Vorrei stimare l’energia dissipata in un guasto non franco fase-fase che è stato alimentato per un determinato periodo.
Il guasto si è verificato in un sistema TN-S (trasformatore da 160 kVA), alla fine di un cavo FG7OR 4x25 mm2 lungo 350 m. Il cavo, del quale si ignorava l’esistenza, era direttamente interrato e le anime in rame nella parte finale erano scoperte ed annegate nel terreno, molto vicine ma non in contatto tra loro. La guaina era molto calda al tatto (a spanne 60-70 °C) e l’isolante nella zona terminale presentava segni evidenti di surriscaldamento. L’interruttore sotto il quale era derivato, oltre che molto sovradimensionato era evidentemente anche difettoso perché ha continuato ad alimentare il guasto per un tempo indefinito.
Tra lo zero e l’infinito, che valore si può ipotizzare per la resistenza di guasto? Qualcuno sa se esistono dati in letteratura tecnica?
Energia dissipata per guasto fase-fase non interrotto
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Mike
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La domanda è molto complicata e non credo esista una risposta univoca.
Se "pinzavi" il cavo si poteva risalire alla potenza dissipata. Così la vedo dura...
Di quanto era sovradimensionato l'interruttore ?
Si è riuscito a discriminare le fasi interessate o erano tutti e quattro i conduttori ?
Si potrebbe ipotizare la resistenza del cavo come carico
Se dici che la testa era calda vuol dire che la resistenza era maggiormente concentrata li

Se "pinzavi" il cavo si poteva risalire alla potenza dissipata. Così la vedo dura...
Di quanto era sovradimensionato l'interruttore ?
Si è riuscito a discriminare le fasi interessate o erano tutti e quattro i conduttori ?
Si potrebbe ipotizare la resistenza del cavo come carico
Se dici che la testa era calda vuol dire che la resistenza era maggiormente concentrata li

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@ThEngi
L'interruttore era il generale di macchina, In=250 A. Il corto interessava sicuramente due sole fasi, presumibilmente quelle che avevano i terminali nudi più vicini tra loro. Mi ero ripromesso di fare una misura ma poi il cavo è stato rimosso.
L'interruttore era il generale di macchina, In=250 A. Il corto interessava sicuramente due sole fasi, presumibilmente quelle che avevano i terminali nudi più vicini tra loro. Mi ero ripromesso di fare una misura ma poi il cavo è stato rimosso.
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Franco140751
348 1 2 7 - Expert EY

- Messaggi: 436
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Si può stimare il carico con la temperatura del cavo.
Ipotizzando temperatura del terreno di 25°C, cavo bifase 400 V, senza andare a rivedere le formule, l'APP "calcoli elettrici" per un cavo 25 mm² dà:
T= 36°C con carico 20 kW
T= 49°C con carico 30 kW
T= 67°C con carico 40 kW
Ipotizzando temperatura del terreno di 25°C, cavo bifase 400 V, senza andare a rivedere le formule, l'APP "calcoli elettrici" per un cavo 25 mm² dà:
T= 36°C con carico 20 kW
T= 49°C con carico 30 kW
T= 67°C con carico 40 kW
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Franco140751 ha scritto:Il cavo, del quale si ignorava l’esistenza,
Dire che si ignorava l'esistenza di una cavo attestato sotto ad un interruttore....
comunque per me il cavo portava circa 110A ed il ragionamento che facevo in metro partiva dallo stesso presupposto di Goofy sulla base della temperatura della guaina e dell'ambiente: basta prendere le tabelle di portata di un FG7 direttamente interrato, ed è ben possibile che colla guaina a 70°C il conduttore fosse sui 90°C quindi a piena portata.
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Da aggiungere che la mia stima è riferita al cavo interrato, ma
Franco140751 lo ha tastato in aria, non sotto terra.
La stima a spanne della temperatura è problematica e la temperatura varia con il quadrato della corrente: piccoli aumenti per correnti basse, poi si sale rapidamente. Quindi se la temperatura accuratamente misurata
è "molto caldo" ha ragione
GioArca67 e probabilmente la corrente non è molto lontana dalla portata del cavo.
La stima a spanne della temperatura è problematica e la temperatura varia con il quadrato della corrente: piccoli aumenti per correnti basse, poi si sale rapidamente. Quindi se la temperatura accuratamente misurata
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