Cito questo ad esempio
Purtroppo a volte i comportamenti umani riescono a sfuggire anche alle più rigide procedure.
E anche la "troppa" esperienza a volte si rivela una trappola, la troppa confidenza ti porta a non considerare con la giusta attenzione dei passaggi cirtici.
Aggiungiamo poi il coordinamento sempre difficile di più persone che provengono da esperienze diverse e che magari per semplice consuetudine pensano che "quella cosa lì" sia già stata verificata da un altro.
Non bisognerebbe mai dare nulla per scontato ...ma io solo scrivo (a posteriori)
Incidente Centrale Bargi
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Se la sostanza di ciò che è successo non viene fuori nei primi giorni, non verrà fuori mai più.
EDIT: adesso non voglio neanche fare la parte del libertario incosciente. E' possibilissimo che quelli, che so io, dell'anello distributore volessero approfittare dell'occasione per fare delle prove in sovravelocità (60 Hz?) e quelli del committente non avessero abbastanza voce in capitolo per frenarli. Ribadisco che l'essenziale è sapere quello che è capitato, anche qui non è detto che sequestrare i dati tecnici da parte dei giuristi aiuti troppo.
EDIT: adesso non voglio neanche fare la parte del libertario incosciente. E' possibilissimo che quelli, che so io, dell'anello distributore volessero approfittare dell'occasione per fare delle prove in sovravelocità (60 Hz?) e quelli del committente non avessero abbastanza voce in capitolo per frenarli. Ribadisco che l'essenziale è sapere quello che è capitato, anche qui non è detto che sequestrare i dati tecnici da parte dei giuristi aiuti troppo.
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Nel caso del ponte Morandi di Genova, ci volle diverso tempo per recuperare ed esaminare in dettaglio tutti i reperti e poi cominciare a indagare sulle responsabilità
Rispetto al onte Morandi, le dimensioni dell'incidente di Bargi sono differenti ma non credo si possa investigare a fondo e sciogliere i nodi in poco tempo
Rispetto al onte Morandi, le dimensioni dell'incidente di Bargi sono differenti ma non credo si possa investigare a fondo e sciogliere i nodi in poco tempo
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pensavo di non aver equivocato e l'intervento successivo di @NoNickName mi confermerebbe l'interpretazione: e mi pare sottolinei il fatto che in certe realtà, malgrado la formalità delle carte faccia pensare che tutto è a posto, le condotte conseguenti, per diversi motivi, non garantiscono le condizioni di sicurezza attese.NoNickName ha scritto:alev ha scritto:NoNickName ha scritto:tanta carta inutile.
In qualsiasi attività di lavoro, è necessario che le norme siano codificate, non facendolo il rischio è di perdere qualcosa per strada oppure di interpretare male e chissà che altro
Discorso privo di utilità alcuna.
La domanda era: hai mai fatto leggere un documento di coordinamento sicurezza ad un operaio, magari straniero, che si occupa di posare malte o piastrelle?
Non sono giustificazioni, ma si verifica.
penso se ne discuta in termini generali(l'ho tirato in ballo io), senza riferimenti specifici al caso trattato.Aria ha scritto:Secondo me il discorso del subappalto in un lavoro del genere non ha molto senso criticarlo (...)
Saluti
p.s
mi sembra di un certo interesse il contenuto di questo articolo(IlFattoQuotidiano).
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WALTERmwp
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WALTERmwp ha scritto: pensavo di non aver equivocato e l'intervento successivo di @NoNickName mi confermerebbe l'interpretazione: e mi pare sottolinei il fatto che in certe realtà, malgrado la formalità delle carte faccia pensare che tutto è a posto, le condotte conseguenti, per diversi motivi, non garantiscono le condizioni di sicurezza attese.
non solo, ma la sicurezza non si garantisce compilando un fascicolo di carte.
E quando le carte sono a posto, devono essere comprensibili e comprese.
Non mi pare che un operaio possa avere chiari i concetti di rischi interferenziali... anche se fa un corso sulla sicurezza.
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NoNickName
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Già, cosa sono ? I rischi delle influenze fra una attività e un'altra svolta contemporaneamente nelle vicinanze?possa avere chiari i concetti di rischi interferenziali.
