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Comunità energetica

Fonti energetiche e produzione e fornitura dell'energia elettrica.

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[1] Comunità energetica

Messaggioda Foto Utenteluxinterior » 16 mar 2024, 10:42

ieri in TV ho seguito l'intervento di un personaggio che informava sulle comunità energetiche. Spiegato malissimo del tutto incomprensibile.

Ho letto anche qui:
viewtopic.php?f=19&t=88937&hilit=comunit%C3%A0&start=20

Per chi non ha voglia di leggere la domanda è: cosa sono le comunità energetiche ?

L'idea è questa: abito in una frazione di un paesino, in tutto qualche centinaio di anime in mezzo al nulla. Sembra il far west con la strada principale le case attorno e poi campagna tanta campagna.
Abbiamo un piccolo edificio, con falda magnificamente orientato a sud-sudovest, che utilizziamo per la comunità. Misurando con google maps 25mx4m circa area utile
Mi chiedevo se poteva avere senso montare un impianto fotovoltaico su quel tetto.
L'autoconsumo è escluso qualcosa si consuma durante la festicciola paesana annuale massimo una settimana o due.
Come funzionano le comunità energetiche ? Volevo capire se c'è un modo per far sì che da quell'impianto tutti noi possiamo trarre bneficio. Mi è piaciuta l'idea raccontata da boiler nel topic riportato sopra.
Chi partecipa e finanzia la realizzazzione può beneficiare di uno sconto sulla bolletta.
Io pensavo anche alla soluzione semplice di dividere i proventi della vendita di energia ma non so quanto sia remunerativa la cosa e se sia fattbiile. Al momento ci sarebbero anche dei contributi regionali per la realizzazione impianti fotovoltaici che potrebbe aiutare a realizzare la cosa . Volevo predisporre un conto o come dicono quelli che sanno un businnes plan da sottoporre ai miei paesani per valutare assieme la convenienza.
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[2] Re: Comunità energetica

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 16 mar 2024, 11:47

La comunità energetica è una forma incentivata di produzione e autoconsumo di energia.

L'anno scorso come circolo Legambiente abbiamo collaborato con l'amministrazione comunale per spiegare il tutto ai cittadini e raccogliere delle "pre-adesioni", lo scopo era aderire a un bando regionale in scadenza che avrebbe permesso di installare molti pannelli con un grosso contributo a fondo perduto; per ora il tutto si è fermato perché Regione Lombardia fa spesso casino con gli incentivi...vabbè è un altro discorso.

Provo a spiegarlo in parole semplici, sperando di ricordare bene, eventualmente altri correggeranno. Premetto che ci sono modifiche normative in arrivo sulle quali non sono aggiornato.

La Comunità Energetica Rinnovabile (CER) è una comunità di persone, imprese e/o amministrazione locale che deve giacere sotto la stessa cabina primaria di distribuzione. Le cabine primarie nella mia zona, per dare un'idea, coprono circa 10-12000 residenti e imprese, quindi possono comprendere parti di paesi, più paesi piccoli e vicini, o rioni di città.

Si basa su energia rinnovabile prodotta localmente, sotto la stessa cabina, di solito solare fotovoltaica ma anche eolica o in teoria idroelettrica o altro.

Viene incentivato innanzitutto, come in tutti gli impianti rinnovabili, l'autoconsumo di energia; è per questo che è vantaggioso avere comunità energetiche ampie e con utenze che richiedano energia nelle ore di produzione degli impianti.ù

Gli aderenti possono essere prosumer (i possessori di impianti, che producono E consumano) o anche solo consumer

Il modello è "win-win", ci guadagnato tutti: i produttori hanno il vantaggio principale ad autoconsumare l'energia prodotta, ma prendono incentico anche per quella autoconsumata dalla comunità e solo infine per quella ceduta alla rete (che deve essere il minimo possibile).
I consumatori hanno un piccolo vantaggio economico (circa un 10% sui consumi, ipotetico) senza dover installare pannelli né investire neanche un soldo (a meno che la CER non richieda una piccola quota di iscrizione)

Gli impianti devono coprire una quota non irrilevante dei consumi della CER, quindi si deve fare un "progetto" per capire, in base alle pre adesioni, quanti kW installare per avere un vantaggio economico apprezzabile.

Inoltre va redatto uno statuto che definisca varie cose: come si entra, come vengono attribuiti i proventi derivanti dagli incentivi ed altro.

