In un negozio realizzato nel 1985 circa con impianto di tale data
Utenza 6 kWh trifase su superficie superiore a 200m2
Il tutto corredato di mgt e differenziale di recente data
Come potersi mettere a norma ?
Occorre rifare tutto l'impianto da 0 oppure ?
E possibile una diri in questo caso oppure no ?
A parte il rifacimento totale del quadro con suddivisione per quanto possibile delle varie linee che è più semplice da realizzare rispetto a rifare tutto ex novo.
Mi direste se c'è un elenco dei professionisti diviso per provincia da poter consumare per eventuale progetto?
Come essere a norma ? Iter
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Per prima cosa si classifica il luogo:
A) luogo di lavoro e quindi soggetto a D.Lgs. 81/08 e DPR 462/01
B) non ci sono dipendenti o assimilati, quindi non è luogo di lavoro
Nel caso A) un impianto realizzato nel 1985 non era soggetto alla ex L. 46/90, ma dalla sua entrata in vigore si dovevano adeguare gli impianti elettrici ai requisiti minimi previsti con relativo rilascio della dichiarazione di conformità. In seconda battuta nel 1996 (entrata in vigore D.Lgs. 626/94) ad oggi doveva già esser stato adeguato ai requisiti minimi di sicurezza e aver adempiuto a quanto prevedeva ex DPR 547/55 (denuncia impianto di terra e verifiche periodiche). In pratica, il datore di lavoro all'epoca doveva già essere a conoscenza o meno se l'impianto elettrico era conforme ai requisiti della legislazione e regolamentazione vigente e di conseguenza poterlo documentare. A maggior ragione quando è entrato in vigore il D.Lgs. 81/08 che obbliga il datore di lavoro alla valutazione del rischio elettrico, dove per "rischio elettrico" si intendono solo i rischi residui, gli aspetti gestionali e migliorativi della sicurezza NON l'adeguamento dell'impianto elettrico vero e proprio, si dava per scontato essere già conforme. A seguire dal 2001 sempre il datore di lavoro deve aver incaricato un organismo privato per le verifiche biennali/quinquennali dell'impianto di terra e quindi avere la documentazione necessaria prevista.
Nel caso B) gli obblighi di adeguamento riguardano la ex L. 46/90 e il DM 37/08.
Cosa fare?
CASO A):
1. incaricare professionista iscritto albo professionale con 5 anni di esperienza per verificare che l'impianto elettrico esistente sia conforme ai requisiti minimi di sicurezza e farsi redigere la Dichiarazione di Rispondenza ai sensi dell'art. 7 comma 6 DM 37/08. Se l'attività non rientra tra quelle con obbligo di progetto si può richiedere la DIRI al responsabile tecnico di una ditta installatrice con 5 anni di esperienza.
2. Incaricare subito organismo privato per la verifica dell'impianto di terra ai sensi DPR 462/01 e fare l'iscrizione dell'impianto all'INAIL tramite il portale CIVA.
3. Valutare i rischi elettrici secondo D.Lgs. 81/08 e fare le manutenzioni periodiche secondo un piano di manutenzione con relativo registro.
CASO B): basta adempiere al punto 1. del caso A).
Cosa si rischia?
CASO A): sanzioni per illeciti amministrativi mancato rispetto ex L. 46/90 e DM 37/08, sanzioni penali per il mancato rispetto DPR 462/01 e D.Lgs. 81/08 con denuncia alla procura della repubblica che viene archiviata una volta adeguate le difformità. In caso di infortunio di un lavoratore sarà molto più difficile dimostrare la buona fede del datore di lavoro e quindi si potrà venire condannati per colpa o peggio per dolo.
