Buongiorno, riporto alcuni articoli della 64/8 circa il sezionamento prima di porre il mio quesito:
461.2 omissis.. Nei sistemi TN-S e nella parte TN-S dei sistemi TN-C-S non sono richiesti dispositivi di sezionamento o di comando sul conduttore di neutro, purché sia previsto un collegamento equipotenziale di protezione e che il conduttore del neutro sia collegato affidabilmente a terra attraverso una bassa resistenza, in
modo da rispettare i tempi di disconnessione dei dispositivi di protezione, conformi alle prescrizioni della Sezione 41 oppure
– che l’operatore del sistema di distribuzione (DSO) dichiari che il conduttore PEN o quello N dell’alimentazione
siano affidabilmente collegati a terra attraverso una bassa resistenza, in modo da rispettare i tempi di disconnessione dei dispositivi di protezione, conformi alle prescrizioni della Sezione 41
462.1 Ogni circuito deve poter essere sezionato dall’alimentazione.
462.2 Tutti i circuiti devono essere dotati di dispositivi di sezionamento di tutti i conduttori attivi, ad eccezione di quanto indicato in 461.2.
Ora perche nel TNS a differenza del TT, il sezionamento del neutro è "opzionale"? quali sono le ragioni sotto il profilo della sicurezza che tendono a considerare il neutro di un TNS "meno rischioso" che in un TT?
Sezionamento del Neutro - TNS vs TT
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gianluca.ciacciofera ha scritto:Ora perche nel TNS a differenza del TT, il sezionamento del neutro è "opzionale"? quali sono le ragioni sotto il profilo della sicurezza che tendono a considerare il neutro di un TNS "meno rischioso" che in un TT?
Penso che basti pensare che nel TT il neutro è da considerarsi come un conduttore "attivo" ai fini del sezionamento, perché, lato utente, il suo potenziale può essere diverso dal potenziale di terra e relativi conduttori PE.
Nell'impianto TN, il neutro assume lo stesso potenziale del PE (il meno rischioso è per questo motivo) quindi non è indispensabile sezionarlo se si rispettano le condizioni che hai citato.
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Giovanni123
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Giovanni123 ha scritto:Penso che basti pensare che nel TT il neutro è da considerarsi come un conduttore "attivo" ai fini del sezionamento, perché, lato utente, il suo potenziale può essere diverso dal potenziale di terra e relativi conduttori PE.
Nell'impianto TN, il neutro assume lo stesso potenziale del PE (il meno rischioso è per questo motivo) quindi non è indispensabile sezionarlo se si rispettano le condizioni che hai citato.
chiaro
ma perche, considerando che l'anello di guasto in un tns si chiude sul PE collegato direttamente al neutro (pertanto un corto circuito), e che sempre in un tns la messa a terra del neutro ha lo scopo di vincolare la tensione stellata ma non gioca alcun fattore nel loop di guasto, il normatotore ha precisato:"che l’operatore del sistema di distribuzione (DSO) dichiari che il conduttore PEN o quello N dell’alimentazione siano affidabilmente collegati a terra attraverso una bassa resistenza, in modo da rispettare i tempi di disconnessione dei dispositivi di protezione, conformi alle prescrizioni della Sezione 41"?
inotre nel tns, in caso di un guasto di una fase a terra, anche se una situazione poco probabile, in neutro puo assumere un potenziale pericoloso, ed in quel caso è importante il valore della Rn... sarà forse questo il motivo?
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gianluca.ciacciofera
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Mi verrebbe da dire: perché solo in quel modo (N collegato a terra attraverso una bassa resistenza) puoi assumere che N e PE abbiano lo stesso potenziale e quindi la stessa impedenza. Come hai detto, un guasto a terra sul TN è assimilabile a un corto proprio perché N e PE sono collegati tra loro nello stesso punto. Se avessi una resistenza (impedenza) tra centro stella e PE, potresti non garantire i tempi di intervento dei dispositivi di protezione al corto circuito o differenziali che siano. Questo è anche uno dei motivi per cui certe attività sono sottoposte a controlli periodici dell'impianto di terra.
Attenzione però: proteggere (interrompere) non vuol dire sezionare.
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Giovanni123
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Giovanni123 ha scritto:Come hai detto, un guasto a terra sul TN è assimilabile a un corto proprio perché N e PE sono collegati tra loro nello stesso punto.
ma proprio perche N e PE sono collegati, il collegamento a terra del neutro di fatto è ininfluente nel circuito di guasto. paradossalmente potrebbe non essere collegato a terra e il dispositivo a protezione, che sia MT o RCD interverrebbe in ugual modo e nello stesso tempo.
