Buongiorno a tutto il forum. A Vs avviso le parti attive di un impianto di cablaggio strutturato, alla luce del DM 37-08 rientrano nella DI.CO?
La manutenzione straordinaria o sostituzione di apparati attivi come andreste ad inquadrarla?
Il fatto che sono apparecchiature con spina lato alimentazione e con plug lato rete IP è una discriminante?
Anche i centralini di antenna sono spesso con alimentatore e spina e le connessioni a mezzo connettori analoghi alle patch, ma spesso vedo produrre le DI.CO in caso di sostituzione antenna e centralino, senza modificare la restante parte di impianto.
Nella parte elettrica è ben definito l'ampliamento di un impianto esistente(creazione di un nuovo circuito, con protezione e cavo), nella parte delle comunicazioni la discriminante quale risulta essere? un nuovo punto di rete da armadio esistente è ampliamento - quindi soggetto a DI.CO. + progetto?
Stesso discorso per modifiche agli armadi di permutazione. A vostro avviso quale è il confine che identifica la straordinaria manutenzione? La lettura del DM, se fatta in termini "restrittivi" porta a strade a volte "contorte" e i confini diventano poco definiti.
Letteratura tecnica e TNE ad oggi mi sono di scarso aiuto al riguardo.. resto in attesa del Vs. "pensiero" ed approccio.
Parti attive impianti dati e DM 37-08
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[2] Re: Parti attive impianti dati e DM 37-08
ferri ha scritto:Buongiorno a tutto il forum. A Vs avviso le parti attive di un impianto di cablaggio strutturato, alla luce del DM 37-08 rientrano nella DI.CO?
No, tutte le apparecchiature sono escluse dal campo di applicazione. Il DM 37/08 riguarda esclusivamente gli impianti realizzati in opera.
ferri ha scritto:La manutenzione straordinaria o sostituzione di apparati attivi come andreste ad inquadrarla?
Per una volta tanto che non hai una legge di riferimento ti lamenti?
La inquadri nella regolamentazione e legislazione vigente generale in materia di ambienti di lavoro.
ferri ha scritto:Il fatto che sono apparecchiature con spina lato alimentazione e con plug lato rete IP è una discriminante?
Anche i centralini di antenna sono spesso con alimentatore e spina e le connessioni a mezzo connettori analoghi alle patch, ma spesso vedo produrre le DI.CO in caso di sostituzione antenna e centralino, senza modificare la restante parte di impianto.
Anche per gli impianti di antenna sono escluse le apparecchiature.
ferri ha scritto:Nella parte elettrica è ben definito l'ampliamento di un impianto esistente(creazione di un nuovo circuito, con protezione e cavo), nella parte delle comunicazioni la discriminante quale risulta essere? un nuovo punto di rete da armadio esistente è ampliamento - quindi soggetto a DI.CO. + progetto?
In teoria sì, è l'equivalente di posare una nuova linea con l'installazione di nuovo interruttore dal quadro elettrico. In pratica non ci sono le stesse problematiche di sicurezza di un impianto elettrico per cui non ha molto senso.
ferri ha scritto:Stesso discorso per modifiche agli armadi di permutazione. A vostro avviso quale è il confine che identifica la straordinaria manutenzione? La lettura del DM, se fatta in termini "restrittivi" porta a strade a volte "contorte" e i confini diventano poco definiti.
Letteratura tecnica e TNE ad oggi mi sono di scarso aiuto al riguardo.. resto in attesa del Vs. "pensiero" ed approccio.
Stesso discorso per le modifiche agli armadi di permutazione, chiaramente riferito solo alla parte passiva.
La manutenzione ordinaria è sostanzialmente quella necessaria al mantenimento delle condizioni di sicurezza e prestazioni dell'impianto ed è programmata.
La manutenzione straordinaria invece è un intervento a seguito di guasto, sostituzione di un componente, modifica non sostanziale (per esempio posare una nuova presa derivandosi dalla presa esistente), ecc.
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[3] Re: Parti attive impianti dati e DM 37-08
Forse hai una visione troppo restrittiva.
Se uno segue questa logica nessun impianto dati anche a cablaggio strutturato rientra nel campo di applicazione del DM 37/08, e allora che ce l'hanno scritta a fare la lettera b)? Solo per le antenne? Che significa "gestione"?
Se uno segue questa logica nessun impianto dati anche a cablaggio strutturato rientra nel campo di applicazione del DM 37/08, e allora che ce l'hanno scritta a fare la lettera b)? Solo per le antenne? Che significa "gestione"?
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[4] Re: Parti attive impianti dati e DM 37-08
GioArca67 ha scritto:Forse hai una visione troppo restrittiva.
Se uno segue questa logica nessun impianto dati anche a cablaggio strutturato rientra nel campo di applicazione del DM 37/08, e allora che ce l'hanno scritta a fare la lettera b)? Solo per le antenne? Che significa "gestione"?
Non mi pare di aver scritto questo.
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[5] Re: Parti attive impianti dati e DM 37-08
Mike ha scritto:No, tutte le apparecchiature sono escluse dal campo di applicazione. Il DM 37/08 riguarda esclusivamente gli impianti realizzati in opera.
