Pour parler.... Nell'ambiente Idro ci sono molto meno pressioni rispetto ad altri ambiti lavorativi tipo raffinerie o turbogas o ospedali o farmaceutico o oil&gas.
In ogni caso il tecnico le deve saper gestire perché e' lui lo specialista, in ogni cas non credo che il disastro si imputabile ad un singolo.
Mi e' capito in passato di stare su un cantiere con un incedente importante. L',evento e' avvenuto per una serie di cause avverse che si mettono tutte in fila e che portano ad un evento catastrofico. Certe cose migliorabili da parte di varie persone interessate ma anche tanta tanta sfortuna.
A Bargi e' successo un disastro, un vero disastro, possiamo stare qua a discutere di quali siano le cause e di cosa sia successo ad esempio mi viene in mente come mai le vibrazioni del gruppo non sono intervenute per tempo, oppure perché non hanno fermato la turbina per allarme temperatura, tutte cose viste da fuori, nessuno di noi era lì.
Se vogliamo fare polemica allora voglio alzare l'asticella, il vero problema e' il decadimento culturale del paese e di conseguenza anche dal punto di vista tecnico, sempre meno tecnici che si mettono in discussione e sempre meno supportati dalle aziende che li mandano in giro l. Questo e' un discorso generale che non riguarda itecnici di Bargi ci tengo a precisarlo
Incidente Centrale Bargi
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Non mi pare che un operaio possa avere chiari i concetti di rischi interferenziali... anche se fa un corso sulla sicurezza.
Premesso che gli operai non sono tutti uguali, ma che nella maggior parte dei casi, sono sicuramente in grado di capirlo.
A Bargi durante le prove di attivazione, non c'erano solo semplici operai, ma anche tecnici di pluriennale esperienza.
Uno di questi, dipendente di EGP, ci ho avuto a che fare superficialmente nel contesto lavorativo.
Per curiosità in questi giorni ho cercato il cv e sono rimasto incredulo, sicuramente una persona preparatissima e competente.
Nelle prove di attivazione, tutto è da provare e da verificare, forse qualche sicurezza o blocco per N mila motivi non è intervento, magari in concomitanza con un cedimento durante i test delle macchine appena montate.
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JAndrea ha scritto:Premesso che gli operai non sono tutti uguali, ma che nella maggior parte dei casi, sono sicuramente in grado di capirlo.
Falso.
Esempio di duvri, capitolo che parla del rischio interferenziale: " La valutazione dei rischi vera e propria comporta un confronto tra la fonte di pericolo che è stata individuata ed il gruppo di soggetti a rischio ad essa relativi. Nell'ottica di un processo logico rigoroso, occorre stabilire le unità di misura dei parametri che consentono di pervenire ad una qualche gradazione del rischio atteso, stante la necessità di ottenere una scala di priorità di intervento, a partire dai rischi più elevati. La metodologia utilizzata è quella di definire scale
qualitative di valutazione, che possono dar conto in modo semplice dell'entità delle variabili in gioco. "
Adesso ONESTAMENTE dimmi che un piastrellista o un garzone di un idraulico capisce cosa c'è scritto, senza che nessuno glielo spieghi.
JAndrea ha scritto:A Bargi durante le prove di attivazione, non c'erano solo semplici operai, ma anche tecnici di pluriennale esperienza.
Appunto, quindi immaginati gli altri.
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Aria ha scritto:
Se vogliamo fare polemica allora voglio alzare l'asticella, il vero problema e' il decadimento culturale del paese e di conseguenza anche dal punto di vista tecnico, sempre meno tecnici che si mettono in discussione e sempre meno supportati dalle aziende che li mandano in giro l. Questo e' un discorso generale che non riguarda i tecnici di Bargi ci tengo a precisarlo
Decisamente d'accordo con te, sempre meno tecnici specializzati e chi lo fa è mosso da una grandissima passione ma non sempre è remunerato all'altezza delle competenze apportate.
Il discorso si potrebbe allargare tantissimo con varie argomentazioni, rimane il fatto che lavorare nell'idroelettrico è veramente una figata... fino a quando non vai a fare impianti in posti assurdi...
Ad esempio fare una macchina automatica che produce pannolini, con 120 assi elettrici con varie gestioni camme, gearing, interpolati ecc. è molto più complicato che fare il software per una turbina idroelettrica, ma vuoi mettere la scarica di adrenalina quando si chiude l'interruttore di macchina? è una esperienza che va provata, specialmente se il software lo hai fatto tu.
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Sarà anche poca cosa ma io ho un auspicio: che se non altro discussioni come questa possano far crescere tra partecipanti e lettori la consapevolezza dei rischi ai quali a volte si espone se stessi o gli altri o comunque a portare sempre più attenzione a come ci si muove.
Poi ci sarà chi, per sua fortuna, già pienamente cosciente non necessita alcuna riflessione aggiuntiva; a me ogni volta torna utile per ripensare in modo critico a situazioni passate e con maggior cognizione "vivere" quelle che verranno.
Saluti
Poi ci sarà chi, per sua fortuna, già pienamente cosciente non necessita alcuna riflessione aggiuntiva; a me ogni volta torna utile per ripensare in modo critico a situazioni passate e con maggior cognizione "vivere" quelle che verranno.
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WALTERmwp
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[66] Incidente a Bargi
Salve a tutti sono Carlo, nuovo di questo forum.
Scrivo due righe in merito al tragico incidente alla centrale di Bargi un po' per condividere mie esperienze passate ma soprattutto per cercare di capire.
