Ciao.
Qui ci sono informazioni sul futuro collegamento tra la Sardegna e la Campania, che in buona parte è effettuato su doppio cavo sottomarino con tensione continua nominale di -500 kV......0.......+500 kV, di tipo bidirezionale: https://www.terna.it/it/progetti-territorio/progetti-incontri-territorio/Tyrrhenian-link
Pare che le perdite di questo sistema siano percentualmente molto alte, qualcuno ha tempo e voglia di informarsi sulle perdite rilevate su impianti simili nel mondo?
Oltre alle perdite resistive nei cavi, bisogna considerare anche il rendimento del raddrizzatore nella stazione di partenza, e dell'inverter nella stazione di arrivo.
Laddove il fondo non è roccioso, i cavi saranno in buona parte interrati alla profondità di circa un metro oppure mezzo metro, quindi non saranno direttamente raffreddati dall'acqua, e saranno soggetti a ricevere il calore geotermico proveniente dal basso. L'area di posa non è lontana dall'Arco Eoliano (vulcano Marsili, Stromboli, Vulcano ed altri piccoli vulcani sottomarini). Ovviamente una temperatura ambiente elevata provoca perdite ohmiche maggiori.
Ciao,
Mario
Tyrrhenian Link, dalla Campania alla Sardegna e viceversa
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[1] Tyrrhenian Link, dalla Campania alla Sardegna e viceversa
Mario Maggi
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[3] Re: Tyrrhenian Link, dalla Campania alla Sardegna e vicevers
ciao a tutti!
Quici sono più dettagli sul collegamento Tyrrhenian Link. Alcuni dettagli erano già stati discussi in questa conversazione.
Il collegamento è composto da due "rami": quello est collega la Campania alla Sicilia, quello ovest la Sicilia alla Sardegna.
Ciascuno dei due rami sarà costituito da una coppia di cavi in alta tensione e corrente continua (a +/- 500 kV), ciascuno della potenza nominale di 500 MW.
Le stazioni di conversione in Campania e Sardegna saranno costituite quindi ciascuna da una coppia di convertitori di polo, mentra in Sicilia ci saranno due coppie di convertitori di polo.
A servizio di ciascuna stazione di conversione sarà installato un sistema di elettrodi marini, per consentire il transito della corrente continua durante il funzionamento monopolare (ad esempio, in caso di guasto su un cavo di polo).
Relativamente alle perdite delle stazioni di conversione, queste ultime saranno del tipo a tensione impressa (Voltage Source Converters - VSC), basate su convertitori a transistori IGBT. Rispetto alle convenzionali stazioni di conversione a corrente impressa (basate su tiristori), quelle VSC possono fornire servizi di rete aggiuntivi (es. regolazione di tensione) e non presentano il fenomeno delle mancate commutazioni, al prezzo di una maggiore complessità costruttiva e di perdite maggiori. Si passa tipicamente dallo 0.7% circa di perdite di una stazione LCC a poco meno dell'1% per stazioni di conversione VSC: si parla comunque di convertitori ad altissima efficienza, fatto indispensabile viste anche le ingenti potenze in gioco.
Relativamente al cavo marino, il cavo in carta impregnata d'olio (o "a miscela") rappresenta l'unica soluzione consolidata per cavi HVDC alla tensione di 500 kV. Qui ci sono alcune informazionisulla tipologia di cavi che verranno impiegati e che sono prodotti dalla Prysmian vicino Napoli.
La massima temperatura di esercizio di questa tecnologia dei cavi è modesta, attorno ai 55°C, quindi anche le perdite per effetto Joule devono essere ridotte, ricorrendo a sezioni conduttrici generose. Nella pratica si raggiungono i 20-30 V/km di caduta di tensione. Quindi per ciascuna delle tratte (500 km circa di lunghezza), lavorando a pieno carico, si hanno cadute di tensione (e perdite) nell'ordine del 2-3 % della potenza trasmesssa: parliamo nel complesso di perdite totali (stazioni di conversione + cavi) inferiori al 5%.