Ricordo che una volta su una nave in allestimento in cantiere, 50 anni fa, saldavano, su un soffitto, tubazioni ad arco elettrico, senza preoccuparsi che le scintille cadessero sopra un quadro elettrico aperto in cui altri tecnici stavano cablando. Sembrava che la prassi fosse "fai quel che devi fare senza preoccuparti degli altri, salvo che questi protestino".
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WALTERmwp ha scritto:
mi sembra di un certo interesse il contenuto di questo articolo(IlFattoQuotidiano).
Un articolo che coglie in modo perfetto i punti salienti della pessima gestione dei grandi gruppi infrastrutturali in Italia.
Ovviamente col benestare di tutti gli esecutivi degli ultimi 20 anni.
In ambito Tlc purtroppo siamo decisamente avanti rispetto a tutti gli altri.
Ciao
600 Elettra
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EcoTan ha scritto:In fattispecie la perdita di investimento è stata enorme, quindi non penso che vi fosse alcun interesse a trascurare la sicurezza.
richiurci ha scritto:Questa deduzione non ha senso, se e quando si trascura la sicurezza lo si fa per ignoranza, perché non si immagina la gravità degli incidenti che possono derivarne, e magari si valuta ben poco la vita umana.
Intendiamoci, non credo fosse questo il caso, ma non ha proprio senso dedurre che la sicurezza fosse rispettata solo dalla gravità delle conseguenze, che renderebbe irragionevole una mancanza deliberata.
Queste due affermazioni non sono in realtà in contrasto. Anzi, mi sembra che stiate dicendo la stessa cosa.
Bisogna mettersi d'accordo su cosa vuol dire lavorare in sicurezza. Vuol dire che alla mattina inizio il lavoro con una probabilità del 99% di arrivare a fine giornata illeso? 99.99%? 99.99999? Quanto alta deve essere questa probabilità? Perché a 100% non ci si può arrivare.
La cassiera del Lidl non indossa un giubbotto antiproiettile. Perché no? Perché la probabilità che le serva è insignificante. Ma non è 0. È pensabile che un criminale decida di rapinare il negozio. Anzi, visti i recenti fatti di Sidney, è possibile che qualcuno cerchi di ferire un qualsivoglia impiegato di un centro commerciale.
Allora tutti con giubbotti antiproiettile/antitaglio?
Evidentemente no. Perché? Perché l'idea è assurda. Assurda, fino al momento in cui succede qualcosa.
E quando succede qualcosa ci si chiede "Perché la direzione del centro commerciale non ha messo a disposizione dei giubbotti antiproiettile ai dipendenti?"
Assumiamo che quello che è avvenuto sia una distruzione meccanica della turbina (cosa che ancora non sappiamo). Se prima dell'incidente qualcuno avesse detto all'esperto di Voith "Hey, c'è il rischio che la turbina esploda, dobbiamo prendere delle contromisure", probabilmente gli avrebbe risposto "Ma per piacere!..."
Qui c'è l'analisi di un incidente in un campo completamente diverso (chimica) ma con dei significanti paralleli: impianto in manutenzione, azienda in subappalto, esito mortale. E questo non per negligenza:
- 3:10-3:20 --> analisi del rischio effettuata (ma purtroppo sbagliata)
- 5:30 --> misure di sicurezza standard prima del lavoro di saldatura
https://www.youtube.com/watch?v=j4iv4HvrfSU
Come l'analisi sottolinea, le misure di sicurezza non sono state ignorate, ma erano insufficienti perché non erano stati presi in considerazione rischi che si sono poi rivelati reali. Le misure richieste per legge erano state osservate, ma non si erano estese a processi pericolosi non coperti da quel regolamento. Il tutto esacerbato da un problema organizzativo sottolineato a 3:55
E qui rientra in gioco l'affermazione di
Ecco qui, quindi, che anche quando si ha a che fare con le peggiori carogne capitalistiche, non c'è interesse a risparmiare sulla sicurezza.
@
Parlando di aerei: https://it.wikipedia.org/wiki/De_Havill ... _incidenti
Ovviamente se vogliamo dare una colpa a qualcuno possiamo andare a cercare gli ingegneri, ma possiamo parlare davvero di colpa? Sarebbe stato possibile prevedere il problema prima che accadesse?
Anche dopo gli incidenti la commissione di inchiesta ha avuto difficoltà a capire quale fosse il punto debole e sono stati necessari parecchi test.