CASO B): come nel caso A) senza sanzioni penali perché non rientra campo di applicazione D.Lgs. 81/08, ma se crepa il proprietario o suo familiare frega nulla nessuno
A) luogo di lavoro e quindi soggetto a D.Lgs. 81/08 e DPR 462/01
B) non ci sono dipendenti o assimilati, quindi non è luogo di lavoro
Nel caso A) un impianto realizzato nel 1985 non era soggetto alla ex L. 46/90, ma dalla sua entrata in vigore si dovevano adeguare gli impianti elettrici ai requisiti minimi previsti con relativo rilascio della dichiarazione di conformità. In seconda battuta nel 1996 (entrata in vigore D.Lgs. 626/94) ad oggi doveva già esser stato adeguato ai requisiti minimi di sicurezza e aver adempiuto a quanto prevedeva ex DPR 547/55 (denuncia impianto di terra e verifiche periodiche). In pratica, il datore di lavoro all'epoca doveva già essere a conoscenza o meno se l'impianto elettrico era conforme ai requisiti della legislazione e regolamentazione vigente e di conseguenza poterlo documentare. A maggior ragione quando è entrato in vigore il D.Lgs. 81/08 che obbliga il datore di lavoro alla valutazione del rischio elettrico, dove per "rischio elettrico" si intendono solo i rischi residui, gli aspetti gestionali e migliorativi della sicurezza NON l'adeguamento dell'impianto elettrico vero e proprio, si dava per scontato essere già conforme. A seguire dal 2001 sempre il datore di lavoro deve aver incaricato un organismo privato per le verifiche biennali/quinquennali dell'impianto di terra e quindi avere la documentazione necessaria prevista.
Nel caso B) gli obblighi di adeguamento riguardano la ex L. 46/90 e il DM 37/08.
Cosa fare?
CASO A):
1. incaricare professionista iscritto albo professionale con 5 anni di esperienza per verificare che l'impianto elettrico esistente sia conforme ai requisiti minimi di sicurezza e farsi redigere la Dichiarazione di Rispondenza ai sensi dell'art. 7 comma 6 DM 37/08. Se l'attività non rientra tra quelle con obbligo di progetto si può richiedere la DIRI al responsabile tecnico di una ditta installatrice con 5 anni di esperienza.
2. Incaricare subito organismo privato per la verifica dell'impianto di terra ai sensi DPR 462/01 e fare l'iscrizione dell'impianto all'INAIL tramite il portale CIVA.
3. Valutare i rischi elettrici secondo D.Lgs. 81/08 e fare le manutenzioni periodiche secondo un piano di manutenzione con relativo registro.
CASO B): basta adempiere al punto 1. del caso A).
Cosa si rischia?
CASO A): sanzioni per illeciti amministrativi mancato rispetto ex L. 46/90 e DM 37/08, sanzioni penali per il mancato rispetto DPR 462/01 e D.Lgs. 81/08 con denuncia alla procura della repubblica che viene archiviata una volta adeguate le difformità. In caso di infortunio di un lavoratore sarà molto più difficile dimostrare la buona fede del datore di lavoro e quindi si potrà venire condannati per colpa o peggio per dolo.
CASO B): come nel caso A) senza sanzioni penali perché non rientra campo di applicazione D.Lgs. 81/08, ma se crepa il proprietario o suo familiare frega nulla nessuno
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"Non pensare mai al dolore, al pericolo o ai nemici un momento più lungo del necessario per combatterli." — Ayn Rand
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Mike
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Grazie per la risposta esaustiva Mike !
Essendo subentrato mi sto informando ma chi mi ha preceduto forse non era stato informato a dovere da chi doveva ...
Dove potrei trovare una lista di professionisti iscritto albo professionale con 5 anni di esperienza per la mia provincia ?
Essendo subentrato mi sto informando ma chi mi ha preceduto forse non era stato informato a dovere da chi doveva ...
Dove potrei trovare una lista di professionisti iscritto albo professionale con 5 anni di esperienza per la mia provincia ?
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JR1987 ha scritto:Dove potrei trovare una lista di professionisti iscritto albo professionale con 5 anni di esperienza per la mia provincia ?
Puoi fare una ricerca nei siti dei periti industriali e degli ingegneri, solo i periti industriali puoi ricercarli per la specializzazione (elettrotecnica o elettronica), in ogni caso conviene contattarli per sapere se hanno 5 anni esperienza nel settore (che non vuol dire 5 anni di iscrizione all'albo) e se si occupano di impianti elettrici.
https://www.albounicoperind.it/Ricerca_ ... riali.aspx
https://www.cni.it/albo-unico
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Mike ha scritto:JR1987 ha scritto:Dove potrei trovare una lista di professionisti iscritto albo professionale con 5 anni di esperienza per la mia provincia ?
