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Vecchio Impianto Gruppo 1
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Mike
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Salve mi trovo a fare dei controlli in una casa di riposo, un ambiente è adibito a degenza, infermeria, nel lontano 1989. L' impianto sarebbe anche fatto molto bene se non fosse per la mancanza del nodo equipotenziale. Come devo comportarmi? ripeto l'impianto è antecedente al 90,ma ha: impianto di terra, fili antifiamma, impianti separati, differenziali, ripeto l'impianto è fatto bene, ma..
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elettroigor
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sono il tecnico che deve occuparsi delle verifiche periodiche, come interno.
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elettroigor
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elettroigor ha scritto:sono il tecnico che deve occuparsi delle verifiche periodiche, come interno.
E allora devi solo verificare che l'impianto esistente mantenga i requisiti di sicurezza previsti.
Diverso era se eri incaricato di fare una valutazione del rischio, in quel caso dovevi segnalare che la norma tecnica attuale, che rappresenta la regola dell'arte, prescrive dei provvedimenti da adottare per ridurre il rischio dai contatti indiretti negli ambienti medici.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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quindi dovrei controllare comunque la presenza dei collegamenti equipotenziali misurare le masse non collegate, a al limite consigliare di specificare bene la zona paziente?
E in caso cosa dovrei aspettarmi nel momento in cui arriverà l'ente di verifica?
Grazie per la pazienza
E in caso cosa dovrei aspettarmi nel momento in cui arriverà l'ente di verifica?
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elettroigor
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Stavo cercando informazioni della 64-4 forse norma di riferimento per il periodo della costruzione di questo impianto, e non mi sembra di trovare nulla che si riferisce alle degenze ma solo agli ambulatori.
-La valutazione del rischio elettrico potrebbe far si che ci sia il bisogno di adeguare l'impianto alla 64/8.
-La destinazione del locale è decisa da progettista in collaborazione con la direzione medica, in questo caso
chi fa la valutazione del rischio?
-Ho trovato una tabella che riassume la differenza fra le due norme, e da quanto vedo le camere di degenza
erano considerate locali ordinari, l'unica accortezza era quella della protezione contro i contatti indiretti
che portava la tensione di contatto da 50 a 25V.
Ora rispettando tutte le prescrizioni del 64-4 e non cambiando destinazione d'uso al locale dovrebbero essere considerati a "norma" .
Giusto?
-La valutazione del rischio elettrico potrebbe far si che ci sia il bisogno di adeguare l'impianto alla 64/8.
-La destinazione del locale è decisa da progettista in collaborazione con la direzione medica, in questo caso
chi fa la valutazione del rischio?
-Ho trovato una tabella che riassume la differenza fra le due norme, e da quanto vedo le camere di degenza
erano considerate locali ordinari, l'unica accortezza era quella della protezione contro i contatti indiretti
che portava la tensione di contatto da 50 a 25V.
Ora rispettando tutte le prescrizioni del 64-4 e non cambiando destinazione d'uso al locale dovrebbero essere considerati a "norma" .
Giusto?
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elettroigor
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elettroigor ha scritto:Ora rispettando tutte le prescrizioni del 64-4 e non cambiando destinazione d'uso al locale dovrebbero essere considerati a "norma" .
Giusto?
L'impianto elettrico realizzato e dichiarato a regola d'arte in base al panorama legislativo e normativo vigente all'epoca, opportunamente documentato (documentazione finale d'impianto), tenuto in perfetto stato di manutenzione e utilizzato secondo le condizioni di progetto, rimane a regola d'arte.
Nei luoghi di lavoro, il datore di lavoro è responsabile della valutazione del rischio e di adottare tutte le soluzioni che permettono di ridurre i rischi.
Nel caso specifico, trattandosi di camere di degenza classificabile come gruppo 0, non è necessario il nodo equipotenziale nemmeno con la norma attuale, l'unico requisito è il dimezzamento della tensione di contatto a 25V.
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Mike
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Quindi con destinazione d'uso fedele alla iniziale e rispetto della 64-4, posso tranquillamente redigere i miei registri di controllo. lampade, tempi intervento interruttori ecc. e controllare semplicemente la continuità dell' impianto di terra.
OK grazie.
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elettroigor
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Mi ero fatto sviare dal "Gruppo 1" del titolo, senza notare che l'impianto è del 1989.
Sono andato per curiosità a sbirciare su TNE che tratta la questione nel numero 5/1988: all'epoca non c'erano i gruppi 0-1-2 ma i tipi A o B.
- Per le camere di degenza e locali di tipo B era richiesto il nodo equipotenziale oppure l'anello equipotenziale.
- Non serviva né l'uno né l'altro se il locale era protetto da interruttore differenziale da 30 mA.
L'articolo dice che la tensione di contatto era ridotta da 50 V a 25 V per gli impianti TT, non menziona i TN.
Sono andato per curiosità a sbirciare su TNE che tratta la questione nel numero 5/1988: all'epoca non c'erano i gruppi 0-1-2 ma i tipi A o B.
- Per le camere di degenza e locali di tipo B era richiesto il nodo equipotenziale oppure l'anello equipotenziale.
- Non serviva né l'uno né l'altro se il locale era protetto da interruttore differenziale da 30 mA.
L'articolo dice che la tensione di contatto era ridotta da 50 V a 25 V per gli impianti TT, non menziona i TN.
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