Grazie ragazzi, è molto bello vedere che la discussione attira il vostro interesse e vi spinge a proporre delle soluzioni
Lo schema proposto da Bruno è interessante, ma purtroppo devo ammettere che la mia esperienza nel campo "convertitori" è alquanto limitata. A dir la verità non mai dovuto lavorare con induttanze o con trasformatori ad alta frequenza
Volevo poi commentare le foto di David. In particolar modo l'ultima è molto interessante, e fornisce non poche "chiavi" per giungere ad una soluzione. La commento:

Notiamo innanzitutto alcune cose (attenzione, le misure sono arrotondate per comodità):
1) La tensione sul condensatore C2 presenta un'ondulazione, da un minimo di 1 V ad un massimo di 2.5 V. E' evidente come nel punto Vmax=2.5 V la fase di carica non sia completa (dall'operazionale stanno uscendo ancora 40 mA!), ma ciononostante l'andamento della tensione è abbastanza "piatto". Infatti, la tensione al termine della fase di carica potrà raggiungere un valore massimo stimabile come:
, indicando con
la caduta di 0.6V sul diodo D1, e
il valore della tensione "bassa" in uscita dall'operazionale, che possiamo stimare attorno ai 0.3V.Il bilancio di queste tensioni ci obbliga a sostituire gli 1N4148 (presumo che David abbia usato questi diodi) con dei diodi schottky.
2) L'ondulazione della tensione su C2 è decisamente eccessiva. La fase di scarica è molto penalizzante: si nota come C2 si scarichi quasi completamente; poiché C2 = C4, la tensione ai capi di C2 risulta praticamente dimezzata, a causa del trasferimento di carica verso C4. Questa è la motivazione che spinge a porre C2 >> C4.
Dal punto di vista "pratico" questo si traduce in una scelta definitiva per C4; in base al valore scelto per C4 si dimensionerà quindi C2. Aumentando la capacità C2 si ottiene un maggiore trasferimento di carica verso C4, mantenendo al tempo stesso una tensione più alta a fine scarica (ossia alla fine dell'intervallo T4), che si traduce chiaramente in una tensione più alta all'uscita.
3) L'andamento delle correnti mostra un dettaglio molto interessante. Osservando l'andamento della tensione su C2, si nota come esso "assomigli" ad un esponenziale inverso, ma al tempo stesso presenti un andamento praticamente lineare all'inizio della fase di carica e della fase di scarica (intervalli T1 e T3). L'andamento lineare della tensione ci dice che in tali intervalli la corrente erogata dall'operazionale è costante. In altre parole, siamo in condizione di pieno slew rate (la pendenza è indicata in rosa). Osserviamo infatti l'andamento della corrente: negli intervalli T1 e T3 essa descrive con buona approssiazione un rettangolo (ho indicato in rosa il rettangolo di carica, in verde il rettangolo di scarica), pur conservando una leggera asimmetria (dovuta al fatto che durante la fase di scarica si alimenta anche il carico, e quindi la corrente richiesta è leggermente superiore... ecco il motivo dei 40 mA residui alla fine di T4). Questa approssimazione può essere usata per stimare con buona precisione l'andamento della tensione su C2... Basta calcolare l'area del rettangolo, e scalarla per il valore di C2; se riusciamo a far lavorare l'operazionale continuamente in slew rate abbiamo una grande semplificazione "nei calcoli".
Notiamo al tempo stesso che la corrente fornita dall'operazionale raggiunge il valore di ben 150 mA sia in fase di carica che in fase di scarica. Questo significa che possiamo caricare condensatori ben più grossi, e che il limite più grande alla loro carica completa non deriva dalla corrente fornita dall'operazionale, bensì dai limiti di tensione massima offerti dal diodo e dal "rail" effettivo dell'operazionale.
Alla luce di queste considerazioni, io modificherei il circuito come segue:
C2 = 100 uF
C4 = 10 uF
Diodi: sostituire tutti i diodi con schottky (ad es. 1N5819).
Carico: solita resistenza da 100 ohm.
Frequenza: manteniamo per ora 1,5 kHz, in modo da effettuare delle misurazioni nelle stesse condizioni delle precedenti.
In questo modo dovremmo riuscire a diminuire l'ondulazione di tensione su C2, "tirando" maggiormente l'operazionale, che si trova a lavorare di fatto come generatore di corrente, in perenne fase di slew rate.
Per quanto riguarda il filtraggio e la regolazione della tensione d'uscita, io proporrei di valutare l'effettivo andamento della tensione dopo aver modificato il circuito (magari possiamo salire ancora con i valori delle capacità), ed eventualmente discutere nuovamente l'idea del 7805. Filtrando la tensione in uscita dalla pompa di carica con un filtro LC e regolandola banalmente con un diodo zener, possiamo accontentarci anche di tensioni più basse, e non inseguire necessariamente i 7 V di tensione minima.

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