Non dovrai sprecare la tua terza volta.
Tenevi pure la vostra arroganza e il cameratismo da compagni di merende.
Ancora in disaccordo con libri e versi
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g.schgor,
IsidoroKZ
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Mi permetto di riassumere il mio disaccordo col libro cercando di non farmi troppi problemi terminologici, per restare da una parte ancorato all'approccio del libro e però cercando di mettere in evidenza qual è secondo me la questione (almeno la questione che io volevo segnalare).
Se io voglio dire a qualcuno in che direzione sta andando una macchina sull'autostrada, io potrei dire "verso Napoli" o semplicemente indicarlo con un dito o con una freccia. Questo modo di comunicare esclude la possibilità che la macchina possa avere una velocità negativa. Altrimenti non comunicherei niente col dito o con la freccia.
Utilizzando la freccia allo stesso modo, posso anche spiegare dove vanno le cariche positive, dove va la corrente di cariche positive. Lo posso fare disegnando un verso, una freccia, e così facendo escludo implicitamente che tale corrente possa essere negativa. Ma se faccio questo, siccome di solito si fa anche altro, dovrei dire al lettore che sto facendo questo.
Insomma: se io voglio spiegare la natura delle cose e dico che le cariche positive, dove possono, si allontanano da quelle positive per andare verso quelle negative, e nella natura delle cose comprendo anche il caso del cosiddetto generatore in cui esse sono portate nel verso opposto (cioè dalle negative alle positive), allora è chiaro che segnando questo verso su un disegno sto comunicando come queste cariche "effettivamente" circolano in un circuito. Se questo verso che indica dove vanno le cariche positive lo chiamo verso convenzionale della corrente allora le cariche non potranno che andare sempre secondo questo verso. Sarebbe surreale, paradossale, assurdo, non so come dire, se io prima mostrassi qual è il verso delle cariche nei vari casi possibili (e se non comprendo tutti i casi è un limite della spiegazione e della definizione) e poi dicessi che la corrente di cariche positive a volte però può essere negativa, cioè andare contro il verso convenzionale e cioè contro la realtà che ho appena cercato di spiegare.
Diverso sarebbe se io dicessi che rispetto a un verso (orientamento) prefissato su un conduttore la corrente di cariche positive assume valore positivo se le cariche vanno nel verso prefissato e valore negativo se vanno nel verso opposto. Ma le cariche andranno sempre secondo il verso convenzionale che ho definito in precedenza, mai contro di esso, mai contro la realtà che io stesso ho mostrato.
Quindi, al di là di qualsiasi altra considerazione, è una semplice questione di logica e quindi non capisco come fa il libro a non rendersene conto.
Provo a fare un altro esempio che prescinde dalle cariche, per far vedere che è un problema di logica.
Supponiamo che io voglia dire in quale verso naturalmente la sabbia scorre in una clessidra. Potrei dire dall'alto verso il basso. Poi (anche se non so per quale ragione) potrei definire questo verso come verso convenzionale della corrente di sabbia in una clessidra. Potrà mai la corrente di sabbia avere un valore negativo? No, perché anche se giro la clessidra, la sabbia andrà sempre dall'alto verso il basso.
Viceversa, io potrei segnare sulla clessidra un verso (orientamento) arbitrario. In tal caso, rispetto a questo verso, a volte la corrente di sabbia sarà positiva e a volte negativa. Ma se io non dico che ho fissato sulla clessidra un orientamento arbitrario come posso mai parlare di corrente di sabbia negativa? Se lo faccio rispetto al verso convenzionale che ho definito prima, sto semplicemente facendo un'assurdità.
Ancora una volta: perché il libro non se ne rende conto?
Se io voglio dire a qualcuno in che direzione sta andando una macchina sull'autostrada, io potrei dire "verso Napoli" o semplicemente indicarlo con un dito o con una freccia. Questo modo di comunicare esclude la possibilità che la macchina possa avere una velocità negativa. Altrimenti non comunicherei niente col dito o con la freccia.
Utilizzando la freccia allo stesso modo, posso anche spiegare dove vanno le cariche positive, dove va la corrente di cariche positive. Lo posso fare disegnando un verso, una freccia, e così facendo escludo implicitamente che tale corrente possa essere negativa. Ma se faccio questo, siccome di solito si fa anche altro, dovrei dire al lettore che sto facendo questo.
