Buongiorno,
a causa del danneggiamento di una linea elettrica che alimenta un carico trifase da 125 kW si è deciso di sostituirla.
La nuova linea avrà le medesime caratteristiche della linea danneggiata: stessa sezione, stessa lunghezza, stesso punto di alimentazione, ecc.
Da una valutazione della linea danneggiata da parte dell'elettricista, risulta che sia il tipo di cavo che la sezione dello stesso sono adeguati per il carico di 125 kW.
Purtroppo, non è disponibile né la dichiarazione di conformità né del progetto elettrico della linea danneggiata.
Ciò premesso, chiedo a voi esperti, se per la sostituzione della linea è obbligatorio che la nuova sia dimensionata e progettata ex novo da professionista iscritto all'albo, oppure, dato che si effettuerà una mera sostituzione, è sufficiente la dichiarazione di conformità che ci consegnerà l'elettricista a fine lavoro?
Grazie. Ciao PA3
Sostituzione linea elettrica
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Mike
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Se è un luogo di lavoro il DdL deve aver valutato tutti i rischi elettrici residui, ovvero, è dato per scontato che gli impianti elettrici siano conformi alla regola dell'arte, ovvero, che siano dotati della documentazione che lo attesti. In mancanza di questo, in caso di infortunio il DdL diventa corresponsabile perché non poteva non sapere.
Pertanto, questo è un intervento di "manutenzione straordinaria" e l'installatore può rilasciare un DICO solo in tal senso e non potrà avere alcuna responsabilità in merito al dimensionamento della stessa. Il DdL, in assenza di documentazione attestante la conformità degli impianti elettrici, in caso d'infortunio, non potrà dimostrare di aver agito con diligenza e prudenza.
Pertanto, questo è un intervento di "manutenzione straordinaria" e l'installatore può rilasciare un DICO solo in tal senso e non potrà avere alcuna responsabilità in merito al dimensionamento della stessa. Il DdL, in assenza di documentazione attestante la conformità degli impianti elettrici, in caso d'infortunio, non potrà dimostrare di aver agito con diligenza e prudenza.
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Michele Lysander Guetta
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Mike
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Mike ha scritto:
Pertanto, questo è un intervento di "manutenzione straordinaria"
Sono d'accordo che sia più prudente interpretarla in questo modo, ma potrebbe anche essere "manutenzione ordinaria" (cambio di linea danneggiata con altra avente stesse caratteristiche)
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Provo a fare filosofia:
1. è un intervento di manutenzione ordinaria (sostituisco un componente con altro avente le medesime caratteristiche;
2. l'impianto è soggetto a progetto da parte di professionista, ma il progetto non esiste. Non è più manutenzione ordinaria, perché nessuno ha calcolato il cavo (o quantomeno non vi è evidenza documentale).
Solito caso da azzeccagarbugli.
Suggerisco di fare un progetto per verificare le caratteristiche del cavo e relative protezioni, evidenziando al Committente la necessità di provvedere ad incaricare un professionista per la redazione di una DIRI o di un adeguamento + DICO (relativamente alla totalità dell'impianto).
1. è un intervento di manutenzione ordinaria (sostituisco un componente con altro avente le medesime caratteristiche;
2. l'impianto è soggetto a progetto da parte di professionista, ma il progetto non esiste. Non è più manutenzione ordinaria, perché nessuno ha calcolato il cavo (o quantomeno non vi è evidenza documentale).
Solito caso da azzeccagarbugli.
Suggerisco di fare un progetto per verificare le caratteristiche del cavo e relative protezioni, evidenziando al Committente la necessità di provvedere ad incaricare un professionista per la redazione di una DIRI o di un adeguamento + DICO (relativamente alla totalità dell'impianto).
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Goofy ha scritto:Sono d'accordo che sia più prudente interpretarla in questo modo, ma potrebbe anche essere "manutenzione ordinaria" (cambio di linea danneggiata con altra avente stesse caratteristiche)
La manutenzione ordinaria comprende le attività periodiche programmate e che non necessitano di strumentazione, attrezzature e competenze particolari. In generale intervenire su guasto non è più una manutenzione ordinaria. Dopo di che, dipende dal tipo di componente e di guasto. Per esempio sostituire un interruttore su un quadro elettrico esistente è necessaria la competenza di un installatore qualificato per valutare che il componente abbia le stesse caratteristiche, sia idoneo, e l'installazione non comprometta le condizioni esistenti. Per un cavo è la stessa cosa, inoltre a fine installazione dovresti misurare la resistenza di isolamento e verificare il senso di rotazione delle fasi, per cui uso di strumenti specifici.