Pertanto, non capisco perche:
Giovanni123 ha scritto: Se avessi una resistenza (impedenza) tra centro stella e PE, potresti non garantire i tempi di intervento dei dispositivi di protezione al corto circuito o differenziali che siano.
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gianluca.ciacciofera
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Beh, inserire un'impedenza tra centro stella e PE significa aumentare l'impedenza dell'anello di guasto. Di conseguenza non puoi proteggere il guasto a terra trattandolo come un corto circuito Fase-Neutro.
Ma a questo punto stiamo girando attorno al significato della normativa. Dire che il neutro deve essere affidabilmente collegato a terra attraverso una bassa resistenza ti suggerisce solo come non realizzare tale collegamento: mi vengono solo esempi che possono essere ripresi sfogliando questa discussione
: https://www.electroyou.it/forum/viewtopic.php?f=3&t=26089
Sono io a non capire, abbi pazienza
. Ti riferisci a un guasto Fase-Terra o un guasto Fase-Neutro?
Nel primo caso, se il neutro (centrostella) non è collegato a terra in cabina o collegato con impedenza, allora siamo in presenza di un impianto IT. Nel secondo caso, certo poco importa se il neutro è collegato a terra per ovvi motivi, ma non credo sia quello il senso del paragrafo normativo.
Nel caso di neutro collegato a terra con impedenza (impianto IT), crei quel tipo di impianto proprio per non dover interrompere niente in caso di un primo guasto a terra. Devi usare un dispositivo di monitoraggio dell'isolamento che ti avverte se una fase va a terra, cioè il PE assume idealmente lo stesso potenziale della fase che ha causato il guasto (salvo casi particolari). In caso di una seconda fase a terra, si ha un corto fase-fase e deve essere interrotto da magnetotermico o fusibili.
Ma a questo punto stiamo girando attorno al significato della normativa. Dire che il neutro deve essere affidabilmente collegato a terra attraverso una bassa resistenza ti suggerisce solo come non realizzare tale collegamento: mi vengono solo esempi che possono essere ripresi sfogliando questa discussione
gianluca.ciacciofera ha scritto:ma proprio perche N e PE sono collegati, il collegamento a terra del neutro di fatto è ininfluente nel circuito di guasto. paradossalmente potrebbe non essere collegato a terra e il dispositivo a protezione, che sia MT o RCD interverrebbe in ugual modo e nello stesso tempo.
Sono io a non capire, abbi pazienza
Nel primo caso, se il neutro (centrostella) non è collegato a terra in cabina o collegato con impedenza, allora siamo in presenza di un impianto IT. Nel secondo caso, certo poco importa se il neutro è collegato a terra per ovvi motivi, ma non credo sia quello il senso del paragrafo normativo.
Nel caso di neutro collegato a terra con impedenza (impianto IT), crei quel tipo di impianto proprio per non dover interrompere niente in caso di un primo guasto a terra. Devi usare un dispositivo di monitoraggio dell'isolamento che ti avverte se una fase va a terra, cioè il PE assume idealmente lo stesso potenziale della fase che ha causato il guasto (salvo casi particolari). In caso di una seconda fase a terra, si ha un corto fase-fase e deve essere interrotto da magnetotermico o fusibili.
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Giovanni123
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gianluca.ciacciofera ha scritto:Giovanni123 ha scritto:Come hai detto, un guasto a terra sul TN è assimilabile a un corto proprio perché N e PE sono collegati tra loro nello stesso punto.
ma proprio perche N e PE sono collegati, il collegamento a terra del neutro di fatto è ininfluente nel circuito di guasto. paradossalmente potrebbe non essere collegato a terra e il dispositivo a protezione, che sia MT o RCD interverrebbe in ugual modo e nello stesso tempo.
Pertanto, non capisco perche:
Giovanni123 ha scritto: Se avessi una resistenza (impedenza) tra centro stella e PE, potresti non garantire i tempi di intervento dei dispositivi di protezione al corto circuito o differenziali che siano.
Il “non collegamento” del neutro a terra non influisce assolutamente nell’impedenza dell’anello di guasto, né tantomeno diverrebbe un IT in quanto le masse non sono collegate a terra.
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gianluca.ciacciofera
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Giovanni123 ha scritto:Nell'impianto TN, il neutro assume lo stesso potenziale del PE (il meno rischioso è per questo motivo) quindi non è indispensabile sezionarlo se si rispettano le condizioni che hai citato.
riletto da zero... effettivamente la risposta è racchiusa in questa tua consideranzione, in quanto essendo l'impianto di terra unico e generale ed essendo neutro e PE direttamente connessi il pericolo che si manifestano tensioni pericolose verso terra è nullo.
Grazie .
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gianluca.ciacciofera
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