Puoi fare una ricerca nei siti dei periti industriali e degli ingegneri, solo i periti industriali puoi ricercarli per la specializzazione (elettrotecnica o elettronica), in ogni caso conviene contattarli per sapere se hanno 5 anni esperienza nel settore (che non vuol dire 5 anni di iscrizione all'albo) e se si occupano di impianti elettrici.
https://www.albounicoperind.it/Ricerca_ ... riali.aspx
https://www.cni.it/albo-unico
mi scuso per il disturbo mike
avrei trovato un ingegnere meccanico laureato nel 2002 e allo stesso tempo perito iscritto però nel 2023 questo vuol dire che non è valido per il mio caso giusto ?
come faccio vado nella fiducia per sapere se sono 5 anni che ha esperienza nel settore ?
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JR1987 ha scritto:avrei trovato un ingegnere meccanico laureato nel 2002 e allo stesso tempo perito iscritto però nel 2023 questo vuol dire che non è valido per il mio caso giusto ?
Non capisco, se è ingegnere meccanico sarà iscritto all'ordine ingegneri e non a quello dei periti industriali. Comunque, deve essere iscritto per la specializzazione richiesta: elettrotecnica o elettronica, non meccanica.
JR1987 ha scritto:come faccio vado nella fiducia per sapere se sono 5 anni che ha esperienza nel settore ?
L'iscrizione all'ordine non vuol dire nulla, uno può essere iscritto da decenni ma aver insegnato applicazioni tecniche alle medie
Quello che conta è l'esperienza, si valutano le referenze e il CV.
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Mike ha scritto:redigere la Dichiarazione di Rispondenza ai sensi dell'art. 7 comma 6 DM 37/08.
Volendo fare i pignoli non dovrebbe essere redatta una dichiarazione di rispondenza ai sensi del DM 37/2008, trattandosi di impianto ante legge 46/90, ma una dichiarazione di rispondenza alla regola d'arte.
Però possiamo scommettere che l'impianto non sarà a regola d'arte quindi la pignoleria è inutile.
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Non vi sembra alquanto assurdo comunque che un piccolo datore di lavoro deve preoccuparsi di trovare un progettista che deve avere le carte in regola come se fosse facile trovarlo
E non deve essere un elettricista a sapere un po' tutto quel che c'è da fare e trovare lui un progettista?
Cioè io vorrei mettermi in regola e tutto ma avendo chiesto a due elettricisti non sanno niente su come c'è da muoversi
Controllo meglio la sua iscrizione o magari nei prossimi giorni lo contatto e chiedo se mi può fare il progetto dell'impianto elettrico
P.S se dovesse farlo e non ha i requisiti io cosa rischio ?
E non deve essere un elettricista a sapere un po' tutto quel che c'è da fare e trovare lui un progettista?
Cioè io vorrei mettermi in regola e tutto ma avendo chiesto a due elettricisti non sanno niente su come c'è da muoversi
Controllo meglio la sua iscrizione o magari nei prossimi giorni lo contatto e chiedo se mi può fare il progetto dell'impianto elettrico
P.S se dovesse farlo e non ha i requisiti io cosa rischio ?
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JR1987 ha scritto:Non vi sembra alquanto assurdo comunque che un piccolo datore di lavoro deve preoccuparsi di trovare un progettista che deve avere le carte in regola come se fosse facile trovarlo
No perché il progettista è una figura di fiducia nominata dal comittente, ovvero tu che sei un imprenditore/datore di lavoro. Quando devi curarti perché hai problemi di salute a chi ti rivolgi ? A un medico preparato che hai accuratamente selezionato, o al mago Donascimiento ?
JR1987 ha scritto:E non deve essere un elettricista a sapere un po' tutto quel che c'è da fare e trovare lui un progettista?
Cioè io vorrei mettermi in regola e tutto ma avendo chiesto a due elettricisti non sanno niente su come c'è da muoversi
No perché ti sei rivolto alla figura professionale sbagliata. Un elettricista NON E' un progettista, è un professionista, certamente nel suo campo, ma non ha la preparazione teorica, normativa, e legale di un progettista. Ti conviene sempre cercare un progettista CHE SCEGLI TU per i motivi poco sopra detti.
JR1987 ha scritto:Controllo meglio la sua iscrizione o magari nei prossimi giorni lo contatto e chiedo se mi può fare il progetto dell'impianto elettrico.
P.S se dovesse farlo e non ha i requisiti io cosa rischio ?
Si chiama nel diritto "culpa in eligendo" cioè affidi un'attività socialmente rilevante a un soggetto non in grado o abilitato a svolgerla (perché sei stato poco accorto nella scelta).
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