Facciamo il punto della situazione.
Il differenziale per la protezione addizionale max 30 mA è OBBLIGATORIO per tutti i casi ove è previsto dalla norma CEI 64-8 (poi, chiaramente, la norma in sè non è obbligatoria ma non mi azzarderei a non applicarla per ciò che riguarda i differenziali). Io, poi, in alcuni ambiti metterei il 10 mA, ma questa è una mia idea.
Dove è richiesta la protezione addizionale?
Per esempio per tutte le prese sino a 32 A utilizzate da persone ordinarie (faccio riferimento alla prossima edizione ormai di imminente uscita). Per i circuiti luce nelle unità abitative (anche questa è una novità dell'ultima edizione, anche se per molti non cambia nulla perché per prassi il 30 mA lo si metteva già). Per tutti gli ambienti speciali, per esempio i bagni (sezione 701). Saune, ricarica veicoli elettrici, cantieri, ecc. ecc.
Dove non è necessario il 30 mA e va bene un differenziale da 300 mA coordinato con la terra o forse non serve alcun differenziale? Per esempio per carichi fissi (no prese) diversi dalle luci, ma non in bagno. Per i circuiti di distribuzione che alimentano quadri secondari, o il montante stesso (ammesso che serva un differenziale).
Mi sembra che in questo caso il problema di fondo sia quello di avere un unico differenziale generale da 30 mA. Andava bene una volta. Oggi con sempre più apparecchi e più filtri quel povero differenziale difficilmente sta chiuso. Ci viene in aiuto ancora la CEI 64-8 (531.3.2) che da diverse edizioni dice che i differenziali vanno dimensionati suddividendo i carichi in modo che la corrente di dispersione non superi 0,3 volte la Idn. Avevo scritto un articolo ( https://www.electroyou.it/6367/wiki/sce ... a-cei-64-8 ), come passano gli anni.
Differenziale da 0.3A appartamento, si può?
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Mike
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angus ha scritto:Sono confuso. Se è "richiesta" io la intendo come obbligatoria... O sbaglio?
La premessa principale è che le norme tecniche non sono mai obbligatorie, l'obbligo è il rispetto della regola dell'arte. Dopo di che non bisogna fissarsi su un singolo articolo, ma è necessario comprendere lo scopo e qual è l'argomento principale, ovvero: par. 412 "protezione contro i contatti diretti", di cui l'uso del differenziale da 30 mA può essere un utile complemento. La norma poi va applicata sicuramente su impianti nuovi, da valutare invece opportunamente se applicarla su impianti esistenti realizzati con versioni precedenti della norma stessa. Questa valutazione del rischio è necessaria nei luoghi di lavoro, molto meno negli ambienti residenziali.
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angus ha scritto:Certamente, se non hai prese
a breve anche se hai solo luci..
"411.3.4 (nuovo articolo) richiede che i circuiti di illuminazione di un sistema TN o TT in singoli locali
domestici siano dotati di protezione mediante un dispositivo di protezione differenziale con una corrente
nominale differenziale non superiore a 30 mA"
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gianluca.ciacciofera
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Nel caso di piano ad induzione che viene collegato con morsettiera o forno che viene collegato con morsetto e non presa spina, si può usare uno 0.3A coordinato con l'impianto di terra quindi?
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markus5 ha scritto:Lino9999, intendi che non si può mettere un differenziale selettivo da 0.3A a monte dell'impianto anche se le prese e la luce sono protette da 30mA?
Meglio dire non "si deve", mi riferivo alla sicurezza da fulminazione
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markus5 ha scritto:Nel caso di piano ad induzione che viene collegato con morsettiera o forno che viene collegato con morsetto e non presa spina, si può usare uno 0.3A coordinato con l'impianto di terra quindi?
Certamente. Ma se un normale piano a induzione domestico facesse intervenire un differenziale dedicato 30 mA mi porrei delle domande.
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In base all'art. 412.5.3 della CEI 64-8 parte 4 capitolo 41, il diff. da 0,03 A è previsto nei locali ad uso abitativo per i circuiti che alimentano le prese a spina con corrente non superiore a 20 A, inoltre per i circuiti che alimentano prese a spina con corrente nominale non superiore a 32 A che alimentano apparecchi utilizzatori mobili usati all'esterno.
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lino9999 ha scritto:Già 30 mA sono una bella scoppola.
Comunque quello da 30 mA scatta verso i 20, e anche
questi danno una bella "smossa".
I differenziali non sono dei limitatori di corrente. Nel tempo che l'interruttore impiega ad aprire i contatti, passa l'intera corrente stabilita dalla legge di Ohm, il che vuol dire che anche con un differenziale da 10 mA possono benissimo passare 35 o 40 mA (penso non molti di più, considerando la resistenza del corpo umano).
Tuttavia, le norme costruttive prevedono tempi d'intervento (differenziati per intensità di corrente) tali da impedire in ogni caso effetti letali sul corpo umano.
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Franco012 ha scritto: Nel tempo che l'interruttore impiega ad aprire i contatti, passa l'intera corrente stabilita dalla legge di Ohm, il che vuol dire che anche con un differenziale da 10 mA possono benissimo passare 35 o 40 mA (penso non molti di più, considerando la resistenza del corpo umano).
in un sistema TT, con impianto di terra presente e funzionante, osservando il circuito equivalente di guasto, il corpo umano non è attraversato dalla corrente di quasto, ma è attraversato da una corrente dovuta alla tensione di contatto a cui è sottoposto, in funzione della Rt e della Idn. Il corpo viene attraversato direttamente dalla corrente di guasto solo quando l'impianto di terra non è presente.
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gianluca.ciacciofera
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Mike ha scritto:La premessa principale è che le norme tecniche non sono mai obbligatorie, l'obbligo è il rispetto della regola dell'arte.
6367 ha scritto:[...] chiaramente, la norma in sè non è obbligatoria ma non mi azzarderei a non applicarla per ciò che riguarda i differenziali
Secondo me, sarebbe da tener presente che, se un installatore deroga dalla norma tecnica, lo deve esplicitamente dichiarare nella dichiarazione di conformità, e deve assumersi tutte le responsabilità derivanti dalla sua scelta. Mi chiedo allora: perché un installatore dovrebbe assumersi un tale rischio? Ossia mettere un differenziale da 300 mA là dove se ne utilizza normalmente uno da 30 mA?
P.S.
Nella mia abitazione sono 24 anni che utilizzo solo differenziali da 10 mA (uno per ciascuna linea, naturalmente), e solo ultimamente ho dovuto sostituire quello che alimenta la lavatrice, perché è ormai vecchiotta e durante il ciclo di igienizzazione a vapore mi disperde circa 15 mA.
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