Quici sono più dettagli sul collegamento Tyrrhenian Link. Alcuni dettagli erano già stati discussi in questa conversazione.
Il collegamento è composto da due "rami": quello est collega la Campania alla Sicilia, quello ovest la Sicilia alla Sardegna.
Ciascuno dei due rami sarà costituito da una coppia di cavi in alta tensione e corrente continua (a +/- 500 kV), ciascuno della potenza nominale di 500 MW.
Le stazioni di conversione in Campania e Sardegna saranno costituite quindi ciascuna da una coppia di convertitori di polo, mentra in Sicilia ci saranno due coppie di convertitori di polo.
A servizio di ciascuna stazione di conversione sarà installato un sistema di elettrodi marini, per consentire il transito della corrente continua durante il funzionamento monopolare (ad esempio, in caso di guasto su un cavo di polo).
Relativamente alle perdite delle stazioni di conversione, queste ultime saranno del tipo a tensione impressa (Voltage Source Converters - VSC), basate su convertitori a transistori IGBT. Rispetto alle convenzionali stazioni di conversione a corrente impressa (basate su tiristori), quelle VSC possono fornire servizi di rete aggiuntivi (es. regolazione di tensione) e non presentano il fenomeno delle mancate commutazioni, al prezzo di una maggiore complessità costruttiva e di perdite maggiori. Si passa tipicamente dallo 0.7% circa di perdite di una stazione LCC a poco meno dell'1% per stazioni di conversione VSC: si parla comunque di convertitori ad altissima efficienza, fatto indispensabile viste anche le ingenti potenze in gioco.
Relativamente al cavo marino, il cavo in carta impregnata d'olio (o "a miscela") rappresenta l'unica soluzione consolidata per cavi HVDC alla tensione di 500 kV. Qui ci sono alcune informazionisulla tipologia di cavi che verranno impiegati e che sono prodotti dalla Prysmian vicino Napoli.
I cavi che installeremo nel Mediterraneo avranno un’armatura innovativa in materiale composito che rimpiazza il tradizionale acciaio. [..]. La riduzione di peso comporta di limitare i tiri meccanici che il cavo e la nave posacavi devono sostenere durante l’installazione e quindi di raggiungere profondità prima ritenute proibitive. La tecnologia di isolamento invece non sarà estrusa [...] ma in carta. La stessa che già detiene il record come tecnologia per cavo sottomarino più profondo al mondo, nel progetto Sapei, tra Lazio e Sardegna, a 1650m di profondità. I cavi in carta sono la tecnologia con maggior track-record operativo a questi livelli di tensione, essendoci sistemi in esercizio da più di 15 anni a 500 kV, ma i cavi in isolamento estruso rappresentano senz’altro una tecnologia alternativa che sta guadagnando in fretta esperienza e presto verrà impiegata a sua volta per i primi collegamenti sottomarini a 525 kV nel mare del Nord
La massima temperatura di esercizio di questa tecnologia dei cavi è modesta, attorno ai 55°C, quindi anche le perdite per effetto Joule devono essere ridotte, ricorrendo a sezioni conduttrici generose. Nella pratica si raggiungono i 20-30 V/km di caduta di tensione. Quindi per ciascuna delle tratte (500 km circa di lunghezza), lavorando a pieno carico, si hanno cadute di tensione (e perdite) nell'ordine del 2-3 % della potenza trasmesssa: parliamo nel complesso di perdite totali (stazioni di conversione + cavi) inferiori al 5%.
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[4] Re: Tyrrhenian Link, dalla Campania alla Sardegna e vicevers
Ciao.
Sono iniziati i lavori di posa del cavo da Termini Imerese: https://www.impresagreen.it/news/14484/terna-tyrrhenian-link-avviata-in-sicilia-la-posa-del-cavo-sottomarino.html
Bye
Mario
Sono iniziati i lavori di posa del cavo da Termini Imerese: https://www.impresagreen.it/news/14484/terna-tyrrhenian-link-avviata-in-sicilia-la-posa-del-cavo-sottomarino.html
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