Cerco MOSFET can. N - 1000v e qualche A con modello LTSpice
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Be', prima di tutto, assicuratevi di vivere nella realta' e non in una simulazione come ne "il tredicesimo piano" o altri film simili, poi se ne riparla 
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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IsidoroKZ ha scritto:Non mi preoccuperei più di tanto, a meno che uno non voglia giocare a rendere la simulazione identica alla realtà, ma è una perdita di tempo nonché un'azione concettualmente sbagliata!
elfo ha scritto:Sono sempre stato sicuro che, in caso di discrepanza tra simulazione e realta', fosse la realta' a dover essere corretta!
Etemenanki ha scritto:Be', prima di tutto, assicuratevi di vivere nella realta' e non in una simulazione come ne "il tredicesimo piano" o altri film simili, poi se ne riparla
Prendendo spunto dai concetti di realtà e simulazione, scrivo una mia brevissima considerazione personale, frutto di superficiali letture serali. E' un argomento a me caro; quando posso ne discuto.
Che cos'è la realtà? Non voglio discuterne:
Possiamo spendere, però, due parole sul sistema reale, cioè la nostra sorgente di dati osservativi.
Da ciò che noi, anche intuitivamente, chiamiamo realtà, isoliamo un pezzo più o meno esteso. In questo modo la realtà è divisa in due insiemi: il sistema reale e il suo ambiente. Si parla di dati grezzi, ma questi non esistono. I dati osservativi raccolti sono infatti frutto di una prima manipolazione umana, l'identificazione del sistema reale e dell'ambiente. E' una fase obbligatoria. Le nostre limitate capacità cognitive e operative ci obbligano a isolare una porzione del nostro mondo per poterlo studiare. Badate bene, studiare e non misurare in ogni suo singolo aspetto. Esistono infatti le variabili non-osservabili utili sì alla descrizione interna del sistema reale, ma impossibili da misurare. Fra le variabili osservabili, invece, dobbiamo distinguere le variabili di ingresso e di uscita. Ancora non abbiamo montato un bel nulla e guardate bene quante manipolazioni stiamo introducendo nella "nostra realtà".
Andiamo avanti e superiamo a sinistra l'incidente "causa-effetto" determinato da questa suddivisione delle variabili osservabili.
Non siamo in grado nemmeno di riconoscere tutte le variabili osservabili, pertanto lavoriamo solo su un loro sottoinsieme ben definito. Inoltre, non tutte le variabili osservabili di questo sottoinsieme sono di fatto misurate (magari perché non ci interessano, non abbiamo l'attrezzatura idonea e così via). Abbiamo quindi un ulteriore sottoinsieme di variabili osservabili effettivamente osservate e che sono la sorgente vera e propria dei nostri dati osservativi. Quante manipolazione abbiamo fatto sulla nostra realtà? Possiamo ancora parlare di dati grezzi? Anche senza considerare la non idealità del processo di misurazione (qui potremmo aprire una seconda parentesi enorme sul concetto di valore vero e sulla sua inesistenza anche a livello concettuale ideale, ma lasciamo perdere).
Possiamo parlare di realtà? No, possiamo parlare di sistema reale identificato con le traiettorie descritte dagli ingressi e dalle uscite osservabili. Ma di fatto non potremmo parlare nemmeno di sistema reale dato che ne abbiamo misurato solo un sottoinsieme di variabili osservabili. Al più possiamo parlare di quadro sperimentale associato a uno o più dei possibili comportamenti del nostro sistema reale.
Sulla base del quadro sperimentale impostato, lo scopo della simulazione (altra spiegazione non fornita e prendiamo questo concetto nel suo significato intuitivo) potrebbe essere quello di capire su quali variabili osservate agire per modificare un comportamento ben preciso del nostro sistema reale immerso nel suo ambiente (la realtà?).
Questo significa che possiamo costruire più modelli per uno stesso sistema reale, uno per ciascun quadro sperimentale possibile.
Ecco perché è necessario fare attenzione all'uso dei modelli. Ecco perché non possiamo costruire un modello della realtà. E ancora, ecco perché
Per usare proficuamente un simulatore, bisogna sapere molta piùelettronicascienza di lui
E concludo con un pensiero di Eugene Paul Wigner, di ben più ampio respiro.
Se costruissimo una teoria su fenomeni che trascuriamo e trascurassimo invece alcuni dei fenomeni che ora attirano la nostra attenzione, non arriveremmo forse a un'altra teoria che, pur avendo poco a che fare con la precedente, spieghi altrettanti fenomeni di questa?
Probabilmente questa domanda rimarrà senza risposta.
Il Conte di Montecristo
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
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EdmondDantes
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Non mi sono mai addentrato in ragionamenti atti a scavare così a fondo sull'argomento
in ogni caso, per me è sempre stato che una (unica) realtà di fatto non esiste
Ne esistono tante quante sono gli osservatori, ognuno ne genera una di propria
Io l'ho sempre pensata così la ..... realtà
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Rashomon
Franco
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Kagliostro
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Una storia semplice, di Leonardo Sciascia.
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EdmondDantes
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C.V.D.
https://www.galileonet.it/materia-magnifica-illusione-festival-mente-sarzana-guido-tonelli-libro/
Tanto per restare in tema, non con il titolo del thread quanto con gli ultimi post
K
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Kagliostro
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Capisco il taglio divulgativo dell'articolo, ma parlare di massa, materia ed energia alla maniera di Galilei e Newton non posso accettarlo.
O sono io che non ho capito nulla, molto probabilmente.
Comunque non è un argomento nuovo.
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EdmondDantes
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