Ma il quesito iniziale qui era :
Su un dispositivo a 6 poli posso avere 3 ingressi monofase di cui uno in ingresso dall’ alto e due con ingresso dal basso.
Non tanto se esiste una norma che imponga ingesso da alto o meno,,, ma proprio se si possono mischiare e consistere nello stesso dispositivo.
I/O sezionatore 6 poli.
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Quell'aspetto è stato abbastanza discusso: si chiedeva se esistessero norme che vietano/sconsigliano questo approccio.
Sul discorso "mischiare" più circuiti, penso che l'unico dato oggettivo da considerare sia la tensione nominale dei circuiti e la tensione d'isolamento del dispositivo.
Sul discorso "mischiare" più circuiti, penso che l'unico dato oggettivo da considerare sia la tensione nominale dei circuiti e la tensione d'isolamento del dispositivo.
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Giovanni123
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Giovanni123 ha scritto:Non ho citato alcuna norma infatti. E nemmeno ho scritto che sia vietato.
Nel caso specifico penso, valutando il contesto,
bene Le norme danno indicazioni sui sensi di manovra (basso o sinistra o rotazione antioraria per l'apertura) non sull'ingresso delle alimentazioni.
Ho sentito dire che in altri paesi l'alimentazione dal basso è molto diffusa.
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Goofy ha scritto:Ho sentito dire che in altri paesi l'alimentazione dal basso è molto diffusa.
Effettivamente Paese che vai, usanza che trovi.
Anni fa un cliente del settore automotive asiatico, ma impianto in UK, ci girò una serie di specifiche in cui c'era anche una parte in cui si vietava espressamente l'ingresso dal basso sui sezionatori. Non ti dico le imprecazioni per fare in modo di accontentarlo... su questa e su altre righe della specifica.
Ma il massimo si raggiunge quando il cliente accetta di acquistare un prodotto CE e quindi applichi le tue norme CEI, EN o IEC e poi ti dice che non hai rispettato la sua normativa locale sulla tonalità del colore dei terminali a crimpare, ovviamente senza accordi pre-acquisto
Scusate l'OT.
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Giovanni123
502 1 3 6 - Sostenitore

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Dunque, ringrazio innanzitutto gli intervuti, pareri vari aiutano sempre a ridimensionare i problemi.
Per quanto riguarda il problema iniziale l'ho risolto, delineando alcuni punti di funzionalità imprescindibili:
1) il sezionatore generale (002) deve, con unica manovra, disalimentare completamente l'intero quadro ed i dispositivi che ne derivano (come i due UPS), avvalendosi per lo scopo di due contatti ausiliari che vanno ad aprire, simultaneamente ai contatti di potenza, gli EPO dei due UPS;
2) gli SPD devono poter essere sezionati per manutenzione e, nel caso di sostituzione, non compromettere il funzionamento dell'intero sistema, per questo l'adozione di un sezionatore (003) permette la manovra specifica e, attraverso contatto ausiliario, segnala al sistema di controllo l'apertura che, insieme ai contatti di telesegnalazione a bordo degli SPD genera un alert di malfunzionamento scaricatori;
3) in caso di malfunzionamento e quindi rimozione temporanea di uno degli SPD la continuità del PE (dalla EBB di quadro al PE in uscita) deve essere garantita, per cui l'adozione di una busbar (BB01) che diventi nodo topologico di terra (annullando di fatto gli accoppiamenti induttivi) e che permetta il collegamento di tutti gli SPD al PE in uscita, attestato su un connettore per busbar (007) e, tramite connettori cavo-busbar, l'inserzione dei due PE in uscita dalla EBB;
qualora si disinstallasse uno dei 3 SPD la EBB e i rimanenti SPD risulterebbero sempre collegati al PE in uscita;
4) avendo a monte già un SPD di classe I e avendo una vicinanza tra le linee in entrata ed in uscita in canalizzazione inferiore ad 1 m l'anello induttivo viene completamente annullato dall'installazione di 3 SPD (004,005,006) classe II con Up a 1kV di soli 800V;
5) i cavi rosa sono dei dry contact con tensione <=5Vdc, per questo seguono strade differenti rispetto alle linee in ingresso ed il PE in uscita, per questo l'adozione dei doppi contatti AUX che permettono di spostare entrambi i conduttori sulla canalina superiore o inferiore;
6) non ho mai realizzato quadri con canalizzazioni interne dove i conduttori escono dalle canalizzazioni dietro o davanti la guida din per salire o scendere *liberamente*, per cui i punti di ingresso ed uscita negli interruttori devono seguire la strada più comoda ai fini del cablaggio;
considerando che non vi è nessuna norma o prescrizione che imponga un punto di ingresso ed uscita, ove chiaramente il costruttore non lo specifichi lui stesso.
