Andrea96 ha scritto:Nessun problema, solo che non è definitivo in quanto già alcuni valori ho visto che devono essere cambiati dalle le prove che ho fatto.
Lo schema, per essere agli inizi, non è male
Tenere i blocchi circuitali separati aiuta a capire che funzione hanno i vari "cluster" di componenti.
Lodevole anche il non aver usato la tecnica degli spaghetti (dove tutto è interconnesso con linee, rendendo lo schema illeggibile).
Ci sono un paio di cose che farei diversamente (per esempio la direzione di U3.1: ingressi a sinistra, uscite a destra, nella direzione in cui si è abituati a leggere), ma sono questioni di gusto, nulla di critico.
Vedo bene che il tuo guard è flottante?
Il guard va pilotato da una sorgente a bassa impedenza.
Tre consigli per l'ingresso analogico:
- deriva il guard direttamente dall'ingresso invertente dell'op-amp (in modo che venga pilotato attivamente dall'uscita). Nel tuo caso però c'è di mezzo un resistore da 10k. Personalmente lì ci metterei un semplice voltage follower, se però vuoi guadagno, riduci il valore dei resistori (mantenendo il rapporto invariato), ci guadagni anche in rumore. Il limite è quanta corrente puoi richiedere all'op-amp, nel tuo caso 10 mA in uscita sono ragionevoli. È però anche vero che così aumenti il consumo e la batteria dura meno. Come sempre bisogna trovare un compromesso
- aggiungi un passa-basso RC abbastanza aggressivo in uscita all'op-amp. Dimensiona il resistore in modo che l'op-amp non veda un carico prevalentemente capacitivo. Ti aiuta a ridurre l'effetto "antenna" che una sonda pH inevitabilmente ha.
- il sistema di riferimento dell'elettrodo a combinazione è elettricamente collegato al liquido che misuri (non è specificato, ma quasi sicuramente si tratta di un elettrodo Ag/AgCl con diaframma poroso). Vuol dire che nel tuo schema U3.2 pilota tutta la soluzione (o almeno ci prova). Una soluzione piú robusta è l'uso di un buffer identico a quello per l'ingresso pH anche per l'ingresso di riferimento. A questo punto hai un segnale differenziale. Non so se l'STM32 lo supporta. Altrimenti devi mettere un amplificatore differenziale al quale aggiungerai un po' di gain a dipendenza delle necessità di interfacciamento. A dipendenza del sistema di misura (altri sensori, tipo di contenitore, tipo di liquido...) può aiutare anche un cosiddetto "solution ground" che porta la soluzione allo stesso potenziale di riferimento del circuito.
Ok, la valuterò, dipenderà molto dal prezzo a dire il vero.
Se resti a 2 layer, metti il ground sul bottom layer. Questo diventa sacro: non ci metti nessuna, ripeto, nessuna altra traccia.
Sul top layer puoi mettere un anello di 5 mm attorno a tutto il perimetro che usi per distribuire l'alimentazione. Dove serve, tira una traccia diritta e spessa dall'anello perimetrale al pin di alimentazione e abbonda con i condensatori di disaccoppiamento nelle sue vicinanze.
Nello spazio interno che si rimane ti diverti cercando di fare tutti i collegamenti restanti senza incroci
Se ci riesci bene, altrimenti ti arrabbi, imprechi, passi a 4 layer e ti chiedi perché non l'hai fatto dall'inizio.
SW2 è un pulsante meccanico che cortocircuita il BNC (pH- con pH+) e lo uso, assieme al trimmer R3, per calibrare l'operazionale. In poche parole mi serve per centrare l'elettrodo di riferimento a 1.25V che amplificati diventano 2.5V, ovvero la metà del rail dell'operazionale.
Se fai come ho descritto sopra (misura differenziale), questo stratagemma non ti serve.
Se vuoi continuare su questa strada, ti consiglio di staccare la sonda durante la calibrazione. Se cortocircuiti un elettrodo pH, ci può mettere anche una ventina di minuti a tornare ad uno stato in cui misura correttamente.
Restando in tema: sai come si maneggia un sensore pH? Devi assicurarti che membrana e diaframma non si asciughino mai. Quando non in uso, devi riporlo in modo che sia membrana che diaframma siano immersi in una soluzione ad alto contenuto ionico, che però non "avveleni" il sistema di riferimento, tipicamente cloruro di potassio in concentrazione 3M.
Per certi tipi di soluzione servono accorgimenti particolari. Puoi dire in che liquido vuoi misurare?
Sai anche che un sensore pH inesorabilmente si deteriora? Non è un acquisto una tantum. Dovrai sostituirlo ad intervalli regolari (che dipendono dalle tue condizioni di uso).
Conosci l'equazione di Nernst? È da lì che derivano i canonici -59 mV per unità pH.
Se però ci dai un'occhiata ti accorgi che questo valore dipende parecchio dalla temperatura. Non vedo un ingresso per un sensore di temperatura (che deve essere preciso!). Hai la temperatura della soluzione sotto controllo?
Mi piacerebbe imparare, ci sono libri o corsi che mi suggeriresti? Oppure si impara per lo più con la pratica e chiedendo nei forum?
Probabilmente ci sono libri (che non conosco), ma secondo me si impara meglio (e soprattutto ci si ricorda di quanto imparato) facendo learning-by-doing.
Inizia dai datasheets, application notes e reference designs dei produttori di IC. Spesso c'è una sezione che spiega come va fatto il layout.
E poi reviews. Si impara tantissimo chiedendo ad un collega di dare un'occhiata al proprio lavoro.
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