Insomma: se io voglio spiegare la natura delle cose e dico che le cariche positive, dove possono, si allontanano da quelle positive per andare verso quelle negative, e nella natura delle cose comprendo anche il caso del cosiddetto generatore in cui esse sono portate nel verso opposto (cioè dalle negative alle positive), allora è chiaro che segnando questo verso su un disegno sto comunicando come queste cariche "effettivamente" circolano in un circuito. Se questo verso che indica dove vanno le cariche positive lo chiamo verso convenzionale della corrente allora le cariche non potranno che andare sempre secondo questo verso. Sarebbe surreale, paradossale, assurdo, non so come dire, se io prima mostrassi qual è il verso delle cariche nei vari casi possibili (e se non comprendo tutti i casi è un limite della spiegazione e della definizione) e poi dicessi che la corrente di cariche positive a volte però può essere negativa, cioè andare contro il verso convenzionale e cioè contro la realtà che ho appena cercato di spiegare.
Diverso sarebbe se io dicessi che rispetto a un verso (orientamento) prefissato su un conduttore la corrente di cariche positive assume valore positivo se le cariche vanno nel verso prefissato e valore negativo se vanno nel verso opposto. Ma le cariche andranno sempre secondo il verso convenzionale che ho definito in precedenza, mai contro di esso, mai contro la realtà che io stesso ho mostrato.
Quindi, al di là di qualsiasi altra considerazione, è una semplice questione di logica e quindi non capisco come fa il libro a non rendersene conto.
Provo a fare un altro esempio che prescinde dalle cariche, per far vedere che è un problema di logica.
Supponiamo che io voglia dire in quale verso naturalmente la sabbia scorre in una clessidra. Potrei dire dall'alto verso il basso. Poi (anche se non so per quale ragione) potrei definire questo verso come verso convenzionale della corrente di sabbia in una clessidra. Potrà mai la corrente di sabbia avere un valore negativo? No, perché anche se giro la clessidra, la sabbia andrà sempre dall'alto verso il basso.
Viceversa, io potrei segnare sulla clessidra un verso (orientamento) arbitrario. In tal caso, rispetto a questo verso, a volte la corrente di sabbia sarà positiva e a volte negativa. Ma se io non dico che ho fissato sulla clessidra un orientamento arbitrario come posso mai parlare di corrente di sabbia negativa? Se lo faccio rispetto al verso convenzionale che ho definito prima, sto semplicemente facendo un'assurdità.
Ancora una volta: perché il libro non se ne rende conto?
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Prendi la tua bella clessidra, carica in alto e grandicella (3 minuti).
Lentamente la sabbia fluisce dall'alto al basso.
Segnaci il verso convenzionale dall'alto verso il basso.
Entra in un ascensore che raggiunga una accelerazione verso il basso di 11m/s2.
Infila i piedi negli appositi alloggiamenti.
La sabbia continua a fluire verso il basso.
Premi il pulsante per scendere.
Che succede alla sabbia ed ai capelli ed a quello che hai in tasca?
Lentamente la sabbia fluisce dall'alto al basso.
Segnaci il verso convenzionale dall'alto verso il basso.
Entra in un ascensore che raggiunga una accelerazione verso il basso di 11m/s2.
Infila i piedi negli appositi alloggiamenti.
La sabbia continua a fluire verso il basso.
Premi il pulsante per scendere.
Che succede alla sabbia ed ai capelli ed a quello che hai in tasca?
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GioArca67 ha scritto:Prendi la tua bella clessidra, carica in alto e grandicella (3 minuti).
Lentamente la sabbia fluisce dall'alto al basso.
Segnaci il verso convenzionale dall'alto verso il basso.
Entra in un ascensore che raggiunga una accelerazione verso il basso di 11m/s2.
Infila i piedi negli appositi alloggiamenti.
La sabbia continua a fluire verso il basso.
Premi il pulsante per scendere.
Che succede alla sabbia ed ai capelli ed a quello che hai in tasca?
L'esempio lo devi prendere come tale perché ovviamente, per non appesantire la cosa, ho parlato semplicemente di alto e basso, non è che mi metto a considerare tutti i casi fisicamente possibili. Ma se lo faccio e includo i vari modi di muoversi della sabbia nel definire il verso convenzionale della sabbia, il discorso non cambia.