E siamo tornati al punto di partenza: vedremo se le indagini sulla centrale di Bargi sapranno dirci cosa esattamente è successo. Se però dopo che un incidente si è verificato trovarne le cause è difficile, si può immaginare quanto ostico sarebbe stato considerarlo a priori.
luxinterior ha scritto:E anche la "troppa" esperienza a volte si rivela una trappola, la troppa confidenza ti porta a non considerare con la giusta attenzione dei passaggi cirtici.
Osservazione sacrosanta. Il caso classico è la strada che fate tutti i giorni tra casa e lavoro. Se dovessero sostituire un dare precedenza con uno stop, ve ne accorgereste dopo 10 giorni, dopo aver rischiato un incidente per non esservi fermati all'incrocio.
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io ho contestato solo l'affermazione secondo la quale, in presenza di grossi investimenti e quindi potenziali grosse perdite economiche, si possa dare per scontato che non ci possa essere nessun interesse a trascurare la sicurezza, e ho citato anche alcuni esempi eclatanti.
Ripeto, non è detto che sia questo il caso, ma di fatto i rischi imponderabili o altamente improbabili raramente sono alla base di incidenti.
A me è venuto in mente solo fukushima, dove FORSE era effettivamente ritenuto "impossibile" uno tsunami di quelle dimensioni.
In tutti gli altri casi citati ci sono state mancanze gravi, dolo, insabbiamenti e altro.
E la smetterei (cito nonick) di dare la colpa agli operai ignoranti, i preposti servono anche ad aiutarli a comprendere e dare il giusto peso alle procedure di sicurezza. O meglio dovrebbero servire, perché spesso fanno l'esatto contrario
Ripeto, non è detto che sia questo il caso, ma di fatto i rischi imponderabili o altamente improbabili raramente sono alla base di incidenti.
A me è venuto in mente solo fukushima, dove FORSE era effettivamente ritenuto "impossibile" uno tsunami di quelle dimensioni.
In tutti gli altri casi citati ci sono state mancanze gravi, dolo, insabbiamenti e altro.
E la smetterei (cito nonick) di dare la colpa agli operai ignoranti, i preposti servono anche ad aiutarli a comprendere e dare il giusto peso alle procedure di sicurezza. O meglio dovrebbero servire, perché spesso fanno l'esatto contrario
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Ciao,
io in quella centrale sono stato in visita molto tempo fa, mi ricordo tutto in ordine e le due macchine stavano funzionando.
Ci fecero scendere fino al piano della valvola rotativa e quello appena superiore dove sopra le nostre teste avevamo l'alternatore.
Io credo che quelle macchine sono adeguatamente protette, anche con più sistemi in cascata e generalmente sono standardizzate.
Non so che genere di revamping stessero effettuando ma fermate di tale macchinario generalmente si agisce su più fronti.
Tra le varie fonti che ho letto in giro nella rete l'impianto era fermo da settembre 2022 e ABB assieme a Enel Green Power ha avviato nel 2018 una collaborazione per lo sviluppo di un nuovo modello di manutenzione cosiddetta predittiva però non si se quell'impianto rientrava nel progetto.
Siemens credo era la referente per le protezioni ma non ne sono sicuro, ho visto altri impianti di EGP di taglia più piccola revampati con protezioni siemens.
io in quella centrale sono stato in visita molto tempo fa, mi ricordo tutto in ordine e le due macchine stavano funzionando.
Ci fecero scendere fino al piano della valvola rotativa e quello appena superiore dove sopra le nostre teste avevamo l'alternatore.
Io credo che quelle macchine sono adeguatamente protette, anche con più sistemi in cascata e generalmente sono standardizzate.
Non so che genere di revamping stessero effettuando ma fermate di tale macchinario generalmente si agisce su più fronti.
Tra le varie fonti che ho letto in giro nella rete l'impianto era fermo da settembre 2022 e ABB assieme a Enel Green Power ha avviato nel 2018 una collaborazione per lo sviluppo di un nuovo modello di manutenzione cosiddetta predittiva però non si se quell'impianto rientrava nel progetto.
Siemens credo era la referente per le protezioni ma non ne sono sicuro, ho visto altri impianti di EGP di taglia più piccola revampati con protezioni siemens.
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