A me è capitato di partecipare, indirettamente, ad un corto su due fasi di un traformatore da decine di kilowatt,
mi hanno detto che sul quadro si è alzato un cannone di fuoco verso l'alto! Per fortuna che era aperto sopra.
Sono saltati un po di magnetotermici, ed un mega fusibile in cabina di trasformazione dell'ENEL, situata a kilometri di distanza.
Quindi sempre andarci con i piedi di piombo a fare i paralleli.
Saluti.
Linee in parallelo
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Mike
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lelerelele
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Dovresti anche cosiderare che una posa errata fa si che la corrente non si equaripartisca come un parallelo perfetto, inoltre devi considerare l'effetto della mutua induzione. in tutta sincerità fino a che le sezioni necessarie sono reperibili al commercio evito sempre il parallelo.
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gianluca.ciacciofera
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mariako95 ha scritto:Si certo, è corretto, nel mio ragionamento non ho considerato il coefficiente K2 di riduzione per circuiti paralleli.
Buongiorno a tutti.
Perdonatemi, mi trovo nella stessa identica situazione.
Nel dimensionamento di un cavo che alimenta un carico da 657kW (400V, cosfi=0,85, distanza 240m, posa interrata), in un tools excel che ho trovato in azienda, i colleghi calcolavano a parte l'influenza reciproca di più cavi di fase in parallelo.
Mentre, da quello che sono sempre stato abituato a fare, considero il derating dovuto al parallelo nei vari coefficiente k di riduzione, dove:
k1= fattore di correzione per temp. del terreno diverse da 20°C;
k2= fattore di correzione per gruppi di più circuiti installati sullo stesso piano (ma si riferisce ad altri circuiti di altri carichi o anche al caso del parallelo di più cavi per fase del carico che sto considerando?);
k3= fattore di profondità di interramento;
k4= fattore di correzione per resistività termica diversa dal valore spec....
Nel mio caso, il derating totale è 0,524, abbastanza conservativo.
I miei colleghi poi moltiplicano questo valore per la portata del cavo come da tabelle (corretto), e mentre il lo moltiplico per 2/3/4 a seconda di quanti sono i cavi in parallolo per fase, loro invece lo moltiplicano per un altro derating dovuto al parallelo dei cavi di fase, ovvero:
1 se c'è 1 solo cavo per fase (ovvio!);
2 se ci sono 2 cavi per fase;
2,7 se ce ne sono 3;
3 se ce ne sono 4;
3,2 se ce ne sono 5 per fase
Ma è corretto come ragionamento? Questi ultimi fattori non sono inclusi nel fattore k2?
Grazie a tutti!
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mosergio ha scritto:Ma è corretto come ragionamento? Questi ultimi fattori non sono inclusi nel fattore k2?
Grazie a tutti!
Il k è composto da:
- declassamento tipo materiale
- declassamento per temperatura
- declassamento per prossimità
- declassamento per presenza armoniche
- declassamento utente.
Nel tuo casi hai:
- declassamento per tipo materiale
- declassamento per temperatura
- declassamento per prossimità (cavi circuiti adiacenti o in parallelo
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Mike
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mariako95 ha scritto:Si certo, è corretto, nel mio ragionamento non ho considerato il coefficiente K2 di riduzione per circuiti paralleli.
Buongiorno a tutti.
Perdonatemi, mi trovo nella stessa identica situazione.
Nel dimensionamento di un cavo che alimenta un carico da 657kW (400V, cosfi=0,85, distanza 240m, posa interrata), in un tools excel che ho trovato in azienda, i colleghi calcolavano a parte l'influenza reciproca di più cavi di fase in parallelo.
Mentre, da quello che sono sempre stato abituato a fare, considero il derating dovuto al parallelo nei vari coefficiente k di riduzione, dove:
k1= fattore di correzione per temp. del terreno diverse da 20°C;
k2= fattore di correzione per gruppi di più circuiti installati sullo stesso piano (ma si riferisce ad altri circuiti di altri carichi o anche al caso del parallelo di più cavi per fase del carico che sto considerando?);
k3= fattore di profondità di interramento;
k4= fattore di correzione per resistività termica diversa dal valore spec....
Nel mio caso, il derating totale è 0,524, abbastanza conservativo.
I miei colleghi poi moltiplicano questo valore per la portata del cavo come da tabelle (corretto), e mentre io lo moltiplico per 2/3/4 a seconda di quanti sono i cavi in parallolo per fase, loro invece lo moltiplicano per un altro derating dovuto al parallelo dei cavi di fase, ovvero:
1 se c'è 1 solo cavo per fase (ovvio!);
2 se ci sono 2 cavi per fase;
2,7 se ce ne sono 3;
3 se ce ne sono 4;
3,2 se ce ne sono 5 per fase
Quindi la loro portata è inferiore alla mia.
Ma è corretto come ragionamento? Questi ultimi fattori non sono inclusi nel fattore k2?
Grazie a tutti!
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Mike ha scritto:mosergio ha scritto:Ma è corretto come ragionamento? Questi ultimi fattori non sono inclusi nel fattore k2?
Grazie a tutti!
Il k è composto da:
- declassamento tipo materiale
- declassamento per temperatura
- declassamento per prossimità
- declassamento per presenza armoniche
- declassamento utente.
