jaelec ha scritto:
Provo a riformularla in questo modo: la resistenza del ritorno via terra dipende solo, come a me sembrerebbe normale, dalle due resistenze di terra, e quindi da quanto basse le si riesce a realizzare, oppure dipende anche dalla distanza complessiva via terra? Per capirci, la resistenza di ritorno per un ipotetico ritorno via terra da Napoli a Milano, a parità delle due resistenze di terra, è la stessa di quella da Napoli a Firenze?
Salve
jaelec,
nel caso di trasmissione in corrente continua (HVDC), la caduta di tensione associata al ritorno nel terreno è indipendente dalla distanza tra i due elettrodi.
Nel caso in cui la trasmissione sia in corrente alternata, al ritorno nel terreno può essere associata una caduta di tensione resistiva e induttiva. Infatti, per via dell'effetto pelle, il campo di corrente non si estende a distanza infinita dal conduttore di polo, ma è limitato per via della profondità di penetrazione del campo elettromagnetico nel mezzo interessato (nel mare, la profondità di penetrazione è molto inferiore rispetto al terreno).
La resistenza equivalente per unità di lunghezza è però, all'atto pratico, i
ndipendente dalla resistività del terreno: infatti all'aumentare della resistività aumenta anche la profondità di penetrazione ed aumenta la sezione trasversale del terreno (o del mare) interessata dalla corrente. Per trasmissione a 50 Hz, la
resistività resistenza per unità di lunghezza vale circa

. La reattanza equivalente, per unità di lunghezza, cresce invece al crescere della resistività del terreno, seppure in modo molto meno che lineare.
Se vuoi approfondire il tema, la trattanzione "storica" di Carson sul tema dell'impedenza del ritorno nel terreno è riportata
in questo articoloConsiderazioni analoghe valgono per i cavi sottomarini in c.a.: in questo caso però la trattazione analitica di riferimetno non è quella di Carson, ma quella
di Bianchi e Luoni