Se però escludiamo router switch ecc. mi pare che rimangano solo un po' di cavi ethernet.
Dire che l'impianto dati sono un paio di cavi e qualche presa RJ45 non è riduttivo??
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[6] Re: Parti attive impianti dati e DM 37-08
GioArca67 ha scritto:Se però escludiamo router switch ecc. mi pare che rimangano solo un po' di cavi ethernet.
Dire che l'impianto dati sono un paio di cavi e qualche presa RJ45 non è riduttivo??
Questo è il cablaggio strutturato passivo, ovvero la parte impiantistica, quella che permane nella struttura. La parte attiva invece è modificabile a piacimento e non servono competenze impiantistiche.
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[7] Re: Parti attive impianti dati e DM 37-08
Intanto grazie per il confronto. Prevedere la sola parte passiva “a priori” lo vedo critico, in particolare nei casi (sempre più frequenti) in cui sulla rete dati poggiano poi altri N parti impiantistiche, in diversi casi anche di sicurezza; Immagino che ormai siano rimasti in pochi a fare un controllo degli stati su quadri elettrici (magari su utenze di sicurezza) con un multicoppia verso la control room e spie di ripetizione.
Sono sempre di più le utenze / sistemi che richiedono che la rete sia ridondata o strutturata per evitare eventuali disservizi, e mi sembra riduttivo tralasciare o scaricare sulla parte IT aziendale tali scelte.
In certe strutture esiste un confine delimitato (sono presenti apparati attivi dedicati alla gestione dell’edificio magari con connessioni in fibra o rame specifici, a volte realizzati con cavi PH120), ma la maggioranza dei casi non si ha questa netta separazione.
Hai cabine in anello? Probabile che si preveda fibra ottica dedicata agli sganciatori. Sei in un ospedale? Si ha quasi la certezza che esista rete dedicata - in tali ambienti gli impianti che usano la rete IP per comunicazioni di sicurezza sono veramente tanti. Progettare e richiedere la installazione da parte di personale qualificato (o “patentato” secondo il DM 37-08) della sola parte passiva mi lascia perplesso – al di la della parte “burocratica”. Diciamo che me la immagino come qualcosa di più complesso, che richiede alla fine che un “qualcuno” - con una Di.Co. confermi di aver rispettato la regola dell’arte. Altrimenti arriva il sistemista e mi mette uno switch da 30 euro raccattato nella grande distribuzione –mono alimentatore e messo sopra il c/soffitto a 40°C
La criticità inizia visto che tali impianti, che usano la rete IT, sono ormai usati in edifici e ambienti di media complessità. È “la terra di mezzo“ che mi lascia tante perplessità e dubbi.
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In certe strutture esiste un confine delimitato (sono presenti apparati attivi dedicati alla gestione dell’edificio magari con connessioni in fibra o rame specifici, a volte realizzati con cavi PH120), ma la maggioranza dei casi non si ha questa netta separazione.
Hai cabine in anello? Probabile che si preveda fibra ottica dedicata agli sganciatori. Sei in un ospedale? Si ha quasi la certezza che esista rete dedicata - in tali ambienti gli impianti che usano la rete IP per comunicazioni di sicurezza sono veramente tanti. Progettare e richiedere la installazione da parte di personale qualificato (o “patentato” secondo il DM 37-08) della sola parte passiva mi lascia perplesso – al di la della parte “burocratica”. Diciamo che me la immagino come qualcosa di più complesso, che richiede alla fine che un “qualcuno” - con una Di.Co. confermi di aver rispettato la regola dell’arte. Altrimenti arriva il sistemista e mi mette uno switch da 30 euro raccattato nella grande distribuzione –mono alimentatore e messo sopra il c/soffitto a 40°C
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[8] Re: Parti attive impianti dati e DM 37-08
ferri ha scritto:La criticità inizia visto che tali impianti, che usano la rete IT, sono ormai usati in edifici e ambienti di media complessità. È “la terra di mezzo“ che mi lascia tante perplessità e dubbi.
Una cosa è certa, non te lo risolve il pezzo di carta.
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[9] Re: Parti attive impianti dati e DM 37-08
riporto la risposta ricevuta.
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Gentile abbonato,
ci scusiamo per il ritardo della risposta.
Gli apparati attivi sono assimilabili agli apparecchi utilizzatori i quali non fanno parte degli impianti.
L’aggiunga di prese di rete su un impianto esistente richiede il rilascio della DICO anche se l’impianto esistente ne è legittimamente sprovvisto in quanto ante modifica legislativa (e dunque non occorre la DIRI).
Cordiali saluti.
--
in ns Jedi non sbaglia un colpo..
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Gentile abbonato,
ci scusiamo per il ritardo della risposta.
Gli apparati attivi sono assimilabili agli apparecchi utilizzatori i quali non fanno parte degli impianti.
L’aggiunga di prese di rete su un impianto esistente richiede il rilascio della DICO anche se l’impianto esistente ne è legittimamente sprovvisto in quanto ante modifica legislativa (e dunque non occorre la DIRI).
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[10] Re: Parti attive impianti dati e DM 37-08
ferri ha scritto:in ns Jedi non sbaglia un colpo..
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