Se la tensione è zero quando chiude l'interruttore e il carico in precedenza era disalimentato non importa la tipologia di carico la corrente nel circuito è zero.
Secondo me.
Qualche articolo interessante.
http://www.electroyou.it/vis_resource.p ... isp&id=447
https://www.electroyou.it/vis_resource. ... isp&id=710
https://www.electroyou.it/lele_u_biddra ... sformatori
Ciao
Resistenza per soft-start trasformatore di isolamento
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Scusate se insisto, ma su potenze rilevanti (come in questo caso) eviterei il fai-da-te; esistono in commercio prodotti appositi: https://www.digimax.it/it/2745-inrush-current-limiter e certificati per uso a tensione di rete
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SediciAmpere
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Etemenanki ha scritto:Alcune di queste in parallelo ?
Difendo la mia posizione sull'uso combinato di contattori e resistenze
Un rapido "accendi-spegni" (50ms ?) lascia la NTC calda invece il contattore sgancia. La NTC la vedo più adatta all'uso combinato con i condensatori, dove la scarica e proporzionale al raffreddamento dell'NTC
Anche io supporto l'uso di solzuioni testate al fai da te però ! (Non a caso è la soluzione resistenza+ relè

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ThEnGi ha scritto:Etemenanki ha scritto:Alcune di queste in parallelo ?
Difendo la mia posizione sull'uso combinato di contattori e resistenze![]()
E io rispetto l'opinione
All'interno delle saldatrici dovrebbe esserci un circuito simile, se troviamo lo schema di un prodotto commerciale, completo delle caratteristiche dei componenti, dovrebbe essere affidabile
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SediciAmpere
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Vero, NTC, non PTC, scusate l'errore (mi ha fregato la dicitura "inrush current" e non ho controllato bene, colpa mia) ... ed anche la soluzione proposta con l'interruttorone a tre posizioni la vedo buona, basta non dimenticarselo sulla prima.
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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Ciao,
alla fine ho recuperato la resistenza della mia vecchia lavatrice (che "fortuitamente" ha deciso di lasciarmi esattamente la settimana scorsa); in particolare una resistenza da 27.4 ohm 2kW, perfetta per lo scopo.
CIRCUITO
Considerando il primario come un corto, la corrente di spunto risulta quindi teoricamente limitata a 230/27.4 = 8.39A, dissipando una potenza istantanea di picco di 1.9kW.
Il circuito che ho realizzato è il seguente:
Come si può notare la corrente di spunto viene correttamente limitata a circa 7.60A (traccia viola, lettura differenziale ai capi della resistenza da 27.4ohm), e la sovracorrente iniziale dura all'incirca 8 / 9 periodi a 50hz:
IMPLEMENTAZIONE PRATICA
Per l'implementazione pratica ho preso in considerazione l'idea dei teleruttori, ma si ponevano diversi problemi, primo fra tutti veniva a mancare il requisito di base che mi sono dato come obbiettivo, ovvero fare tutto con materiali che avevo già in casa (mi mancava il teleruttore, il trasformatore di alimentazione, ecc...). Ho considerato diverse topologie, sia analogiche che a microcontrollore, ma mi stavo sbizzarrendo un po troppo con controlli di temperatura, sicurezze di vario genere, sensing di corrente e tensione, ecc. perdendo di vista la semplicità che stavo cercando.
Ho quindi seguito l'ottimo consiglio di
Kagliostro riutilizando un interruttore rotativo, al quale ho dovuto riconfigurare (e modificare manualmente) le camme in modo da ottenere il funzionamento voluto.
La sequenza di avvio consiste quindi nell'attivare l'interruttore sulla prima posizione (inserendo la resistenza di spunto), e dopo qualche secondo passare alla posizione 2 che la cortocircuita e attiva l'uscita (per evitare di avere un avvio a carico inserito).
Per la realizzazione (terminata grazie al ponte dell'immacolata), a meno delle prese e del contenitore, è stato riutilizzato tutto materiale che già avevo disponibile (di recupero) in laboratorio. Per sostenere la resistenza ho utilizzato una piastra di acciaio piegata ad hoc, sfruttando la guarnizione della resistenza come elemento anti-vibrante.