Mi riallaccio a vecchi post su questo forum relativi all'argomento del parallelo dei grandi alternatori.
Ho lavorato tanti anni in una CTE, prima con due turbine tradizionali 80 e 150 MW, poi una riconvertita in turbogasda 380 MW tot.
Fatto in tempo a fare i paralleli, chiusura dell'Int. di macchina, ancora con il sincronoscopio a lancetta rotante ed il variagiri per allineare con la rete. Manovra 80% manuale e 20% automatica, c'era sempre un attimo di ansia...
Ora i dispositivi di sincronizzazione automatica sono molto accurati, precisi ed affidabili.
La mia curiosità era questa: Potrebbe essere stato un parallelo in controfase a far esplodere l'alternatore?
Capisco che è presto per avanzare ipotesi, la mia era un'idea teorica, per cercare di capire.
Grazie e buone cose a tutti.
Scrivo due righe in merito al tragico incidente alla centrale di Bargi un po' per condividere mie esperienze passate ma soprattutto per cercare di capire.
Mi riallaccio a vecchi post su questo forum relativi all'argomento del parallelo dei grandi alternatori.
Ho lavorato tanti anni in una CTE, prima con due turbine tradizionali 80 e 150 MW, poi una riconvertita in turbogasda 380 MW tot.
Fatto in tempo a fare i paralleli, chiusura dell'Int. di macchina, ancora con il sincronoscopio a lancetta rotante ed il variagiri per allineare con la rete. Manovra 80% manuale e 20% automatica, c'era sempre un attimo di ansia...
Ora i dispositivi di sincronizzazione automatica sono molto accurati, precisi ed affidabili.
La mia curiosità era questa: Potrebbe essere stato un parallelo in controfase a far esplodere l'alternatore?
Capisco che è presto per avanzare ipotesi, la mia era un'idea teorica, per cercare di capire.
Grazie e buone cose a tutti.
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CarloCarlo
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Aria ha scritto:Pour parler.
Mi e' capito in passato di stare su un cantiere con un incedente importante. L' evento e' avvenuto per una serie di cause avverse che si mettono tutte in fila e che portano ad un evento catastrofico....
Sono di parere leggermente diverso.
Sul fatto che l'incidente grave si produca quando una serie di cause minori ( spesso sottovalutate singolarmente) si mettono in And logico sono assolutamente d'accordo e lo sono anche gli esperti in materia.
Per quanto riguarda la "sfortuna" invece direi che siamo abbastanza fuori strada.
Si potrebbe piuttosto dire che anche le persone più esperte e più preparate possono più o meno raramente commettere qualche piccolo errore.
Come tutti.
Solo chi non fa nulla non sbaglia mai.
Ciao
600 Elettra
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TITAN ha scritto:E macchina in fuga e nessun intervento delle protezioni ?
A questa crederei di più
Però le sicurezze dovrebbero essere meccaniche (centrifughe) e ridondanti
-

standardoil
547 2 4 - Stabilizzato

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- Iscritto il: 15 lug 2022, 19:14
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Salve a tutti sono Carlo, nuovo di questo forum.
Scrivo due righe in merito al tragico incidente alla centrale di Bargi un po' per condividere mie esperienze passate ma soprattutto per cercare di capire.
Mi riallaccio a vecchi post su questo forum relativi all'argomento del parallelo dei grandi alternatori.
Ho lavorato tanti anni in una CTE, prima con due turbine tradizionali 80 e 160 MW, poi una riconvertita in turbogasda 380 MW tot. Generatori a 2 poli, quindi 3000 giri/min.
Fatto in tempo a fare i paralleli, chiusura dell'Int. di macchina, ancora con il sincronoscopio a lancetta rotante ed il variagiri per allineare con la rete. Manovra 80% manuale e 20% automatica, c'era sempre un attimo di ansia...
Ora i dispositivi di sincronizzazione automatica sono molto accurati, precisi ed affidabili.
La mia curiosità era questa: Potrebbe essere stato un parallelo in controfase a far esplodere l'alternatore?
Qualcuno suggerisce pure come possibile causa la fuga di velocità...
Pare certo in ogni caso che qualche sistema di controllo / supervisione / emergenza non sia intervenuto...
Capisco che è presto per avanzare ipotesi, la mia era un'idea teorica, per cercare di capire.
Grazie e buone cose a tutti.
Scrivo due righe in merito al tragico incidente alla centrale di Bargi un po' per condividere mie esperienze passate ma soprattutto per cercare di capire.
Mi riallaccio a vecchi post su questo forum relativi all'argomento del parallelo dei grandi alternatori.
Ho lavorato tanti anni in una CTE, prima con due turbine tradizionali 80 e 160 MW, poi una riconvertita in turbogasda 380 MW tot. Generatori a 2 poli, quindi 3000 giri/min.
Fatto in tempo a fare i paralleli, chiusura dell'Int. di macchina, ancora con il sincronoscopio a lancetta rotante ed il variagiri per allineare con la rete. Manovra 80% manuale e 20% automatica, c'era sempre un attimo di ansia...
Ora i dispositivi di sincronizzazione automatica sono molto accurati, precisi ed affidabili.
La mia curiosità era questa: Potrebbe essere stato un parallelo in controfase a far esplodere l'alternatore?
Qualcuno suggerisce pure come possibile causa la fuga di velocità...
Pare certo in ogni caso che qualche sistema di controllo / supervisione / emergenza non sia intervenuto...
Capisco che è presto per avanzare ipotesi, la mia era un'idea teorica, per cercare di capire.
Grazie e buone cose a tutti.
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CarloCarlo
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