
Intendenvo una combinazione delle due cose: Elevata capacità in ingresso e avvio ritardato
In pratica carichi prima la capacità quando questa è carica sfrutti "l'elevato spunto" dei condensatori per avviare il circuito senza gravare accessivamente sull'alimentatore.

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