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Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Progettazione, esercizio, manutenzione, sicurezza, leggi, normative...

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[21] Re: Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 11 ott 2023, 22:54

GioArca67 ha scritto:Non era un riferimento specifico, ma un modo di dire generico. Scusa se è potuto sembrare rude (...)
non urta la mia sensibilità, è un'osservazione che mi permetto di fare nell'interesse del forum.

GioArca67 ha scritto:(...) comunque il 1117-quater fa riferimento alla modifica della destinazione d'uso (...)
se un impianto dedicato all'illuminazione a seguito di modifiche viene utilizzato per alimentare delle utenze in modo occasionale o continuativo, a mio parere si tratta di una modifica della destinazione d'uso; resta un impianto elettrico ma fa anche altro rispetto alla destinazione originaria(solo illuminazione).
Inoltre, nel caso, siamo(saremmo) in presenza di modifiche fatte in omissione di qual si voglia comunicazione al fine, probabilmente, anche di attingere energia elettrica senza farsi carico degli oneri.

Gli esempi che ancora proponi sono a mio avviso un'altra volta fuori luogo.
L'Art.1102 non legittima interventi sulle parti comuni a proprio piacimento(come sull'impiantistica da te menzionata): dello stato ed eventuali variazioni o manipolazioni ne risponde l'amministratore ai condòmini(assemblea condominiale) e non sono consentite manipolazioni e interventi a discrezione e nulla conta che uno li faccia a proprie spese.
In generale dovrebbe essere facile immaginare le conseguenze di comportamenti del genere, senza considerare poi gli aspetti relativi alla sicurezza.

Saluti
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[22] Re: Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 12 ott 2023, 9:29

Io concordo che te, e fin da subito l'ho scritto, che il fatto è illecito, però non perché modifica la cosa comune, ma perché ruba energia elettrica.
È un fatto penale e non civile.
Se il condomino avesse messo un contatore a defalco e quindi comunicasse la lettura all'amministratore per il prelievo maggiore... nulla quaestio.
Se però così facendo impedisce l'uso della cosa comune perché ad es. quando si accendono alcune luci poi scatta l'interruttore automatico allora c'è un problema.
Così è più chiaro?
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[23] Re: Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 12 ott 2023, 16:51

Abbiamo punti di vista differenti ed il tuo, a mio avviso, si basa sulla forzatura dell'Art.1102.
Mi pare non contempli il fatto che in un contesto abitativo come quello in discussione non sia possibile per ognuno agire come gli pare, ignorando i presupposti che invece dovrebbero o potrebbero avallare una modifica.

Prima di eseguire una modifica(che l'autorimessa sia sottoposta a CPI o meno) sulla parte comune, l'interessato dovrebbe confrontarsi con l'amministratore.
Il condòmino che modifica a suo piacimento l'impianto all'interno del proprio box ignora lo stato dell'arte dell'impianto di distribuzione quindi non è in grado di valutare le conseguenze.
Ma anche se conosce l'impianto(più che raro) e sa quello che fa(ma lo sa lui) non si vede per quale motivo gli altri proprietari dovrebbero compiere atto di fede sull'operato della persona che agisce su parte comune senza informare l'amministratore.
Poi, magari, a modificare l'impianto nel box sono più di uno, direi diversi, ognuno attacca un freezer e poi vediamo cosa succede(tralasciamo pure la questione del furto d'energia).
Le cose non sono così semplici e se l'Art.1102 mi consente di mettere a dimora il basilico nel giardino comune non significa che posso agire in ogni dove come se mettessi giù una piantina aromatica.
Questo, dal mio punto di vista.

Saluti
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[24] Re: Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Messaggioda Foto UtenteEtemenanki » 12 ott 2023, 21:19

Mi permetto solo una considerazione personale, dovuta alla perplessita'.

Io non vivo in un condominio, ma conosco molte persone che ci vivono, e nei loro condomini non ho MAI visto una linea comune di illuminazione che arrivasse dentro i singoli box ... in tutti c'era una qualche linea di illuminazione comune, ma serviva appunto solo spazi comuni, scale, accessi, rampe, passaggi esterni ai box, ma poi all'interno di tutti i box, l'illuminazione era allacciata ai relativi contatori personali.