Nel tuo casi hai:
- declassamento per tipo materiale
- declassamento per temperatura
- declassamento per prossimità (cavi circuiti adiacenti o in parallelo
Grazie per la risposta Mike.
Dunque il mio ragionamento è quello corretto. Nel k2 io sto già considerando il declassamento per la prossimità dei cavi, sia quelli adiacenti di altri circuiti, sia quelli che utilizzo per il parallelo di più fasi (mie).
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mosergio ha scritto:Dunque il mio ragionamento è quello corretto. Nel k2 io sto già considerando il declassamento per la prossimità dei cavi, sia quelli adiacenti di altri circuiti, sia quelli che utilizzo per il parallelo di più fasi (mie).
Esatto, per prossimità si intendono cavi in parallelo dello stesso circuito o altri circuiti.
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Mike
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Ciao Mike.
La questione sta diventando seria. Il collega non è d'accordo, e incalza, scrivendo:
"Il numero dei circuiti in prossimità sono altri circuiti che si ipotizza essere presenti/vicini alla nostra linea in questione, e non il numero di cavi in parallelo della stessa linea.
Il fattore che trovi nella colonna BY non centra niente con il calcolo del fattore derating totale.
Il ragionamento è questo:
- si parte dalla portata del cavo in aria a 30°C, come da tabelle
- si determina il fattore derating totale secondo lo standard (k1, k2, k3, k4)
- si moltiplica la capacità del cavo in aria a 30°C per il fattore derating totale trovato
- si moltiplica questo valore per il coefficiente che trovi spiegato sotto * (coefficiente che dipende da quante corde si considerano in parallelo) per trovare la capacità totale della linea.
* se c'è un solo cavo per fase si moltiplica -ovviamente- x 1
se ci sono 2 cavi per fase, x2
se ci sono 3 cavi per fase, x 2,7
se ci sono 4 cavi per fase, x 3
se ci sono 5 cavi per fase, x 3,2"
Mike, ma dove ha preso questi ultimi valori? Io non l'ho ancora capito.
La questione sta diventando seria. Il collega non è d'accordo, e incalza, scrivendo:
"Il numero dei circuiti in prossimità sono altri circuiti che si ipotizza essere presenti/vicini alla nostra linea in questione, e non il numero di cavi in parallelo della stessa linea.
Il fattore che trovi nella colonna BY non centra niente con il calcolo del fattore derating totale.
Il ragionamento è questo:
- si parte dalla portata del cavo in aria a 30°C, come da tabelle
- si determina il fattore derating totale secondo lo standard (k1, k2, k3, k4)
- si moltiplica la capacità del cavo in aria a 30°C per il fattore derating totale trovato
- si moltiplica questo valore per il coefficiente che trovi spiegato sotto * (coefficiente che dipende da quante corde si considerano in parallelo) per trovare la capacità totale della linea.
* se c'è un solo cavo per fase si moltiplica -ovviamente- x 1
se ci sono 2 cavi per fase, x2
se ci sono 3 cavi per fase, x 2,7
se ci sono 4 cavi per fase, x 3
se ci sono 5 cavi per fase, x 3,2"
Mike, ma dove ha preso questi ultimi valori? Io non l'ho ancora capito.
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mosergio ha scritto:Mike, ma dove ha preso questi ultimi valori? Io non l'ho ancora capito.
Non ne ho idea, chiedi a lui
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Mike
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Cosa dice la normativaScusate la domanda forse ingenua o banale:
è possibile (nel senso della normativa) raddoppiare una linea anziché raddoppiare la sezione? Ossia se una linea la reputo "misera" ne posso passare un'altra e metterle in parallelo? Mi chiarisco ancora se in una traccia passano cavi da 1.5mmq ne posso passare altri tre (terra compresa) da 1.5mmq per ottenere le caratteristiche di una linea da 3mmq? (se non altro ci guadagno con l'effetto pelle
È ammesso l’uso di conduttori in parallelo, ma solo a determinate condizioni:
Devono avere stessa sezione, stesso materiale, stesso isolamento e stessa lunghezza.
Devono essere posati nella stessa condizione (stesso tubo, stessa canalina, stessa temperatura ambiente).
La norma CEI 64-8 (art. 523.6 e 524.1) prevede l’uso di conduttori in parallelo solo per sezioni ≥ 10 mm² in rame (o ≥ 16 mm² in alluminio).
Quindi per sezioni piccole come 1,5 mm² o 2,5 mm² non è consentito normativamente.
Portata di corrente: non raddoppia in modo lineare. Due cavi da 1,5 mm² nello stesso tubo non equivalgono a un 3 mm², perché si scaldano a vicenda serve applicare un coefficiente di declassamento.
Protezione magnetotermica: deve essere dimensionata sulla singola linea, non sulla somma. In caso di corto circuito, il cavo deve sopportare l’energia passante (i²t) fino all’intervento della protezione.
Distribuzione della corrente: se i cavi non sono identici (lunghezza, resistenza), la corrente non si divide equamente rischio di sovraccarico su uno dei due.
Non puoi legalmente “raddoppiare” una linea da 1,5 mm² con un’altra in parallelo per ottenere un 3 mm²: la CEI non lo consente per sezioni così ridotte.
La soluzione corretta è sostituire la linea con una sezione adeguata (es. passare direttamente un 2,5 mm² o 4 mm² a seconda dei calcoli di portata e caduta di tensione).
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StefanoSunda
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