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Danielex ha scritto:Provo a fare filosofia:
1. è un intervento di manutenzione ordinaria (sostituisco un componente con altro avente le medesime caratteristiche;
A mio avviso è straordinaria.
Danielex ha scritto:2. l'impianto è soggetto a progetto da parte di professionista, ma il progetto non esiste. Non è più manutenzione ordinaria, perché nessuno ha calcolato il cavo (o quantomeno non vi è evidenza documentale).
La questione per l'installatore non cambia, deve fare l'intervento a regola d'arte. Il problema rimane in capo al DdL che non ha evidenza, o forse ce l'ha ma fa finta di nulla.
Danielex ha scritto:Suggerisco di fare un progetto per verificare le caratteristiche del cavo e relative protezioni, evidenziando al Committente la necessità di provvedere ad incaricare un professionista per la redazione di una DIRI o di un adeguamento + DICO (relativamente alla totalità dell'impianto).
Non serve il progetto per questo intervento e l'installatore non ha alcun dovere in merito; può invece informarlo che senza la documentazione non ci sono evidenze della conformità dell'impianto elettrico, inoltre diventa più rischiosa la manutenzione ordinaria e straordinaria, nonché più costoso l'intervento in termini di tempo.
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Provo a fare il burocrate, chi rilascia la DICO, che sia per manutenzione straordinaria o che sia per ampliamento o che sia per un motivo qualsiasi che non sia inteso come nuovo impianto, deve fare riferimento alle dichiarazioni di conformità esistenti, se tali dati non sono più reperibili, per me, la DICO emessa per la sostituzione dei cavi di alimentazione di un utilizzato, anche se fosse inteso come manutenzione straordinaria, presenta un vizio di forma, sono perseguibili sia il committente che la ditta installatrice.
A mio modesto parere, avallo quanto suggerito in 3D da
Danielex e come già suggerito per casi simili su questo forum, in cui la documentazione progettuale e relative dichiarazioni di conformità risultano mancanti, per sistemare la situazione occorre fare
Poi ogni DdL e ogni installatore, in base ai propri principi etici e morali, deve fare le proprie scelte, assumendosi il rischio e le conseguenze che potranno comportare
A mio modesto parere, avallo quanto suggerito in 3D da
Danielex ha scritto:...la necessità di provvedere ad incaricare un professionista per la redazione di una DIRI o di un adeguamento + DICO (relativamente alla totalità dell'impianto).
Poi ogni DdL e ogni installatore, in base ai propri principi etici e morali, deve fare le proprie scelte, assumendosi il rischio e le conseguenze che potranno comportare
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arabofenice
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E quale sarebbe il reato?arabofenice ha scritto:presenta un vizio di forma, sono perseguibili sia il committente che la ditta installatrice
arabofenice ha scritto:... per sistemare la situazione occorre fare
Danielex ha scritto:...la necessità di provvedere ad incaricare un professionista per la redazione di una DIRI o di un adeguamento + DICO (relativamente alla totalità dell'impianto).
Quello che bisogna fare è avere un impianto conforme alla regola dell'arte, non un pezzo di carta richiesto per un adempimento amministrativo.
arabofenice ha scritto:Poi ogni DdL e ogni installatore, in base ai propri principi etici e morali, deve fare le proprie scelte, assumendosi il rischio e le conseguenze che potranno comportare
Questo vale sempre, per ogni tipo di approccio.
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Mike ha scritto:E quale sarebbe il reato?arabofenice ha scritto:presenta un vizio di forma, sono perseguibili sia il committente che la ditta installatrice
Può configurare art. 481 e 483 cod. pen.
Mike ha scritto:Quello che bisogna fare è avere un impianto conforme alla regola dell'arte, non un pezzo di carta richiesto per un adempimento amministrativo.
Il problema della burocrazia è questa, finché le carte dichiarino quel che richiede il burocrate va tutto bene, almeno fino a quando non succedono eventi tragici.
P.S. il processo di Kafka docet
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arabofenice
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arabofenice ha scritto:Può configurare art. 481 e 483 cod. pen.
Ah, ok, ma non è questo il caso. In ogni caso sono reati che devono essere dimostrati, non è così matematico, va valutato che sia rilevante ai fini del significato dell’atto.
arabofenice ha scritto:Il problema della burocrazia è questa, finché le carte dichiarino quel che richiede il burocrate va tutto bene, almeno fino a quando non succedono eventi tragici.
P.S. il processo di Kafka docet
Infatti, è più importante garantire la sostanza che la burocrazia.
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