Oppure potrei dire che, per fare l'esempio, sto parlando della clessidra in un contesto diverso da quello pensato da te, il discorso logico non cambia.
In ogni caso le forme d'onda sono anche negative semplicemente perché a volte la grandezza è concorde con l'orientamento fissato e a volte no, non perché c'è la necessità di tener conto anche di realtà più particolari. Non saprei come dire.
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gekofive ha scritto:Non dovrai sprecare la tua terza volta.
Tenevi pure la vostra arroganza e il cameratismo da compagni di merende.
Ma considera che l'arroganza, quella si da te ostentata, certo non favorisce il confronto e una prossemica che sfida ogni dissenso è nociva, non tollerabile.
Come avevo già scritto sarà anche questione di anagrafica ma in ogni caso se hai piacere di restare "qui" dovresti aver compreso come metterti in discussione, diversamente il web è grande.
Nel caso, buona permanenza.
Saluti
W - U.H.F.
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WALTERmwp
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gekofive ha scritto:@guzz
Si può fare classismo anche da insider, che è quello che stai facendo tu. Eccetera eccetera
Io
Forse tu conosci molto meglio me di quanto io conosca te.
Io comunque ho insegnato all’Itis per trent’anni ed ho avuto oltre mille allievi sicuramente.
Per la mia esperienza con i ragazzi, esigua per quello, e frutto di capacità intellettuali e psicologiche limitate, ed acquisita per di più in una modesta scuola di una provincia dimenticata, la cosa che mi vien da pensare è che tu non sia affatto un ragazzo di quarta periti, ma tutt’altro, e che ti sia iscritto al sito con scopi diversi dall’apprendimento di qualcosa, ma per smascherare i soloni boriosi che lo rappresentano.
Ma vedo che ricevi molto più credito sulla tua età e sul tuo percorso scolastico di quanto io te ne attribuisca.
Spero di sbagliarmi io, ma alla sincerità dei tuoi problemi io credo molto poco.
Si tratta comunque solo di una mia impressione di amministratore fondatore del sito da oltre vent’anni, quindi forse troppo vecchio per capire i giovani di adesso.
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Questo è classismo nei riguardi dei plusdotati e iperacculturati.
Il Conte di Montecristo
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
Abraham Lincoln
Se non studio un giorno, me ne accorgo io. Se non studio due giorni, se ne accorge il pubblico.
Io devo studiare sodo e preparare me stesso perché prima o poi verrà il mio momento.
Abraham Lincoln
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EdmondDantes
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Forse io non mi sono mai imbattuto in geni. Ad ogni modo un ragazzo con capacità elettrotecniche nettamente superiori alle mie l’ho avuto. So che non è difficile superare le mie conoscenze e capacità, ma rimasi letteralmente esterrefatto quando, dopo nemmeno mezz’ora delle due disponibili, mi presentò il compito di terza sulle reti elettriche svolto in maniera perfetta. I vari teoremi su sovrapposizione effetti, Thevenin e compagnia bella, se li era già studiati da solo molto prima che io li spiegassi, perché gli servivano per la sua passione che era l’astronomia con i comandi per movimentare i telescopi.
Naturalmente quel compito lo valutai con 10 e lode. Io non avevo proprio nulla da insegnare a lui e mi sentivo inadeguato. Lui aveva senz’altro bisogno di un livello didatticamente superiore a quello che io potevo offrirgli. Ha, devo dire, fatto una carriera, tecnicamente e scientificamente, molto migliore della mia.
Può darsi che
gekofive appartenga a quella categoria di ragazzi, con capacità inoltre di argomentare dialetticamente le sue opinioni e le sue conoscenze in modo di sicuro superiore a quelle che allora possedeva quel ragazzo. Qualche dubbio mi viene, ma io sono stato solo un modestissimo insegnante di provincia
Naturalmente quel compito lo valutai con 10 e lode. Io non avevo proprio nulla da insegnare a lui e mi sentivo inadeguato. Lui aveva senz’altro bisogno di un livello didatticamente superiore a quello che io potevo offrirgli. Ha, devo dire, fatto una carriera, tecnicamente e scientificamente, molto migliore della mia.
Può darsi che
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