venanzio ha scritto:Se ho un circuito che assorbe una certa I a una certa V (es. 50mA a 9V) quando la pila si consuma e sarà diciamo 6.5V anche la I assorbita diminuirà... infatti il circuito non è che cambia... (supponendo di voler vedere il circuito come una R).
Questa è un approssimazione estremamente sbagliata, il circuito complesso non può essere paragonato ad una resistenza.
L'indicazione migliore dello stato di carica di una "pila" sono gli
Questo è ciò che viene fatto nei circuiti più sofisticati, l'esempio potrebbe essere il pacco batterie di un automobile.
A questo punto entrano un serie di fattori ma credo che i più importanti siano chimica della pila, tipo di utilizzo e il peso di precisione/complessità/utilità
Propongo 3 casi molto teorici:
Probabilmente su una banale AA alcalina/Ni-MH è più che sufficiente un led a segnalare l'avvicinamento "del ginocchio "
Magari nella progettazione di un circuito con uC avente un pin ADC disponibile si può eseguire la misurazione della tensione della cella e stimare la sua capacità residua
In un circuito più complesso dove l'assorbimento varia in continuazione (uno smartphone) l'utilizzo di un integrato dedicato può essere una scelta ottimale


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