Ok, ed è esattamente la cosa che ho sempre sostenuto.
Han fatto tutto loro.
Prima schema unifilare con accumulo lato ac (fra M1 e M2), poi sostenendo quanto vi ho descritto, hanno modificato in corsa in dc con inverter ibrido che riceve anche dc dalle stringhe.
Ma alla mia richiesta di spiegazione nn danno riscontro.
Io a fronte dei vari approfondimenti penso (in malafede) che sia solo una questione di disponibilità delle macchine per poter far il lavoro prima…
Aggiunta accumulo lato AC in impianto FV (2°conto energia)
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Mike
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Or ora vengo contattato telefonicamente per comunicarmi che il problema non son le soglie di taratura impostate sull inverter esistente, ma la mancanza di autotest.
Ovviamente tutto detto al telefono dalla segretaria, e senza nessun riferimento. Ho chiesto , nuovamente, di inviarmi mail con i corretti riferimenti.
Vediamo
Ovviamente tutto detto al telefono dalla segretaria, e senza nessun riferimento. Ho chiesto , nuovamente, di inviarmi mail con i corretti riferimenti.
Vediamo
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Se non era richiesto, come puoi fornire un dato che non c'è?
Finché l'inverter vecchio non muore ha diritto di rimanere connesso, se adeguato alla 243 e se non ci sono ulteriori modifiche normative.
Oppure citino la norma a cui fanno riferimento.
Sto facendo giusto adesso un ampliamento di un vecchio impianto (ante 2012) e sia Terna sia e-Distribuzione non mi stanno chiedendo nulla in proposito.
Ho già presentato il regolamento di esercizio ed è stato accettato.
Finché l'inverter vecchio non muore ha diritto di rimanere connesso, se adeguato alla 243 e se non ci sono ulteriori modifiche normative.
Oppure citino la norma a cui fanno riferimento.
Sto facendo giusto adesso un ampliamento di un vecchio impianto (ante 2012) e sia Terna sia e-Distribuzione non mi stanno chiedendo nulla in proposito.
Ho già presentato il regolamento di esercizio ed è stato accettato.
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Aggiornamento... anche se nulla di nuovo...
La società che si doveva occupare dell' intera fornitura (compreso quindi pratiche gse/enel ecc) mi ha fatto contattare dallo studio di ingegneria che li supporta per la parte di progettazione e mi hanno riferito che non esiste nessun documento ufficiale che imponga che l'inverter esistente debba esser adeguato CEI0-21.
La scelta di fornire un inverter ibrido (pre contatore M2) e non un accumulo AC (posto fra M1 ed M2) deriva dallo loro "esperienza" diretta degli impianti realizzati negli ultimi mesi dove sembrerebbe che e-distribuzione non proceda all'allaccio dell'accumulo se l'inverter esistente non è CEI0-21 (indipendentemente dall'anno di installazione).
La società che si doveva occupare dell' intera fornitura (compreso quindi pratiche gse/enel ecc) mi ha fatto contattare dallo studio di ingegneria che li supporta per la parte di progettazione e mi hanno riferito che non esiste nessun documento ufficiale che imponga che l'inverter esistente debba esser adeguato CEI0-21.
La scelta di fornire un inverter ibrido (pre contatore M2) e non un accumulo AC (posto fra M1 ed M2) deriva dallo loro "esperienza" diretta degli impianti realizzati negli ultimi mesi dove sembrerebbe che e-distribuzione non proceda all'allaccio dell'accumulo se l'inverter esistente non è CEI0-21 (indipendentemente dall'anno di installazione).
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Per quella che è la mia esperienza, soltanto parecchi anni fa i tecnici E-Distribuzione chiedevano, in caso di potenziamento, aggiunta o modifica sezione di impianto, che anche l'inverter esistente dovesse essere aggiornato alla normativa in vigore e che fosse possibile effettuare autotest.
Quando poi hanno capito che la loro interpretazione era errata, almeno nella mia zona (PUGLIA) non chiedono più l'aggiornamento e l'autotest del primo inverter.
L'unica richiesta che fanno è l'indicazione della matricola corretta dell'inverter esistente.
saluti
Quando poi hanno capito che la loro interpretazione era errata, almeno nella mia zona (PUGLIA) non chiedono più l'aggiornamento e l'autotest del primo inverter.
L'unica richiesta che fanno è l'indicazione della matricola corretta dell'inverter esistente.
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