Ciao David
Anche secondo me il tuo ragionamento fila ma purtroppo non ho notato alcuna variazione, come collego in uscita alla pompa di carica la resistenza (da 1K) la tensione si abbassa fino a 1,6V indipendentemente dalla capacità dei condensatori e dal rapporto tra di loro. Tra l' altro tenendo presente che Valim è 3,4V ed ogni diodo introduce una caduta di poco più di 0,6V (misurati) si può dedurre che il valore della tensione d' uscita e dato esclusivamente da: (Valim-(3x0,6))= 1,6V cioè da Valim.
Questo indica che l' integrato (già ad 1/5 della corrente che dovremo realmente prelevare) non riesce a mantenere carichi i condensatori.
(...) quando collego il carico da 1K la forma d' onda da quadra diventa rettilinea (le creste alte scendono in prossimità di quelle basse). Quando successivamente scollego il carico le creste alte dell' onda quadra ci mettono all' incirca 1 secondo per tornare in posizione "normale". Secondo me anche questo è indice del fatto che la corrente erogata dalle porte non sia sufficiente e quindi i condensatori a caricarsi ci mettono troppo.
OK. Direi che questo è un indizio eloquente. Il tempo "di recupero" esageratamente elevato (1 secondo è semplicemente un'eternità) e la deformazione dei fronti dell'onda quadra non lasciano dubbi: è effettivamente colpa dell'integrato, che non eroga la corrente che dovrebbe.
In effetti sono richiesti impulsi di corrente ripidi e ad alta frequenza, l'incubo di ogni circuito a commutazione

. Pazienza, dobbiamo trovare una soluzione.
Cosa ne pensi ? Forse bisognerebbe prelevare i segnali in uscita dal CD40106 e bufferizzarli ...
Sicuramente bisogna pensare a qualcosa di più "performante" in termini di corrente. Io cercherei piuttosto di mantenere "compatto" l'intero circuito, cercando direttamente un'alternativa al 40106.
Anzi, ti chiedo scusa. Stupidamente non ho controllato il datasheet in merito. Leggo solo ora che il 40106 può erogare correnti molto ridotte, arriva a stento ai 10 mA. Qui parliamo di impulsi, largamente più esigenti.
per chiarezza preciso che la tensione di alimentazione è attualmente prelevata da un alimentatore stabilizzato e il suo valore è di 3,4V.
OK. Siamo ai limiti per i circuiti C-MOS, il datasheet indica un limite inferiore di tensione di 3 V, ma non dovremmo avere problemi a riguardo. L'"elevazione" di tensione avviene, anche se solo a vuoto o con un carico di 10 kohm.
Per ora, se sei d'accordo, possiamo concludere che l'idea del 40106 è molto compatta ed economica, ma può funzionare solo per generare tensioni di riferimento o al massimo per circuiti con consumi veramente ridotti.
Ho in mente tre possibili soluzioni:
1) Usare due CD40106, collegando insieme TUTTI gli inverter interni di ogni integrato, in modo da disporre di due "super-inverter", con i quali realizzare il tutto esattamente com'è adesso. Per costruire l'oscillatore possiamo isolare uno degli inverter, e disporre quindi dei seguenti blocchi: un inverter per l'oscillatore, i cinque inverter rimanenti del primo CD40106 messi tutti in parallelo per generare il primo invertitore, e tutti e 6 gli inverter (sempre in parallelo) del secondo CD40106 che costituiranno il secondo invertitore.
2) Valutare la strada "TTL". Il 7414 è identico al CD40106, ma può erogare correnti più sostanziose (il datasheet indica 20 mA). Siamo comunque "sotto" le richieste del circuito, e se la memoria non mi inganna, non si possono mettere il parallelo le uscite dei circuiti TTL allo scopo di ottenere più corrente. Sto cercando delucidazioni in merito.
3) Cercare un sostituto valido.
Pensavo ad un PIC come generatore di clock, e pilotare mediante il PIC dei driver discreti dall'esterno, risparmiando l'oscillatore. Per quanto riguarda il codice del PIC possiamo pensarci insieme (così è la volta buona che rinfresco la memoria). L'obiettivo è sempre quello di mantenere estremamente compatto e robusto il tutto, in modo da "battere" il convertitore boost.
Il problema diventa: che driver possiamo utilizzare? Usando dei MOSFET discreti dobbiamo fare i conti con la tensione di soglia, e lavorando a 3,4 V è un problema. Dovremo alimentare il tutto con i 5 V già stabilizzati (provenienti dall'uscita del convertitore), una volta innescato il ciclo non dovremmo avere problemi di "cali" sulla tensione stabilizzata.
L'alternativa potrebbe essere un driver a BJT.
Per ora possiamo anche usare il 40106 come "generatore di clock", realizzando solamente i driver aggiuntivi.
Mi passa per la testa anche un finalino audio a bassa tensione. Il TDA2822 (finale di potenza audio), ad esempio, può lavorare fino alla tensione minima di 1.8 V, ed erogare una corrente di picco di 1 A all'uscita.
Un'ultima alternativa che mi viene in mente è il 555. Il datasheet indica una corrente massima di 200 mA all'uscita, largamente superiore a quella del 40106. Potremmo usare un 556, che contiene due 555; ne useremmo uno come oscillatore e driver, e l'altro come semplice inverter/buffer.
Quando ci sono troppe idee che saltano per la testa non è un buon segno...
Che ne dici?

Alberto.