Quella soluzione l'avevo pensata anch'io ma in attesa di qualche parere l'ho accantonata per il timore di un aumento eccessivo della resistenza. In pratica potrei anche fare una prova perché di Schottky ne ho diversi. Dovrei verificare le caratteristiche dei miei diodi e se sono adatti vedere come si comporta la regolazione di corrente. Devo anche trovare un modo per dissiparli che non mi costringa ad allungare troppo i collegamenti volanti. L'ideale sarebbe metterli "schiena contro schiena" con in mezzo il dissipatore". Credo comunque che per questa funzione il diodo a bullone sia comunque l'ideale.
@
Per la ristrutturazione della PCB così va meglio, ma devo guardare senza fretta. Per i finali dipende da un paio di variabili; il tipo di dissipatore e il tipo di collegamento ai BJT; se singolo verso un'unica PCB che li colleghi mediante piste oppure multiplo, un collegamento per ogni finale. Per il limitatore di spunto, devo dirti che la tua soluzione mi piace pochino. Nel mio dispositivo, essendo trascorso qualche anno, mi ero convinto di avere inserito la resistenza sul secondario mentre controllando il dispositivo ho constatato di averla collocata sul primario, dove scorre meno corrente. In effetti sul primario è più efficace perché oltre a limitare lo spunto sui condensatori, limita anche lo spunto del trasformatore. Nel mio caso non sono stato troppo tecnologico, anzi, direi piuttosto "ruspante"
@
Che tra il "funziona" e il "ben progettato" ci sia differenza non lo metto e non l'ho messo in dubbio. Ho soltanto inteso non demonizzare certe soluzioni che "sono obiezioni reali ma si tratta di elementi del tutto teorici e tutto sommato trascurabili nelle applicazioni pratiche" nonché sul piano economico. Non dubito nemmeno che potresti girarmi dozzine di note tecniche dove sconsigliano il parallelo brutale dei diodi. Non servirebbe le conosco anch'io. Sicuramente, molti, alla domanda se è possibile usare diodi in parallelo, risponderebbero, scandalizzati, che è impossibile, è una pessima idea, è una assurdità, ecc. Forse, inserendo una resistenza in serie ad ogni diodo la cosa potrbbe essere discussa, ma resterebbe sempre un'idea bizzarra.
Al contrario, se avessi il tempo di cercarle, dato che non ricordo dove le ho archiviate, potrei postare diversi esempi fotografici di diodi in parallelo che sarebbero più che sufficienti per dimostrare una certa divergenza tra teoria e pratica anche in ambito industriale. La dissipazione del calore di più package in parallelo consente una riduzione della temperatura rispetto ad un unico package. Come ho già accennato, con il parallelo di due diodi, le resistenze termiche tra giunzione e dissipatore si trovano anch'esse in parallelo e vengono più o meno dimezzate per condivisione. Insomma, ognuno faccia come crede ma per non farla troppo lunga aggiungo: Il bello dell'analogica è che ammette il compromesso e certe soluzioni si adattano dignitosamente.

Elettrotecnica e non solo (admin)
Un gatto tra gli elettroni (IsidoroKZ)
Esperienza e simulazioni (g.schgor)
Moleskine di un idraulico (RenzoDF)
Il Blog di ElectroYou (webmaster)
Idee microcontrollate (TardoFreak)
PICcoli grandi PICMicro (Paolino)
Il blog elettrico di carloc (carloc)
DirtEYblooog (dirtydeeds)
Di tutto... un po' (jordan20)
AK47 (lillo)
Esperienze elettroniche (marco438)
Telecomunicazioni musicali (clavicordo)
Automazione ed Elettronica (gustavo)
Direttive per la sicurezza (ErnestoCappelletti)
EYnfo dall'Alaska (mir)
Apriamo il quadro! (attilio)
H7-25 (asdf)
Passione Elettrica (massimob)
Elettroni a spasso (guidob)
Bloguerra (guerra)









