Se supponiamo di avere un MOSFET super figo, quindi ideale a tal punto da avere tensione di soglia nulla e guadagno di transconduttanza infinito: allora il circuito idealmente fa in modo di equalizzare la tensione
del partitore con quella di source 
Ovviamente questo succede solo nel mondo ideale, perché nella realtà il MOS non sarà assolutamente così performante per ogni punto di lavoro e il guadagno d'anello finito che ne deriva farà sì che le due tensioni differiscano un po'.
Tuttavia se teniamo per buona questa approssimazione otteniamo che la caduta su
sarà
, dove
è il parallelo tra
e
.Se sviluppi i conti, e sapendo che
(ossia che la corrente di ingresso passa tutta per il MOS, supponendo le resistenze in basso molto grandi), ottieni che 
che è la formula dell'impedenza nel caso ideale.
In questa formula, come dice
, ossia non c'è solo
, ma anche un contributo aggiuntivo dovuto a
stessa moltiplicata per il rapporto tra
ed
, che evidentemente se lo becca il MOSFET visto che è l'unico componente che può sorbirsi questo surplus di potenza. Ovviamente possiamo giungere a questa conclusione perché sappiamo come funziona un MOS, ma a rigor di logica il bilanciamento di potenze con l'impedenza equivalente non ci dà informazioni su chi fa cosa:
è facile estrapolarla dalla formula, ma l'altra parte con il rapporto
è un po' meno immediata da attribuire ad un componente preciso.Se vuoi vederla in un altro modo immaginatela così: visto che siamo ideali, la tensione su
viene riportata dal nostro MOSFET figo esattamente identica su
. Ora qui avviene quello che succede per gli OPAMP con il corto circuito virtuale: se la tensione è fissata dalla retroazione e la corrente di gate è nulla,
ed
sono attraversate dalla stessa corrente, quindi la tensione sul drain del MOS è
quella di partenza, che ricorda molto quello che si ricava ad esempio per un amplificatore non invertente.Quindi ora puoi vedere che l'aumento della tensione su
induce anche un aumento della tensione di drain del MOS, e questo significa che non aumenta solo la dissipazione sulla resistenza stessa, ma anche quella sul MOSFET dal momento che il circuito in retroazione fa crescere linearmente la sua tensione di drain.
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. Se lo vediamo come un partitore di impedenze,
è l'ingresso e
l'uscita, quindi la fdt ingresso->uscita sarà:

e
. La tensione 
e
si sommano sì sul nodo successivo, ma tra loro sono completamente indipendenti perché le sto forzando entrambe con la stessa tensione, per cui sono tenute a non disturbarsi a vicenda.
, riottengo la classica formula del giratore