PROTEZIONI
Per quanto riguarda le protezioni, il fusibile sull'uscita è stato sottodimensionato (8A) per avere un interruzione "preventiva" per non stressare troppo il trasformatore in 'prossimità' dei dati di targa.
Nel caso in cui il trafo presenti un corto durante la sequenza di avvio, la spia relativa al primario rimane spenta e la resistenza si scalda notevolmente. Su quest'ultima è posizionato un interruttore termico da 120°C (l'unico che avevo in casa) in modo da interrompere l'alimentazione. La resistenza si scalda solo se inserita e con trafo in corto, quindi male che vada, in caso di guasto se non spento continuerà a ciclare tra temperatura ambiente e 120°C (ammesso che ci arrivi, in realtà non ho verificato).
In caso di corto del trafo a resistenza non inserita il magnetotermico a monte ed eventualmente il fusibile da 10A forniscono la protezione necessaria.
Il principale "bug" di questo circuito è che in caso di temporanea assenza della tensione di rete, è necessario ruotare l'interruttore su off e ripetere la procedura di avvio prima di ridare tensione, pena l'alta corrente di spunto. In qualsiasi caso fusibile e MCB garantiscono una protezione sufficiente.
alla fine ho recuperato la resistenza della mia vecchia lavatrice (che "fortuitamente" ha deciso di lasciarmi esattamente la settimana scorsa); in particolare una resistenza da 27.4 ohm 2kW, perfetta per lo scopo.
CIRCUITO
Considerando il primario come un corto, la corrente di spunto risulta quindi teoricamente limitata a 230/27.4 = 8.39A, dissipando una potenza istantanea di picco di 1.9kW.
Il circuito che ho realizzato è il seguente:
Come si può notare la corrente di spunto viene correttamente limitata a circa 7.60A (traccia viola, lettura differenziale ai capi della resistenza da 27.4ohm), e la sovracorrente iniziale dura all'incirca 8 / 9 periodi a 50hz:
IMPLEMENTAZIONE PRATICA
Per l'implementazione pratica ho preso in considerazione l'idea dei teleruttori, ma si ponevano diversi problemi, primo fra tutti veniva a mancare il requisito di base che mi sono dato come obbiettivo, ovvero fare tutto con materiali che avevo già in casa (mi mancava il teleruttore, il trasformatore di alimentazione, ecc...). Ho considerato diverse topologie, sia analogiche che a microcontrollore, ma mi stavo sbizzarrendo un po troppo con controlli di temperatura, sicurezze di vario genere, sensing di corrente e tensione, ecc. perdendo di vista la semplicità che stavo cercando.
Ho quindi seguito l'ottimo consiglio di
La sequenza di avvio consiste quindi nell'attivare l'interruttore sulla prima posizione (inserendo la resistenza di spunto), e dopo qualche secondo passare alla posizione 2 che la cortocircuita e attiva l'uscita (per evitare di avere un avvio a carico inserito).
Per la realizzazione (terminata grazie al ponte dell'immacolata), a meno delle prese e del contenitore, è stato riutilizzato tutto materiale che già avevo disponibile (di recupero) in laboratorio. Per sostenere la resistenza ho utilizzato una piastra di acciaio piegata ad hoc, sfruttando la guarnizione della resistenza come elemento anti-vibrante.
PROTEZIONI
Per quanto riguarda le protezioni, il fusibile sull'uscita è stato sottodimensionato (8A) per avere un interruzione "preventiva" per non stressare troppo il trasformatore in 'prossimità' dei dati di targa.
Nel caso in cui il trafo presenti un corto durante la sequenza di avvio, la spia relativa al primario rimane spenta e la resistenza si scalda notevolmente. Su quest'ultima è posizionato un interruttore termico da 120°C (l'unico che avevo in casa) in modo da interrompere l'alimentazione. La resistenza si scalda solo se inserita e con trafo in corto, quindi male che vada, in caso di guasto se non spento continuerà a ciclare tra temperatura ambiente e 120°C (ammesso che ci arrivi, in realtà non ho verificato).
In caso di corto del trafo a resistenza non inserita il magnetotermico a monte ed eventualmente il fusibile da 10A forniscono la protezione necessaria.