E' per questo che un bando come quello di Regione Lombardia può essere determinante, perché aiuta i Comuni a installare impianti "grossi" sulle tante proprietà pubbliche; nulla vieta di fondare una CER con soli impianti privati ma non sarebbe facile secondo me, c'è comunque una discreta burocrazia da assolvere.
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[3] Re: Comunità energetica

Messaggioda Foto Utenteluxinterior » 16 mar 2024, 12:45

Richiurci grazissime cercherò anche io informazioni
Purtroppo abbiamo a disposizioen solo quel tetto e a spanne, confrontando col mio tetto dove ho messo impianto 6 kW, forse ci staranno 12kW non molto di più, e questo
Gli impianti devono coprire una quota non irrilevante dei consumi della CER, quindi si deve fare un "progetto" per capire, in base alle pre adesioni, quanti kW installare per avere un vantaggio economico apprezzabile.

forse potrebbe essere un problema

Mi stava balenando un'altra idea. Nella stessa area abbiamo una pattaforma molto ampia per gioco basket calcetto ecc.. (é più grande di un campo da basket) Su quella piattaforma ogni anno montiamo il tendone per la festa paesana. E se coprissimo tutto in modo definitivo con struttura che sostiene pannelli fotovoltaici.....
L'area sarebbe decisamente più ampia, no si dovrebbe più noleggiare/montare/smontare il tendone....
Anch eperchè parlano di acquistare un tendone proprio ma a prezzi da paura tra 30000/50000euro
Vale la pena montare un fotovoltaico
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[4] Re: Comunità energetica

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 16 mar 2024, 16:32

Quanto dice Foto Utenterichiurci è corretto, ma il modo di ridistribuzione dell'"incentivo" sull'autoconsumo è a libera scelta della comunità, quindi questo
richiurci ha scritto:I consumatori hanno un piccolo vantaggio economico (circa un 10% sui consumi, ipotetico) senza dover installare pannelli né investire neanche un soldo (a meno che la CER non richieda una piccola quota di iscrizione)

è solo ipotetico, potrebbe essere di più come di meno, dipende dalle regole che vi date.

Sicuro è che per ogni kWh autoconsumato (cioè consumato da un membro della comunità mentre un impianto della comunità produce almeno quel kWh) vengono erogati 0,11€ che occorrerà spartirsi.

C'è il problema (economico) della costruzione dell'impianto: chi mette i soldi?
Considera che ora i pannelli costano molto poco.
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[5] Re: Comunità energetica

Messaggioda Foto Utenteluxinterior » 16 mar 2024, 18:41

Soldi a parte (problema non trascurabile ma che per ora tralasciamo)
Quello che non capisco è la differenza tra il mio impianto e quello di comunità.
Io l'eccesso lo immetto in rete e mi pagano per quanto immesso.
La comunità energetica è la stessa cosa solo che la titolarità dell'impianto è di più persone ?
Fosse così però come viene ripartito "l'autoocnsumo" ? Voglio dire la produzione finisce necessariamente tutta in rete ?
Non ho per niente le idee chiare.
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[6] Re: Comunità energetica

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 16 mar 2024, 19:38

No, l'impianto deve essere sempre, per quanto ne so, collegato a UN SOLO contatore, quindi può essere di un singolo o al limite un condominio se lo si allaccia a contatore condominiale.

Un possessore di impianto "datato" non ha convenienza ad aderire a una CER, perché i vecchi scambi sul posto sono più vantaggiosi, ma per i nuovi impianti lo SSP non è più possibile e la remunerazione dell'energia immessa è minore, quindi conviene ADERIRE alla CER per ridurre l'energia immessa in rete, perché quella immessa nella "rete locale" della CER viene in pratica remunerata di più.

Qualcuno mi corregga se ho scritto cose errate.

Quindi...se gli impianti non ci sono è dura far partire una CER senza un ingresso "importante", per esempio il comune con grossi impianti, o qualche industria locale che abbia impianti recenti o sia interessata a installarne.

MA è possibile, in via teorica, far partire una piccola CER con pochi impianti di singoli, però credo che con poche decine di aderenti la complessità, di costituzione e gestione, non renda la cosa conveniente
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[7] Re: Comunità energetica

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 16 mar 2024, 23:18

I vecchi impianti (prima del 2022 circa), non possono entrare in una CER per legge, non per convenienza o meno (fra l'altro SSP dovrebbe andare a morire).

Gli impianti della CER (possono essere più d'uno) non sono collegati ad alcuna rete locale: tutti i conteggi necessari son fatti sulla base dei contatori di scambio.

Occorre distinguere fra proprietario (senso civile) di un impianto (che può essere anche più d'una unità) e la CER stessa (ente giuridico non a scopo di lucro costituito presso un notaio). La CER è composta da partecipanti attivi (con impianto), passivi, o entrambi.
Un partecipante attivo passivo autoconsuma (nel senso del decreto) l'energia degli altri attivi, non la sua (ovviamente la autoconsuma di fatto, la propria, ma non riceve incentivo per questa).

Gli impianti di una CER sono come il tuo e immettono in rete quanto non immediatamente consumato nel proprio POD.
Non è detto che la titolarità degli impianti sia distribuita fra tutti i partecipanti la CER.
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[8] Re: Comunità energetica

Messaggioda Foto Utenteluxinterior » 17 mar 2024, 9:56

Abbiate pazienza ma continuo a non capire
Facciamo un esempio pratico:
Nella nostra associazione supponiamo ci siano 10 persone interessate.
Da quello che dite bisogna passare dal notaio per formare la CER in cui immagiono verranno indicati i nomi di chi partecipa alla CER.
Queste dieci persone metteranno di tasca i soldi per realizzare l'impianto fotovoltaico. Per semplicità supponiamo si faccia sul tetto dell'edificio dell'associaizone. Edificio che è un po come il vecchio ricreatorio parrocchiale (o la casa del popolo nel caso dei senza Dio) utilizzato saltuariamente quindi autoconsumo infinitesimo.
Impianto che immetterà il 99% in rete. Quale vantaggio avranno i dieci partecipanti alla CER che hanno realizzato tutto questo e che di fatto sono tutti soggetti passivi della CER?


