BrunoValente ha scritto: urge un chiarimento!

In effetti e` proprio cosi`: il modello diverge e il rumore va a infinito! Pero`, come dice
Piercarlo, ci va solo dopo un tempo infinito, visto che le frequenze si abbassano.
Supponi di avere 1mV di rumore 1/f fra 1Hz e 10Hz. Per misurare quel rumore serve 1s di tempo (almeno), altrimenti non vedi le frequenze in basso. Supponi di aver cominciato a fare le misure ai primordi dello homo sapiens, 300 000 anni fa, cioe` circa 10^13 secondi fa. La minima frequenza che puoi misurare e` 0.1 pHz (mai trovato prima i picohertz?

), frequenza che e` solo 13 decadi al di sotto di 1Hz, e quindi il rumore che avresti misurato cominciando da allora sarebbe solo di 1mV moltiplicato la radice quadrata di 13, totale 3.6mV.
E` vero che 1/f diverge, ma in modo logaritmico, MOLTO adagio. Se al posto 300000 anni fa avessimo preso l'inizio dell'universo, avremmo aggiunto solo poco meno di cinque decadi, un paio di millivolt!
Bene, ora che spero di aver placato la tua preoccupazione di rumori che divergono, aggiungo che la preoccupazione e` inutile, perche' capitano altri guai!
Oltre al rumore flicker, quando si va a cercare a bassa frequenza, si incontra un altro fenomeno, la passeggiata casuale, che ha una statistica diversa dal flicker. Al posto di un 1/f diventa un 1/f^2 (che per la convergenza e` ancora peggio!). Il confine fra rumore 1/f e 1/f^2 dipende da cosa misuri, ad esempio per l'OP27 e` dalle parti di mezza giornata.
In
questo articolo ci sono i risultati di una campagna di misure durate 2 anni, fatte dal mio amico Rubiola. Nella figura 3 si vede bene il cambio di pendenza della deviazione di Allan, che e` orizzontale per rumore 1/f e sale per 1/f^2.