7) la soluzione di adottare alcuni poli in ingresso ed altri in uscita promiscuamente nello stesso interruttore non mi ha mai convinto sin dall'inizio, in quanto poco elegante;
8) oltre un progetto ben dettagliato allegato al quadro, l'ipotetico manutentore dovrà sempre avvalersi di idonea attrezzatura per verificare se, a disinserzione di un interruttore, ci sia o meno presenza di tensione, oltre chiaramente cartello con riportato quadro a più alimentazioni e adesivo sugli interruttori per segnalare l'ingresso.
Per i più attenti ho eliminato solo 2 ripartitori/distributori, che sono finiti, ridimensionati, nella guida DIN sottostante.
Detto ciò allego il lavoro finito, ditemi cosa ne pensate!
I pareri sono molto apprezzati.
Per quanto riguarda il problema iniziale l'ho risolto, delineando alcuni punti di funzionalità imprescindibili:
1) il sezionatore generale (002) deve, con unica manovra, disalimentare completamente l'intero quadro ed i dispositivi che ne derivano (come i due UPS), avvalendosi per lo scopo di due contatti ausiliari che vanno ad aprire, simultaneamente ai contatti di potenza, gli EPO dei due UPS;
2) gli SPD devono poter essere sezionati per manutenzione e, nel caso di sostituzione, non compromettere il funzionamento dell'intero sistema, per questo l'adozione di un sezionatore (003) permette la manovra specifica e, attraverso contatto ausiliario, segnala al sistema di controllo l'apertura che, insieme ai contatti di telesegnalazione a bordo degli SPD genera un alert di malfunzionamento scaricatori;
3) in caso di malfunzionamento e quindi rimozione temporanea di uno degli SPD la continuità del PE (dalla EBB di quadro al PE in uscita) deve essere garantita, per cui l'adozione di una busbar (BB01) che diventi nodo topologico di terra (annullando di fatto gli accoppiamenti induttivi) e che permetta il collegamento di tutti gli SPD al PE in uscita, attestato su un connettore per busbar (007) e, tramite connettori cavo-busbar, l'inserzione dei due PE in uscita dalla EBB;
qualora si disinstallasse uno dei 3 SPD la EBB e i rimanenti SPD risulterebbero sempre collegati al PE in uscita;
4) avendo a monte già un SPD di classe I e avendo una vicinanza tra le linee in entrata ed in uscita in canalizzazione inferiore ad 1 m l'anello induttivo viene completamente annullato dall'installazione di 3 SPD (004,005,006) classe II con Up a 1kV di soli 800V;
5) i cavi rosa sono dei dry contact con tensione <=5Vdc, per questo seguono strade differenti rispetto alle linee in ingresso ed il PE in uscita, per questo l'adozione dei doppi contatti AUX che permettono di spostare entrambi i conduttori sulla canalina superiore o inferiore;
6) non ho mai realizzato quadri con canalizzazioni interne dove i conduttori escono dalle canalizzazioni dietro o davanti la guida din per salire o scendere *liberamente*, per cui i punti di ingresso ed uscita negli interruttori devono seguire la strada più comoda ai fini del cablaggio;
considerando che non vi è nessuna norma o prescrizione che imponga un punto di ingresso ed uscita, ove chiaramente il costruttore non lo specifichi lui stesso.
7) la soluzione di adottare alcuni poli in ingresso ed altri in uscita promiscuamente nello stesso interruttore non mi ha mai convinto sin dall'inizio, in quanto poco elegante;
8) oltre un progetto ben dettagliato allegato al quadro, l'ipotetico manutentore dovrà sempre avvalersi di idonea attrezzatura per verificare se, a disinserzione di un interruttore, ci sia o meno presenza di tensione, oltre chiaramente cartello con riportato quadro a più alimentazioni e adesivo sugli interruttori per segnalare l'ingresso.
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