-----------------------------------------------------------------------------------------Aggiungo
Credo di aver capito..... tutto ruota attorno alla tariffa incentivante prevista per l'eneiga autoconsumata dalle CER
Quindi io faccio la CER costruisco l'impianto il GSE ogni ora prende nota della produzione degli impianti della CER e dei consumi di tutti i partecipanti riporto dal sito GSE:
Per ciascuna ora il GSE verificherà a quanto ammonta l'energia prodotta da tutti gli impianti facenti parte di una medesima CER e a quanto ammonta l'energia prelevata da ciascun consumatore della CER. L'energia autoconsumata sarà quindi pari al minor valore tra questi due somme di energia.
In pratica ad ogni ora
se gli impianti della CER producono meno di quello che la CER consuma considero la produzione coomplessiva
se gli impianti della CER producono più di quello che la CER consumo considero il consumo complessivo

Facendo due conti a spanne impianto da 20kW leggo che sia in grado di produrre 22MW annui
Supponendo il massimo di tariffa incentivante 80€ quota fissa + 40€ quaota variabile +10€ impianto ubicato al nord totale 130€ per MW Se nella CER siamo bravi e consumiamo tutti i 22MW annui (cosa probabile se l'impianto è unico e piccolo rispetto al numero di partecipanti della CER il consumo supererà sempre la produzione) 130x22= 2860€ annui come cifra massima (dipende dalla quota variabile dell'incentivo)
Soldi da dividere negli ipotetici 10 partecipanti e che inizialemnte dovrebbe ripagare la realizzazione dlel'impianto. Mmmmm non so se conviene così come l'ho pensata io servirebbero più impianti come avete detto voi sopra.

Nella CER i soggetti attivi sono avantaggiati perché il loro autoconsumo ovviamente non viene condiviso I soggetti passivi della CER usfuriranno solo dela produzione in eccesso dei soggetti attivi oppure il GSE considera la produzione complessiva indipendentemente dla fatto che questa sia immessa in rete o autoconsumata in loco
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[9] Re: Comunità energetica

Messaggioda Foto Utenterichiurci » 17 mar 2024, 10:40

Se il tetto è della associazione credo dovrebbe esserlo anche l'impianto, a meno di ulteriori complicazioni.

Ma ammettiamo che si realizzi effettivamente su tale tetto un impianto pagato solo da 10 persone.

L'autoconsumo immediato vero e proprio sarà trascurabile, quindi si perde il primo (e forse maggiore) vantaggio economico a realizzare un impianto.

I 10 proprietari avranno incentivo (ma bisogna scriverlo nello statuto) sia dalla divisione degli incentivi legati all'autoconsumo di collettività, sia per la quota di energia non consumata dalla CER ma immessa nella rete nazionale (un po' minore del precedente)

Tutti gli aderenti alla CER avranno un incentivo in base all'energia consumata mentre l'impianto produce (autoconsumo della CER).

Forse non sono bravo a spiegare quello che ho capito, provo a spiegarne il senso.

Scopo delle CER è incentivare l'installazione di impianti e il consumo locale dell'energia prodotta, per evitare che energia prodotta in Sicilia venga utilizzata in Piemonte, con tutte le perdite di rete che nen conseguono.

Chi produce, oltre a risparmiare direttamente in bolletta con l'autoconsumo "istantaneo" (tutta energia non chiesta e pagata al proprio fornitore) riceve un contributo ulteriore se gli altri membri consumano l'energia prodotta dal suo impianto (mentre la produce) mentre riceve il contributo minore per la quota di energia che finisce in rete.

I "consumer", che non pessseggono impianti, ricevono un incentivo perché aiutano il produttore a consumare l'energia prodotta, senza che "scavalchi" i confini della CER
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[10] Re: Comunità energetica

Messaggioda Foto UtenteGioArca67 » 17 mar 2024, 12:25

Foto Utenteluxinterior il ragionamento non va bene perché confondi CER e proprietà degli impianti afferenti.
Confondi anche costituzione della CER e adesione alla CER.

La CER è ente senza fine di lucro, una volta costituito chiunque può aderire e cessare l'adesione liberamente.

Foto Utenterichiurci ha dato indicazioni più puntuali sugli obiettivi da raggiungere.

Poiché il conteggio dell'autoconsumo è orario ragionare annualmente può dar problemi in quanto non è detto che i consumi coprano la produzione e viceversa... Una discoteca non porta vantaggi, come chi riscalda d'inverno con l'elettricità.

Nel conteggio inoltre lasci fuori i proventi derivanti dalla vendita di energia in rete, che si sommano.
Quindi il produttore produce e vende, il consumatore consuma acquistando, se si mettono d'accordo e il consumatore consuma quando il produttore produce, allora ricevono un premio che dovranno spartirsi come meglio credono.
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