Il principale "bug" di questo circuito è che in caso di temporanea assenza della tensione di rete, è necessario ruotare l'interruttore su off e ripetere la procedura di avvio prima di ridare tensione, pena l'alta corrente di spunto. In qualsiasi caso fusibile e MCB garantiscono una protezione sufficiente.
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Vi lascio qualche altra foto della realizzazione.
Grazie a tutti per l'aiuto
Francesco
Grazie a tutti per l'aiuto
Francesco
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solo come idea, i fusibili "a perdere" potresti sostituirli con roba del genere, che ripristini con il pulsante se scattano:
https://www.anteipaolucci.it/interrutto ... -1084.html
Molti anni fa c'erano anche i termici ripristinabili manualmente, ma non li si trova piu, credo siano non piu a norme, pero' potresti fare un circuitino bistabile (che pilota un rele' di potenza) per sostituire il contatto termico sulla resistenza, cosi se scatta (e scatterebbe solo in caso di corto, a quanto dici), per ripristinarlo devi premere il pulsante, quindi ti rendi conto anche che c'e' qualcosa che non va in modo piu immediato.
Per quanto riguarda la mancanza momentanea di tensione, ci sono diversi modi di gestirla, il piu elementare che mi viene in mente e' un rele' con un contatto di autoritenuta ed un pulsante, quando e' spento per accendere devi tenere premuto il pulsante mentre giri il commutatore in modo che il rele' si chiuda (poi resta chiuso per autoritenuta finche' non manca la tensione), come sistema non richiede alcuna elettronica e solo un rele' ed un pulsante.
Il convertitore materia/energia ed il campo di contenimento del plasma lo montiamo un'altra volta
(scusa, non ho resistito
)
https://www.anteipaolucci.it/interrutto ... -1084.html
Molti anni fa c'erano anche i termici ripristinabili manualmente, ma non li si trova piu, credo siano non piu a norme, pero' potresti fare un circuitino bistabile (che pilota un rele' di potenza) per sostituire il contatto termico sulla resistenza, cosi se scatta (e scatterebbe solo in caso di corto, a quanto dici), per ripristinarlo devi premere il pulsante, quindi ti rendi conto anche che c'e' qualcosa che non va in modo piu immediato.
Per quanto riguarda la mancanza momentanea di tensione, ci sono diversi modi di gestirla, il piu elementare che mi viene in mente e' un rele' con un contatto di autoritenuta ed un pulsante, quando e' spento per accendere devi tenere premuto il pulsante mentre giri il commutatore in modo che il rele' si chiuda (poi resta chiuso per autoritenuta finche' non manca la tensione), come sistema non richiede alcuna elettronica e solo un rele' ed un pulsante.
Il convertitore materia/energia ed il campo di contenimento del plasma lo montiamo un'altra volta
"Sopravvivere" e' attualmente l'unico lusso che la maggior parte dei Cittadini italiani,
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sia pure a costo di enormi sacrifici, riesce ancora a permettersi.
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Etemenanki
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Avevo pensato ad un teleruttore con autoritenuta, però manca sempre il teleruttore che non mi va di acquistare... Sinceramente non mi andava di spendere troppo per questo progetto, quindi mi accontento di come l'ho realizzato. Se mi capita di trovare i fusibili "ripristinabili" che hai indicato li implementato volentieri.
Già così è abbastanza sovra-ignegnerizzato a mio parere, ma del resto rientro a pieno titolo tra gli appartenenti all'UCCS (Ufficio Complicazione Cose Semplici), spesso solo per puro gusto e divertimento nella costruzione, quindi chissà se in un futuro non gli farò qualche upgrade
Un saluto
Francesco
Già così è abbastanza sovra-ignegnerizzato a mio parere, ma del resto rientro a pieno titolo tra gli appartenenti all'UCCS (Ufficio Complicazione Cose Semplici), spesso solo per puro gusto e divertimento nella costruzione, quindi chissà se in un futuro non gli farò qualche upgrade
Un saluto
Francesco
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Mi piace l' idea del relè con autoritenuta
Per quanto riguarda il convertitore Materia -> Energia .....
Naah, troppo facile, meglio un Energia -> Materia
K
Per quanto riguarda il convertitore Materia -> Energia .....
Naah, troppo facile, meglio un Energia -> Materia
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Kagliostro
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