Sono un po perplesso dal fatto che in quel condominio l'illuminazione condivisa sia posta in essere in modo che i singoli inquilini abbiano una qualsiasi possibilita' di collegarci "di nascosto" altre utenze, ho sempre pensato che si facesse di tutto proprio per impedirlo.
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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[25] Re: Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 12 ott 2023, 21:54

Nel mio condominio ci sono, bruttissima prassi, dovuta a voler risparmiare. Ci sono però i contatori a defalco, quindi dovrebbe essere tutto conteggiato.
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[26] Re: Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Messaggioda Foto UtenteFranco012 » 12 ott 2023, 22:17

Etemenanki ha scritto:Sono un po perplesso dal fatto che in quel condominio l'illuminazione condivisa sia posta in essere in modo che i singoli inquilini abbiano una qualsiasi possibilita' di collegarci "di nascosto" altre utenze, ho sempre pensato che si facesse di tutto proprio per impedirlo.

Non è certo un caso isolato. Nel condominio dove abito (costruito negli anni 90) ci sono ben 6 palazzine da 6 appartamenti ciascuna, e in ogni palazzina i box adibiti a cantina avevano tutti l'alimentazione derivata dal contatore servizi condomiale. Con il tempo, alcuni hanno cominciato a mettere una presa all'interno del box, per collegarci saltuariamente qualche elettrodomestico (es. aspirapolvere per pulire l'auto), poi qualcuno ha installato permanentemente il congelatore, addirittura uno ha installato una specie di officina.
A questo punto, i condòmini hanno protestato con l'amministratore, e la soluzione è stata (in questo caso) semplice: una ditta incaricata dall'amministratore ha modificato l'impianto originale, prevedendo l'alimentazione elettrica di ciascun box direttamente dal contatore del proprietario del box, con interposizione di un interruttore magnetotermico differenziale posto subito dopo il contatore. Non ci è nemmeno costato molto, per il fatto che sono stati utilizzati i tubi corrugati esistenti (anche se penso che i fili ci siano stati un po' strettini) e i box sono situati vicino ai rispettivi locali contatori.

P.S.
In compenso, il progettista dell'impianto idraulico per la fornitura dell'acqua in emergenza (composto da serbatoio condominiale, autoclave con doppio motore elettrico, ecc.) ha previsto la contabilizzazione dell'acqua per ciascuna utenza, con contatori ausiliari che misurano l'acqua consumata da ciascun utente nei casi in cui manca l'acqua dell'acquedotto comunale. Inutile precisare che di tale contabilizzazione non gliene frega niente a nessuno, e l'amministratore stesso a fine anno suddivide la spesa in maniera uguale fra tutti i condòmini (parliamo di circa 3 euro all'anno).
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[27] Re: Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Messaggioda Foto Utentegianniniivo » 13 ott 2023, 2:07

Purtroppo o per fortuna “le cose non sono così semplici”.

Facendo seguito gli interventi ben indirizzati di Walter, vediamo d’individuare gli aspetti fondamentali, qualora qualcuno mancasse.

Il caso, come ampiamente riconosciuto anche da un orientamento costante e maggioritario della Giurisprudenza, concerne la violazione delle parti comuni e si realizza ogni volta che viene posta in essere una manomissione, proprio come capita per il collegamento irregolare alla corrente elettrica condominiale, da cui consegue inevitabilmente una variazione della destinazione d’uso, sia dell’impianto fisico, sia del bene mobile che l’impianto trasporta, oltre ad un'alterazione in senso lato dell'impianto, con possibili danni connessi allo stesso.

Nel caso di specie, poi, non vi è neppure certezza che l’allacciamento consentirebbe ad altri condomini di fare altrettanto. L’estensione “tout court” al privato, potrebbe comportare il sovraccarico o la compromissione dell’impianto a monte, non essendo noto né prevedibile il carico applicato dalla o dalle utenze private rispetto al dimensionamento originale dell’impianto condominiale e che potrebbe richiedere una riprogettazione.

