LordMicidial ha scritto:https://edoardobeltrame.com/
Il blog di Edoardo Beltrame
Interessanti le premesse, discutibili le conclusioni.Il fotovoltaico sta diventano il
"capro espiatorio" di qualsiasi anomalia del sistema Italia.
All’orizzonte abbiamo infatti i sistemi di accumulo, necessari, ci raccontano, a immagazzinare l’ energia rinnovabile che nessuno vuole, quella stessa energia che già incentiviamo con i conti energia di venti anni fa.
Ci raccontano? Non è una opinione è un
fatto oggettivo.
L'energia rinnovabile nessuno la vuole? Ecco, questa invece dovrebbe essere considerata opinione, peraltro discutibile. È stato fatto per caso un sondaggio? Quali sono le opinioni emerse degli intervistati (così verifichiamo pure se si basano su informazioni errate)?
Più che i dati è proprio il
tipo di linguaggio che evidenzia un atteggiamento ostile a prescindere, constato.
Sembra che si parta dal presupposto che il nucleare è bello e poi si citano dati parziali per confermare questa tesi.Non si tiene mai conto della assurda legislazione in tema di fotovoltaico, che ha sperperato denaro pubblico in modo inefficace (argomento su cui i difensori del nucleare stranamente sorvolano spesso)?
Citano solo i soldi spesi, concludendo che il fotovoltaico non andrebbe più sostenuto.
Come al solito danno la colpa all'incolpevole pannello solare.
Io sono disposto a cambiare il mio giudizio a condizione che qualcuno (ben più colto e competente di me) mi farà conoscere il DATO FINE DI MONDO: Quanto costa alla consegna il kWh prodotto dal fotone rispetto a quello prodotto dall'atomo? Le spese di strasporto, ad esempio, sono evidentemente più alte in un sistema di produzione centralizzata.
Le rinnovabili sbilanciano la rete? Nessun problema, ci pensano di nuovo le bollette, che incentivano i produttori di energia da fossile perché tengano a disposizione le centrali pronte a produrre.
Questa cosa dello
sbilanciamento della rete sembra l'argomento n.1 di chi avversa le rinnovabili.
Allo stato attuale (dovremmo guardare al futuro) il problema è risolvibile con gli accumulatori (sempre più efficienti ed economici) e soprattutto con la gestione da remoto degli impianti (oramai tutti monitorabili).
Si potrebbe variare l'incentivo a seconda delle necessità della rete:
- servono i kWh? Bene, che il kWh si paghi adeguatamente al produttore, visto che è prodotto localmente e non deve percorrere centinaia di chilometri per giungere a destinazione.
- i kWh immessi sono un problema? Si può ridurre l'incentivo fino a farlo diventare negativo.
I produttori di inverter non credo che avrebbero difficoltà ad adattare il software per soddisfare questa necessità. Mi ricordo che ne parlava un ingegnere di una nota marca di inverter ad un convegno, non è farina del mio sacco.
Come sia stato possibile piazzare le rinnovabili al sud quando la domanda é al nord é difficile da spiegare se non per gli incentivi.
Si installano dove conviene, non l'ha deciso la Spectre.
Ora che i moduli li trovi in omaggio nei pacchetti di patatine, li si installa molto più spesso anche al nord.
Li si installa anche laddove il sole è poco, li si installa sulle falde a nord (ha senso in termini economici).
Una volta era una bestemmia perché 200 Wp di modulo costavano 700 €.
Il
Conto Energia, iniziato nel 2005 e terminato se non ricordo male a Luglio 2012, vede gli incentivi ridursi progressivamente, vi risulta che lo Stato esborsi cifre stratosferiche nel 2024 per gli incentivi in Conto Energia? Che, vi ricordo, sono serviti per creare una economia di scala che ha abbattuto i costi.
Quanto ai
soldi spesi vi ricordo che nel privato c'è solo la detrazione del 50%, la stessa che hai se ristrutturi il bagno di casa. Produrre energia pulita e ristrutturare cessi, pari sono a quanto pare per il nostro legislatore.
Per le piccole imprese non c'è nemmeno più il superammortamento del 140%.
Anzi, il mio commercialista mi ha detto che un impianto fotovoltaico installato sul tetto di un centro sportivo, un supermercato, non si può nemmeno più portare in deduzione normalmente, come bene strumentale.
Quindi, a parte le Transizioni Energetiche 5.0 che sembrano più che altro generare burocrazia inutile (ho partecipato a diversi Webinar per pura curiosità constatando che nemmeno i relatori avevano le idee chiare),
non c'è assolutamente nulla attualmente.
Insomma, dal basso della mia ignoranza non posso avere certezza di ciò che sostengo.
Ho però la certezza che il modo in cui molti sostenitori del nucleare avversano le rinnovabili è poco convincente, sia per i dati citati che per lo sviluppo logico delle conclusioni a cui arrivano.
Sto quasi sulla sessantina, guardo al passato più che al futuro, da microscopico operatore del settore non ho interessi personali anche perché, qualora si decidesse di optare per il nucleare, si continuerà comuqnue ad installare impianti fotovoltaici. Per costruire una centrale nucleare in Italy ci vogliono 15 anni, ad essere ottimisti. Chissà come nel frattempo si saranno evoluti inverter, moduli e batterie. Possiamo anche ipotizzare che ci saranno moduli da 1 kWp al costo di 50 € (il costo diminuisce, l'efficienza aumenta, da sempre).
Una delle cose che non capisco è questa: molti in questo forum sono tecnici (ingegneri, periti industriali...) che suppongo lavorino per la maggior parte in imprese piccole e medie.
La scelta del nucleare che vantaggi genera in termini lavorativi?
Perché è appurato che a parità di soldi investiti,
il ritorno in termini di LAVORO (più tasse e meno sussidi di disoccupazione) è decisamente a vantaggio delle rinnovabili.
Anche questo è un dato marginale?