I costi per l’eventuale riprogettazione e potenziamento dell’impianto condominiale, qualora venisse concessa l’estensione, andrebbero posti ad esclusivo carico di chi chiede ed ottiene l’estensione stessa ma di solito difficilmente tale autorizzazione viene concessa per le implicazioni che comporta.

Inoltre, l’aggiunta di un contatore supplementare a defalco (benché tecnicamente applicabile) potrebbe non costituire garanzia di affidabilità di conteggio se non dotato di sistemi anti manomissione, specie poi se il dispositivo è ubicato in una pertinenza privata ad uso esclusivo. In ogni caso anche l’adozione di una simile soluzione non esonera dal richiedere l’autorizzazione.

Andrebbe altresì istituito un servizio di rilevazione e contabilizzazione periodica dei consumi privati il cui onere di gestione andrebbe sempre posto ad esclusivo carico dei beneficiari dell’estensione escludendo i condomini non interessati.

In sostanza, non c’è nessuna possibilità di collegarsi legalmente all'impianto condominiale, per uso personale, neanche occasionalmente, senza formale autorizzazione da parte dell’Amministratore con il benestare dell’Assemblea.

Il principio generale non riguarda solo il caso specifico ma tutta la parte comune. Il condomino non è un Domino e non può in nessun caso intervenire arbitrariamente sulla parte comune prima di aver almeno informato l’Amministratore che effettuerà tutte le valutazioni che gli competono in qualità di responsabile del condominio, onde evitare al condomino d’incorrere in possibili cause ostative derivanti da progetti comuni futuri, discussi e non ancora deliberati, o deliberati ma non ancora attuati, quindi potenzialmente ignoti al singolo.

E’ vero che L'art 1102 c.c., dispone che ciascun condomino possa utilizzare le parti comuni, purché non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri proprietari di fare altrettanto ma non impone l’inderogabilità della norma. Ciò comporta che i limiti del Codice possano essere resi più restrittivi sia dal regolamento condominiale sia dall’assemblea quando questa delibera con il quoziente, in numeri o in percentuale, dei voti espressi o dei votanti, in conformità con le prescrizioni di legge, fermo restando che non è consentita l'introduzione di un divieto assoluto sull’utilizzo delle parti comuni in modo aprioristico.

La ratio consiste nel fatto che la formulazione generica dell'art. 1102 non può prevedere tutti gli atti idonei a mutare un titolo d’intervento e in un regime di comunione nessuno dei comproprietari può imperativamente subentrare nei diritti altrui.
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[28] Re: Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 13 ott 2023, 7:27

Etemenanki ha scritto:nei loro condomini non ho MAI visto una linea comune di illuminazione che arrivasse dentro i singoli box

Io ne vedo tanti, forse più di quelli con linee private.
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[29] Re: Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Messaggioda Foto UtenteGoofy » 13 ott 2023, 7:44

Franco012 ha scritto:(in questo caso) semplice
Non ci è nemmeno costato molto
box sono situati vicino ai rispettivi locali contatori.


In altri casi può essere complicato e costoso per il percorso dei cavi e per la gestione dello sgancio di emergenza se attività soggetta ai Vigili del Fuoco.
Nelle nuove autorimesse con l'aumentare delle richieste di ricarica batterie dei veicoli elettrici spero che nessuno progetti più l'impianto box sotto le parti comuni.
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[30] Re: Autorimessa con impianti derivati nei box abusivamente

Messaggioda Foto UtenteWALTERmwp » 13 ott 2023, 10:37

Considerato il mio orientamento mi pare che il post di Foto Utentegianniniivo definisca con maggiore chiarezza il perimetro della questione.
Poi si può sempre restare di diverso avviso.

Dal punto di vista tecnico, invece, le soluzioni ci sono, possono essere diverse ma una loro adozione resta subordinata dall'esito di una delibera assembleare che può essere influenzata anche dall'entità dei costi sui quali, come ha fatto notare Foto UtenteGoofy, possono incidere le caratteristiche specifiche dell'ambiente: distanze, passaggi, margini di modifiche sulla quadristica esistente o necessità d'integrazione di nuovi moduli e spazi adeguati ad accoglierli.

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